Anche Parma ha il suo Matos: di nome fa Pascual, dominicano, grande catcher

15 03 2008

di MAURIZIO ROVERI

Ci sarà un altro Matos nel campionato italiano. E’ dominicano, proprio come il Jesus della Fortitudo. Ma questo nuovo Matos di nome fa Pascual e non è un pitcher. Lui i lanci li riceve. Di professione fa il catcher, e anche molto bene. Lo ha ingaggiato il Cariparma. Facendo sicuramente un buon acquisto.
Ha 33 anni, Pascual Matos. E’ arrivato anche alla Major League, seppure per qualche apparizione, nel 1999: con la casacca di Atlanta, in National League, otto turni alla battuta, una valida, due “punti battuti a casa”.
Ma sono interessanti, per valutarne lo spessore tecnico e la consistenza, i “numeri” delle sue 15 stagioni nelle Minors. Sette delle quali in Triplo A. Quindici stagioni e quasi un migliaio di partite (974 per l’esattezza). Non si gioca così tanto se non si è bravi ed affidabili.
Analizzando queste statistiche, si notano le sue apprezzabili medie difensive. Si sapeva che Parma inseguiva un forte catcher. Ne aveva necessità. Il presidente Rinaldi e il vicepresidente Fochi hanno probabilmente catturato l’uomo che può far compiere il salto di qualità alla squadra della città ducale. E far sognare alla gente di Parma quello scudetto che manca da un decennio.
Nato a Barahona (Repubblica Dominicana) il 23 dicembre 1974, destro, Pascual Matos appena diciassettenne faceva già parte dell’Organizzazione degli Atlanta Braves. Due stagioni in Rookie League nel 1992 e 1993. Poi il passaggio, durante il 1994, in Singolo A nella squadra di Macon e in Singolo A+ nel ’96 a Durham. Il primo vero salto di qualità è datatto 1998 quando sale in Doppio giocando per Greenville. L’anno successivo Pascual riceve 66 partite per Richmond in Triplo, dove firma 21 PBC. E’ a questo punto che Atlanta lo premia facendogli chiudere l’anno in Major.
Nel 2000 torna in Minor League. Riparte dal Doppio, ma dopo 24 gare a Greenville balza di nuovo in Triplo giocando una settantina di partite per Richmond. Esce dal giro di Atlanta, ma resta ad alto livello. Nel 2001 è a Columbus, squadra di Triplo affiliata ai New York Mets: 77 partite, 56 battute valide. IL 2003 è fra Independent e il Triplo A di Colorado. Stessa scena anche nel 2004.
Pascual Matos si fa particolarmente apprezzare nella stagione 2005: partecipa allo Spring Training dei Colorado Rockies, poi gioca 56 partite in Triplo A con un positivissimo 275 di media-battuta. Nel 2006 lo troviamo a Charlotte (Illinois), nel Triplo dei Chicago White Sox, dove come sempre si distingue per le sue capacità di catcher ma incappa in una stagione grigia nel box di battuta (175). L’anno scorso è a Yuma, nel Gold dell’Independent: 53 partite, 53 battute valide, 261 di average e 404 di slugging.
In totale: 15 anni in Minor League, 974 partite, 774 battute valide (con 163 doppi, 15 tripli, 84 fuoricampo), 420 punti battuti a casa, 234 di media-battuta e 369 di slugging. Ma soprattutto un’ottima difesa.
Bene. A questo punto riassumiamo il mercato del Cariparma. Sono arrivati: Stefano Bazzarini (lanciatore), Michele Gerali (esterno), Alessandro Fanfoni (interno), Federico Biasetti (esterno), Ettore Finetti (esterno e battitore designato), Michael Di Natale (lanciatore italoamericano, da Orange County), Josmir Romero (lanciatore, da Tigres Aragua) e Pascual Matos (catcher, da Yuma). hanno lasciato Parma Chapelli, Di Roma, Comelli, Macaluso, Rosario, Roman, Toriaco, mentre Saccardi ha cessato l’attività.
Il roster 2008. Lanciatori: Ortiz e Romero per gara1, Di Natale con rilievo (supponiamo) di Corradini per gara2, Bazzarini, Mori e Salsi per gara3. Ricevitori: Matos e Bertagnon. Interni: Biagini, Scalera, Munoz, Gomez, più Fanfoni. Esterni: Zileri, De Simoni, Gerali, più Finetti (che presumibilmente farà il battitore designato, se non dovesse arrivare Garcia Bellizzi oppure Sforza) e Biasetti.
Roster di qualità, ma non profondo. Con un affidabile lanciatore in più potrebbe essere competitiva per lo scudetto.

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3 responses

16 03 2008
Micio

Faccio una sola considerazione, lo scorso anno, con Rosario dietro casabase il Cariparma ha vinto in modo sorprendente la regular-season, eppure si sente parlare di Rosario come uno dei più brocchi visti a Parma, ma il ricevitore è colui che “ha in mano” la squadra, qualche merito ce lo avrà pure avuto.
Rosario ha più o meno lo stesso pedigree del neo-arrivato Pascual Matos.
Entrambi hanno qualche apparizione in Mlb, 6 Matos e 4 Rosario, entrambi hanno diverse stagioni alle spalle di Minors, soprattutto a livello di Triplo A.
Dalle statistiche sembrerebbe più slugger Rosario (124 Hr nelle Minors) e 433 di media slugger, contro gli 84 di Matos e una media slugger di 369, eccetto la potenza in favore del primo, non mi sembra di “leggere” dalle loro statistiche straordinarie differenze, almeno per quel che si puo’ vedere eppure da come è stato presentato (intendo dal Cariparma, non da Doubleplay) sembrerebbe il contrario.
Così veniva presentato Rosario lo scorso anno:
http://www.parmabaseball.it/dettaglio_notizia.asp?offset=192&ID=717
E così viene presentato Matos:
http://www.parmabaseball.it/dettaglio_notizia.asp?ID=932
Una curiosità, se Matos proviene da una Lega Indipendente in cui ha battuto 53 valide in 53 partite, Rosario proveniva da una Lega Indipendente dove aveva battuto 48 valide su 48 partite!
Queste le statistiche offensive principali di Rosario lo scorso anno:
50 valide, con 10 doppi, 3 Hr, 30 Rbi, con una media battuta di 291 e media slugger di 401.
Unica nota dolente mi sembrano i troppi K presi, ben 32 (come Camargo), ma Kelly Ramos ne ha presi 28 e Gasparri 36, quindi……
Con questo non voglio dire che Rosario andasse riconfermato, ma solo che per come Matos è stato presentato dal Cariparma (ripeto, non da Doubleplay) mi sembra che ci si attendano da lui cose astronomiche, sarà all’altezza di far rivincere la regular season al Cariparma?

17 03 2008
Exterior Mundi

Non sono per nulla concorde con il signor Micio che si limita a snocciolare dati numerici dimenticando che il baseball rimane uno sport di squadra.
Lo scorso anno Parma ha vinto la regular season in modo sorprendente soltanto per gli osservatori superficiali. Il principale merito di Gerali è stato quello di creare un’autentica “squadra”, un gruppo compatto nel quale ognuno si è sentito parte integrante di un progetto ben definito.
Rosario è rimasto un po’ avulso da questo meccanismo e la sua mancata riconferma deve essere letta sotto questa luce.
Lo dice anche Fochi quando afferma di aver ricevuto ottime referenze su Matos sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista umano.

Se dovessimo valutare la forza di una squadra soltanto dai numeri potremmo dedicarci allo strat-o-matic e giocare i campionati a tavolino.
Per fortuna il baseball si gioca solo in campo e si prepara anche nel chiuso degli spogliatoi.

Ultima cosa, senza che vi sia nulla di personale nei confronti del signor Micio.
Quando si giudica la stagione di un giocatore è bene prendere prendere in considerazione tutti gli aspetti. Se si desidera restare soltanto nel campo dei numeri è buona cosa prenderli in considerazione tutti, altrimenti si rischia di emettere giudizi parziali. Vada quindi, signor Micio, a vedere cosa ha combinato Rosario nella scorsa stagione quando si è trovato in “clutch situation”: probabilmente avrà alcune sorprese.

19 03 2008
Micio

Credo che il signor “Exterior mundi” abbia mal interpretato il mio intervento.
Non intendevo di certo assurgermi ad avvocato difensore di Rosario, tutt’altro.
Mi premeva solo sottolineare come Pascual Matos venisse presentato con numeri (Americani) da “bomber”, quando stando a quei numeri Rosario risultava di gran lunga superiore.
Intendiamoci bene, questo non significa che Matos in Italia non possa battere 25 homers, 40 tripli e 200 doppi, cosa che mi auguro.
Quanto ai numeri, credo che anche prenderne una sola parte possano dire qualcosa e allo stesso tempo, anche prendendoli tutti, potrebbero lasciare il tempo che trovano.
Purtroppo, come credo che anche lei sappia, giocando solo 3 mesi (su 12!), già è difficile parlare di baseball giocato, mi auguro che almeno lo si possa fare parlando sui numeri, parziali o totali che siano.
Se non si possa definire “sorprendente” che il Parma, squadra che ha evitato la retrocessione l’anno precedente nel modo che noi tutti (addetti ai lavori e non) ricordiamo, abbia vinto lo scorso anno la regular season, mi chiedo in quanti altri – escluso lei – ad inizio stagione avrebbero pensato che ciò potesse avvenire.

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