Quando ci si arrampica sugli specchi…

20 03 2008

di FRANCO LUDOVISI

Ogni tanto mi diverto ad approfondire qualche dato statistico del baseball, del presente e del passato, con particolare riguardo ai dati dei lanciatori, categoria basilare della nostra disciplina.
Così una volta studio le medie pgl ottenute da quando si gioca a baseball in Italia e scopro che molte verità dichiarate e ancora in vita sono “verità gabellate”, tanto che alcune vecchie credenze sui risultati ottenuti dai pitcher del passato sono smentite.
Altre volte, per curiosità, “conto” ad esempio i lanciatori che sono saliti sui monti della serie maggiore dal 1960 al 2006 per scoprire che sono ben oltre 1.400. Ne parlerò al termine dell’indagine che sto portando avanti quando avrò più elementi su cui dissertare.
Così facendo, a volte mi imbatto in dati che mi lasciano perplesso: sono dati che contraddicono le argomentazioni che alcuni addetti ai lavori hanno sostenuto a favore delle tesi a loro care.
Ultimamente mi sono imbattuto nei risultati di quel grande giocatore che è stato Massimo Fochi (lancia per 894.1 riprese con un pgl di 3.36 ottenuto in 20 anni di carriera e concludendo, statisticamente, una ripresa su quattro con tre k) e devo per forza ritornare per un momento sull’argomento degli interbasi di scuola italiana.
Le opinioni sono personalissime ed ognuno ha le sue e le difende.
Oltre ogni limite?
Se si fa questo, allora ci si arrampica sugli specchi.
Nella discussione di qualche tempo fa relativa ai grandi interbasi di scuola italiana si è sostenuto che gli unici degni di questo nome erano Gianguido Poma e Massimo Fochi.
A questa affermazione si è fatto notare che anche tale Ruggero Bagialemani di scuola nettunese
e il bolognese Bebe Messori potevano venire inclusi in questa ristretta cerchia.
Può succedere una dimenticanza od una preferenza per atleti vicini al proprio cuore
e che si è visto giocare di più e più spesso nelle file della squadra della propria città.
Ribadire che, a proprio giudizio, Poma e Fochi restavano i più rappresentativi poteva essere un’opinione, semmai discutibile, ma lecita.
Però affermare invece che Messori non poteva rientrare in questo ristretto numero di giocatori eccellenti perché la sua esperienza internazionale era limitata e Bagialemani non era un vero interbase bensì un terza base, significa… voler avere ragione a tutti i costi.
Poma gioca 44 volte in Nazionale: è dentro. Messori 38 volte (e dunque sei sole volte in meno): è fuori.
Poma in sei incontri ha acquisito quella esperienza internazionale che manca a Messori!!!!
Bagialemani su 8.240 riprese disputate ricopre il ruolo di interbase in 3.992 pari al 48% degli inning giocati. Ma il 42% di riprese disputate in terza lo incoronano come un terza base assoluto.
Ed è irrilevante che anche lui si sia sempre sentito un interbase.
Fochi invece su 7.785 riprese ne gioca 5.474 (il 70%) da …… seconda base! Ma il fatto è evidentemente considerato irrilevante perché l’11% del giocato è sufficiente per definirlo un interbase di ruolo.
Se questo non è arrampicarsi sugli specchi!

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4 responses

20 03 2008
ceby24

complimenti FRANCO x la tua precisione e x il tono dei tuoi interventi…. un abbraccio CEBY…. CIAO

20 03 2008
Riccardo Schiroli

Una delle cose peggiori che si possano fare, approfondendo una discussione, è estrapolare gli argomenti altrui dal contesto originario e usarli a proprio vantaggio. Premesso questo, dico che mi sento chiamato in causa dalle argomentazioni del saggio Ludovisi. E’ evidente che si rivolge a me. Sarà bene puntualizzare (per l’ultima volta) che:

1) Il tutto è iniziato per una mia risposta ad un pezzo di Gianni Lercker al quale replicò il titolare del blog. Maurizio Roveri scrisse con una certa decisione, ma non centrando bene il punto che volevo dibattere io. Ovvero: le regole protezionistiche non hanno mai aiutato lo sviluppo di giocatori.
2) Posso essermi spiegato male, quindi provo a riassumere il tutto. Io originariamente scrivevo che a Parma, dove gli interbase erano Coffman, Simpson e Gallino, sono cresciuti negli anni ’70 2 dei migliori interpreti del ruolo di scuola italiana: Fochi e Poma (classe 1964 e 1962 rispettivamente)
3) Roveri mi tacciò di aver dimenticato Messori e Bagialemani. Che io non avevo affatto dimenticato, sennò avrei scritto che Poma e Fochi erano “gli unici” interpreti del ruolo ad un certo livello.
4) Bagialemani e Messori (classe 1963 e 1960 rispettivamente) fanno parte della stessa generazione di Fochi e Poma e sono emersi quando il ruolo era, quasi in tutte le squadre, ricoperto da stranieri. E’ pur vero che io sostengo che Bagialemani non desse il meglio di sè all’ interbase (un’opinione come un’altra) e che Messori a livello internazionale si sia visto poco. Ma questo esula dalla discussione originaria e, al limite, può essere spunto per aprirne un’altra.
5) E’ la generazione successiva, dei nati negli anni ’70, che di fatto non ha espresso interbase (a parte Evangelisti) di alto livello, nonostante una norma protezionistica sul ruolo
6) Se esaminiamo la storia del ruolo di catcher, non giungiamo a conclusioni tanto diverse
7) In sintesi: la mia conclusione è che le norme protezionistiche sui ruoli o sulle età non servono ad altro che a dare spazio a giocatori mediocri che, senza queste norme, mai arriverebbero ad alto livello; al limite, possono ottenere il risultato di far sovra utilizzare i pochi giocatori bravi nei ruoli più importanti (il lanciatore in primis).
8) La storia del baseball italiano dice che si producono pochi interbase e pochi catcher, ma niente indica che le norme protezionistiche abbiano aiutato ad invertire la tendenza. Questa, se permettete, non è questione di opinioni.

Nella sostanza: il saggio Ludovisi sta usando gli argomenti da me proposti per dimostrare una tesi (“sono usciti più interbase bravi dove c’erano forti interbase stranieri in prima squadra”) al fine di dire che ho torto al riguardo di un argomento che non era mia intenzione toccare (“Bagialemani e Messori erano tanto bravi quanto Fochi e Poma”). Signor Ludovisi, mi spiace ma non ha capito nulla.

21 03 2008
LUDOVISI fRANCO

La risposta di Schiroli avvalora la tesi che si sta arrampicando sugli specchi.
Non capire nulla delle sue argomentazioni è un fatto positivo.
E mi sento in buona compagnia.

28 03 2008
marco

… ma tra i quattro, chi ha giocato più volte interbase in nazionale, vista la coetaneità?

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