Quant’è cambiato il baseball giovanile

5 03 2008

di PAOLO CASTAGNINI

Dire che in questi anni la Federazione non ha fatto nulla per i giovani significa sostenere un falso.
Da mia lontana memoria, visto che mi occupo di questo settore da più di trent’anni, il movimento giovanile, almeno fino al 2000, è sempre stato lasciato alle iniziative dei club. La federazione si limitava ad indicare le linee generali ai RAAR senza nemmeno preoccuparsi di quante partite si giocassero. Per quanto riguarda poi le Nazionali giovanili queste erano appannaggio di poche società prestigiose che fornivano gli atleti per le rare competizioni ufficiali.
Detto questo bisogna però, a mio avviso, distinguere ciò che si intende per attività giovanile.
Fino a quando un atleta viene considerato all’interno dell’attività giovanile? Sicuramente fino a 16/17 anni che corrisponde all’attuale categoria Cadette/Cadetti. Non è raro però che già da questa età i migliori si affaccino nelle categorie senior. Oltre i 17 anni c’è una fase che si potrebbe definire ibrida. In linea teorica con il raggiungimento dei 18 anni che corrisponde alla definizione di maggior età, viene a terminare il periodo giovanile ed inizia quello senior. In realtà da sempre, prima con la Primavera, poi con l’Under 21 ed infine con fuori quota, fino ai 23 anni si è dovuto considerare fascia giovanile. Questo perché seguendo la piramide dei tesserati, se una società ad esempio possiede venti giovani tra i 10 e 12 anni, per effetto dell’abbandono sempre più frequente in tutti gli sport ne avrà quindici tra i 13 e i 14, dodici tra i 15 e i 16 e forse dieci tra i 17 e i 18 anni. Questa naturalmente è una proiezione di massima. Ovviamente con 10 atleti non si affronta un campionato, onde per cui dopo alcuni tentativi si è abbandonata l’idea della categoria Juniores a favore dell’Under 21.
Ora la federazione ha dato dei numeri minimi di partite, sottolineo “minimi” portandoli inizialmente a 12 ed ora a 16 partite per anno. Poche diranno in molti, certo, poche dico anch’io. Sempre più delle 8/10 che si facevano in alcune regioni.
Quante sarebbero il numero di partite ideali nelle giovanili? Probabilmente da 30 a 50. Obbligare però le società ad un numero di partite ufficiali di questa portata significherebbe dimezzare il numero di squadre iscritte e questa non è la volontà della federazione e non è nemmeno il bene del movimento. Visto però che un considerevole gruppo di società e un considerevole gruppo di giovani sono disposti, anzi vogliono, giocare di più sono state fatte alcune scelte:
1- Il Campionato Nazionale che si sovrappone al Regionale che aumenta di almeno 12 partite all’anno e soprattutto partite di qualità.
2- Aumento considerevole delle squadre che accedono alle fasi finali dei campionati con la conseguenza di altre da 2 a 8 partite di buon livello.

Consideriamo poi i Tornei giovanili di società di cui sicuramente la federazione non si prende il merito. Questi sono nati proprio per far giocare di più i ragazzi. Sono per il movimento una ricchezza a tutti i livelli. Per i ragazzi e le ragazze che possono giocare, divertirsi e vivere giornate di grande intensità. Per le società in quanto diventano momenti di grande aggregazione tra genitori, dirigenti e allenatori. La federazione non ha nessun motivo di ostacolare questi eventi, anzi pur non contribuendo direttamente li supporta per mezzo degli organi preposti.
Sono state reintrodotte le Selezioni Regionali con i rispettivi raduni e torneo delle Rappresentative.
Le Nazionali Giovanili sono state completamente rifondate attraverso il Verde/Azzurro e il Verde/Rosa. Centinaia di ragazzi e ragazze ogni anno possono mettersi in mostra, dimostrare il loro valore e partecipare agli eventi. Attraverso questo progetto giovani atleti anche della più lontana provincia hanno avuto la stessa possibilità dei compagni delle società più blasonate.
Sono stati coinvolti in questo progetto decine di tecnici sparsi su tutta la penisola rispetto ai pochissimi di una volta.

Per concludere con il massimo progetto giovanile e cioè l’Accademia: diventata punto di riferimento tecnico per tutti sia giocatori che tecnici.

Ripartendo però dai più piccoli non bisogna dimenticare i progetti Little League promozionale e il progetto quantità. Nulla di inventato, ma ora e sempre più in futuro, l’immagine del baseball e softball come gioco scolastico può essere veicolato in forma univoca. La Commissione Scuola è in grado di offrire a tutti corsi di preparazione, progetti per la scuola, materiali pubblicitari e attrezzatura di gioco.

Tra mille difficoltà il baseball e il softball giovanile sono vivi e vegeti. Tutti assieme, da noi dirigenti e tecnici di federazione, ai tecnici di ogni livello, alle società stesse, in questi anni siamo stati promotori di un grande movimento giovanile.
Questo movimento ha portato entusiasmo, qualità e attenzione ai problemi dei ragazzi e delle ragazze.
Probabilmente sono state fatte cose sbagliate. Certamente si può e si deve fare di più, ma nessuno può sostenere che non sia stato fatto in questi ultimi anni.

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4 responses

5 03 2008
Roberto Sieni

Una domanda per il sig. Castagnini. A parte gli adattamenti da lei fatti, ma nella sostanza, nell’idea, “il campionato a due velocità” chi è chi glielo propose? Chi è che le mandò dettagliata relazione, sul come farlo. Di chi il copyright?

6 03 2008
overseas

Vorrei chiedere a Paolo: perche` non unifichiamo le categorie ragazzi/e? chiamare la categoria under 12 e tutti avrebbero benefici, le partite aumenterebbero e le societa` che dispongono di entrambe le squadre potrebbero unire le energie tecniche e dirigenziali , oltre alla maggiore attrattiva che cio`avrebbe sulla propaganda all`interno delle scuole. Fate un conto di quante gare giocano le ragazze soft e vedrete i benefici. Certo, bisogna cambiare alcune regole: ad esempio batterie invertite o solo palla soft o qualcos`altro , ma , ripeto , pensate ai benefici .
Purtroppo in Italia esistono societa` a cui non interessa giocare ma solo vincere e ” puristi ” che vedono gia` il campione/essa nella loro categoria e cio` gli serve per la propria personale soddisfazione , poco importa se magari verso i 14/16 anni si stufano e cambiano sport o lo abbandonano perche`non si sentono in grado di esaudire i desideri di grandezza del coach di turno . Credo , e qui vorrei anche un parere da parte del pres. Fraccari , che per il bene comune non si dovrebbero assegnare scudetti o titoli a vario livello fino ai 12 anni compiuti , perche` la cosa piu` importante per quell`eta` e` divertirsi e crescere insieme , abbiamo il privilegio di giocare uno sport che privilegia il gruppo ma al tempo stesso esalte le qualita` di ogni singolo , dall`esternp piu` impacciato al lanciatore che tira 70mph . Secondo me si dovrebbe iniziare ad insegnare vero baseball e vero softball dai 13/14 anni compiuti , prima non serve . Mi direte che in tutto il mondo non e` cosi` , sì , ma solo nel mondo in cui i nostri sport sono ad alto livello ed hanno dei seguiti di pubblico e media superiori al nostro . Sinceramente non mi importa vincere il campionato europeo, anzi neanche dovrebbe esistere se poi dietro abbiamo delle realta` che non riescono a far numero in campionato perche` uno ha il raffreddore o l`altro deve andare a catechismo o se , come mi sono sentito dire da un genitore… ” come ? dobbiamo andare a giocare fin la`?!! ” ….( ed era per uno spareggio regionale !) Vi prego di considerare questa proposta , se non altro per i prossimi anni , e` solo per il nostro bene.
Lasciate i bacchettoni del baseball/softball lamentarsi di questo o di quello , tanto lo farebbero comunque , e fate giocare senza paletti gli under 12 , anche se fossero squadre formate da comunita` straniere , chissenefrega chi vince o chi perde: dal momento che siamo in campo tutti siamo vincitori.
Vorrei comunque ringraziare per gli sforzi fatti in questi anni , continuate cosi` e miglioratevi costantemente , per il bene dei nostri sport , grazie .

6 03 2008
Paolo Castagnini

Le proposte di Overseas sono incredibilmente attuali nel dibattito di questi anni. Da tempo ci interroghiamo sull’idea di unire le due categorie Ragazzi e Ragazze per una unica. L’ostacolo più grande è la differenza del lancio. Ci sono società di softball che investono molto sul lancio fin da giovane età e pertanto sarebbe difficile ad esempio far lanciare tutti da sopra, siano essi maschi che femmine, o tutti da sotto.
Si potrebbe prendere in considerazione la possibilità che le ragazze lancino da sotto e i ragazzi da sopra anche nella medesima partita, ma ci si andrebbe a scontrare immediatamente con la voglia di vincere delle squadre. Il lancio da sopra è molto più facile e più potente rispetto quello da sotto e le squadre opterebbero probabilmente con solo lanciatori da sopra.
Per quanto riguarda l’attenzione al risultato nella giovane età hai perfettamente ragione. Ti assicuro che anche di questo si discute molto nei consigli federali. Qui si entra in un campo molto complesso. Da sempre esiste il Titolo di queste categorie e toglierlo darebbe luogo sicuramente a grandi proteste da chi vive da anni le fasi finali. Io stesso le ho vissute e credo che il problema non sia il risultato da ottenere (il Titolo), ma come si cerca di ottenerlo. Se ci sono tecnici bravi che rispettano i ragazzi pur lasciando l’agonismo che hanno dentro di loro, credo che si possa raggiungere il giusto equilibrio tra risultato ed esperienza di gruppo.
Sull’età dell’insegnamento non sono d’accordo, ma rispetto le tue idee. Credo che l’insegnamento dei fondamentali vada fatto in giovane età attraverso esercizi propedeutici che siano allo stesso tempo utili e divertenti. Ecco la grande capacità che deve avere un tecnico dei settori giovanili. Come ha sottolineato Bill Holmberg nell’intervista su http://www.baseballitalia.it è l’età Ragazzi il momento ideale per i fondamentali individuali. Poi si lavora sui fondamentali di squadra ed infine sulla mentalità vincente.
Ti assicuro che affronteremo ancora questi argomenti che tra l’altro stanno molto a cuore al Presidente Fraccari.
All’ultima Coach Convention è stato presentato un progetto per le proposte che dal territorio arrivino al consiglio federale. Non so se tu sia un tecnico, ma ti consiglio di usare questo metodo.

Rispondo brevemente al Sig. Sieni, sicuramente io non ho inventato nulla. I campionati a due velocità non sono stati inventati ne da me ne da lei, ma ben prima da altri sport: Il Calcio, il Basket, il Volley per citarne alcuni. Di idee ne è piena la terra. Come lei sicuramente sa al mondo si copia di tutto. Quello che conta è l’applicazione delle idee e quando, come in questo caso, la cosa funziona significa che lo scopo è stato raggiunto.
In ogni modo stia sereno, se è convinto di essere stato il promotore dell’idea dovrebbe essere soddisfatto di aver contribuito anche lei alle cose fatte da questa federazione.

16 03 2008
pino

Io concordo su una cosa con overseas,non dovrebbero esistere titoli europei o internazionali per categorie ragazzi: non ne comprendo l’importanza.
Per essere più forti di chi? della Russia o degli Stati Uniti? spendere un sacco di soldi quando si va dicendo che non ce ne sono troppi!
Spendiamo quei pochi soldi per far giocare di più, per far crescere il movimento.
Per quanto riguarda le categorie under 12 o under 14 o 16 stiamo attenti, perchè sapete benissimo che a quell’età un anno di differenza può contare molto. Anch’io comunque mi associo sull’esortazione a continuare su questa strada e condivido molte delle cose scritte da Paolo.
saluti a tutti.

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