Preziosi, lanciatore-battitore per Grosseto

24 02 2008

di MAURIZIO ROVERI

Era nell’aria. Il nome di Dave Preziosi circolava già da qualche tempo. Giocatore nel mirino di Mauro Mazzotti. La trattativa è andata a buon fine e il Montepaschi Grosseto campione d’Italia può ora annunciare l’acquisto di questo lanciatore italoamericano molto versatile che, rispettando il suo cognome, dovrebbe risultare davvero… prezioso.
E’ un pitcher mancino, Dave Preziosi. Ha 25 anni. Viene dal campionato tedesco. Nella Bundesliga (un torneo in crescita sul piano della qualità) ha giocato per due stagioni difendendo i colori degli Untouchables Paderborn. Si è messo in luce per la sua duttilità, ricoprendo i ruoli di lanciatore (3 vittorie e 1 sconfitta nell’ultima stagione con 2.03 di media PGL in 26.2 riprese lanciate), di prima base ed esterno (media battuta 310, con 13 battute valide su 42 turni, 3 doppi, 2 fuoricampo e 12 “punti battuti a casa”.
A Grosseto, logicamente, giocherà prevalentemente da pitcher. Entrando nelle rotazioni dello staff tecnico per quanto riguarda le prime due partite. Preziosi potrebbe fare da rilievo di Mikkelsen in gara1, oppure essere scelto per salire sul monte nelle gare dei lanciatori oriundi. Va ad unirsi ad Anthony Ferrari e a Leonardo D’Amico per il ruolo di rilievi dei lanciatori “partenti” Lincoln Mikkelsen (gara1) e Junior Oberto (gara2). Per quanto riguarda la partita dei lanciatori italiani, sarà prevalentemente sulle spalle di Riccardo De Santis e dell’affidabile closer Emiliano Ginanneschi poiché gli interessanti “prospetti” Panerati e Lucati a luglio (dopo l’esame di maturità) prenderanno la strada degli Stati Uniti.
Dave Preziosi è nato il 17 febbraio 1983. E’ il più giovane dei 5 figli di Barbara e Dominick Preziosi.
E’ un prodotto del Boston College, vi arrivò nel 2002 dopo aver fatto buone cose alla Bergen Catholic High School, dove giocava anche a basket e a soccer (il calcio). Nel suo ultimo anno di high scholl ha giocato sotto la guida di John Picarello nel Northern New Jersey Interscholastic League, battendo 443 e facendo registrare un record di 6 partite vinte e 1 persa sul monte di lancio (con 2.10 di media pgl).
Al Boston College 5 apparizioni sul mound nella sua stagione da freshman: 1 partita vinta e nessuna perduta, 2.38 di media pgl. Da sophomore, nel 2004, è stato molto efficace in attacco con 386 di media battuta (27 valide, 14 punti battuti a casa, 12 punti segnati). Da senior il Boston College lo ha utilizzato 54 volte titolare su 56 partite: Dave ha confezionato apprezzabilissime prestazioni in attacco, battendo 281 con 17 punti battuti a casa. Più 13 battute di sacrificio, 10 basi rubate e buone partite difensive in prima base. Utilizzato sul monte di lancio per 10 inning, nessuna partita vinta ma anche nessuna perduta, una “salvezza” e una media-PGL nel 2005 di 3.38.
Poi, l’Europa. L’utile esperienza in Germania. La Bundesliga come trampolino di lancio per l’Italian Baseball League, dove indosserà la casacca del club campione d’Italia.
Una curiosità: Dave Preziosi è stato avversario del Grosseto in Coppa dei Campioni, allo stadio Jannella, nel 2006. In quella partita mise a segno due battute valide (contro Junior Oberto e Lino Luciani), chiudendo la manifestazione al 13° posto nella classifica della media battuta (409). Nella Coppa del 2006 si è fatto apprezzare anche sulla collinetta: 3 riprese lanciate, 2 strikeout, 1 base su ball, 3 valide concesse, nessun pgl.
IL ROSTER DEL GROSSETO – Lanciatori: Mikkelsen, Preziosi, Oberto, Ferrari, D’Amico, Riccardo De Santis, Ginanneschi, Panerati, Lucati. Catchers: Kelli Ramos, Bischeri, Galli. Interni: Jairo Ramos, Dallospedale, Sgnaolin, Marval, Caracciolo. Esterni: Ermini, Nunez, Lollio, Avagnina, Andrea De Santis.

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7 responses

24 02 2008
Micio

Signor Roveri buongiorno, vorrei farle una domanda sulla sezione “mercato” di questo blog.
Ho notato che dopo una partenza col botto con diverse indiscrezioni (che poi si siano concretizzate o meno, questo è un altro discorso), si è passati ad un riprendere le notizie già uscite dai siti delle società.
Credo che di questo genere di informazioni, non ce ne sia bisogno, abbiamo già tutti gli altri siti che riprendono le stesse notizie, mi sarei aspettato che avesse proseguito con il fanta-mercato, saranno poi le singole società a smentire o a confermare le indiscrezioni, non trova?
L’ultima indiscrezione che ho trovato è riportata in un commento e si riferisce all’interessamento del Parma per Sforza dal Paternò, perché relegare questa notizia in un commento e non in un articolo?
Dato che il baseball Italiano è uno sport prevalentemente di chiacchiere, visto che si gioca solamente 3 mesi all’anno (ma le prospettive mi è sembrato di capire siano quelle di ridurre l’attività al solo agosto giocando tutti i giorni e magari anche più partite al giorno), credo che sia importante mettere sul fuoco più carne possibili, questo è un sito di opinioni, spero libere, quindi “sparare” più notizie possibili credo sia importante, saranno poi i siti delle società a confermare o a smentire, puo’ anche essere un modo per far si che vengano aggiornati, no?
Detto questo, mi sorge un dubbio, non è che le società le hanno dato l’alt dall’inserire indiscrezioni non ancora confermate, oppure è proprio una mancanza di notizie?
A 2 mesi dall’inizio del campionato non so quale delle 2 opzioni sarebbe più preoccupante.
Grazie per la risposta.

24 02 2008
Maurizio Roveri

Rispondo volentieri a Micio, anche se gradirei si firmasse: scrive cose interessanti, l’ho notato anche in precedenti interventi, pertanto non capisco l’uso dello pseudonimo. Venendo al dubbio del nostro gentile lettore, e alle 2 opzioni, dico tranquillamente che queste… opzioni non esistono.
Primo punto: faccio il mestiere di giornalista da 38 anni, so come si fa e non c’è nessuno al mondo (dirigenti federali o di società) che possano dirmi quel che debbo fare. Ho scritto per trentaquattro anni del BASKET più grande, nella “Città dei Canestri” che è Bologna dove ci sono due Club importanti, con storie importanti, grande pubblico, il derby (ad alto livello esiste soltanto qui) e la pressione conseguentemente è forte: ho scritto tutti i giorni su un grande giornale sportivo e posso dire che nessuno mi ha mai condizionato. Immaginiamoci, allora, se mi faccio condizionare nel baseball! (che in Italia, purtroppo, è ancora un movimento piccolo). Semmai c’è in me una piccola presunzione d’essere – un po’ – un punto di riferimento.
Secondo punto. Ho realizzato questo sito (sul modello molto semplice del blog) una quarantina di giorni fa. Ho voluto mettere la mia esperienza giornalistica al servizio di uno sport che amo, fin da quando cominciai ad occuparmene, nel 1969 (ero, allora, un giovanissimo collaboratore di STADIO e sono orgoglioso di poter ricordare che nella prima parte degli Anni Settanta, STADIO dedicava tutti i giorni, da aprile a ottobre, 3 colonne piene al baseball e in edizione nazionale: nessun altro giornale a diffusione nazionale ha mai fatto altrettanto). Doubleplay nasce con l’intento di parlare e far parlare di baseball, vuol essere un punto d’incontro per dialogare in maniera civile e costruttiva, con la speranza di aiutare il piccolo mondo del baseball italiano ad avere più visibilità. Vuol essere principalmente un sito dove si esprimono opinioni (e credo d’aver formato uno staff di un certo spessore), con conseguenti commenti dei lettori. Funziona. Le statistiche mi dicono che Doubleplay sta avendo successo. Ci metto la mia professionalità, la mia passione. E tanto tempo. Non mi viene niente in tasca (e neppure vorrei…). Lo faccio esclusivamente perchè MI PIACE il baseball: ed è lo stesso spirito che anima gli altri che collaborano con me alla realizzazione del blog.
Ovviamente, da giornalista professionista abituato a cercare, indagare, valutare, mi piace anche dare notizie. Soprattutto di MERCATO. E provo una certa fierezza nel constatare che abbastanza spesso arrivo prima degli altri. Anche quando Doubleplay non esisteva. Faccio un esempio: negli anni scorsi (dopo essere uscito nel gennaio 2004 dal Corriere dello Sport-Stadio, avviandomi verso la pensione) ho collaborato con un quotidiano “solo” bolognese: Il Domani di Bologna. Su questo giornale dell’area metropolitana di Bologna ho scritto, approssimativamente, 33 mila righe di baseball in tre anni mezzo. A volte anche con paginoni interi, su personaggi, storie, inchieste: servizi interessanti anche a livello nazionale che avrebbero meritato d’essere mostrati, proposti sul sito della FIBS. Evidentemente, questa sensibilità non c’è stata… Ma tornando al mercato: durante l’inverno di un anno fa, appunto su Il Domani, ho indovinato – mossa per mossa – tutte le operazioni di mercto della Fortitudo Bologna. Annunciando ogni movimento con quindici-venti giorni (a volte, anche un mese…) di anticipo sull’annuncio ufficiale della società!
Ovviamente, non è sempre possibile colpire il bersaglio. Può succedere (a me raramente) che qualcun altro arrivi prima nel dare una notizia. Lei mi indica di fare un fanta-mercato, di “sparare” notizie. No, non è nel mio stile. Non fa parte della mia professionalità. Quando piazzo delle voci, delle indiscrezioni, lo faccio dopo aver già fatto approfondite ricerche: Metto delle indiscrezioni quando so che ci sono trattative in corso e che pertanto certe operazioni sono realizzabili, sicuramente possibili. Sparare notizie, tanto per spararle, non è cosa seria.
Quando annunciai su Doubleplay che Langaigne era nel mirino del Nettuno, era vero (poi, se la trattativa si è arenata o non è ancora andata in porto, è un altro discorso). Quando ho annunciato il colpo grosso del Rimini con Manny Alexander era una domenica, l’avevano già firmato, il mio intervento ha costretto la società a diramare – il giorno dopo – un comunicato ufficiale. Gli acquisti di Martin Vargas e di Alfonso Delgado da parte della Fortitudo Bologna (e anche il ritorno di Lino Connell) io li ho già annunciati: seppure la società non abbi ancora fatto sapere nulla.
A proposito delle società: sarebbe anche bene e giusto e logico che le società tenessero maggiomente i contatti con la stampa. In fondo, è nel loro interesse. Il Grosseto, ad esempio, ha comunicato ieri (sabato) l’acquisto di Dave Preziosi. Domenticandosi di farmi avere il comunicato. Chiaro che in un paio di siti la notizia sia uscita prima che su Doubleplay: questione però di qualche ora… Ma io ho fatto di più: su Dave Preziosi ho pubblicato un servizio ampio, preciso, professionale, riportando anche le statistiche di quando Preziosi giocava al Boston College e prim’ancora alla high school, e perfino il nome dei suoi genitori…
Doubleplay vuole aiutare il baseball ad avere più visibilità. Ma ci sono società (Fortitudo compresa) che certe cose faticano a capirle.

24 02 2008
Micio

Signor Roveri, nel ringraziarla per la cortese risposta vorrei puntualizzare alcune cose, soprattutto riguardanti il mio intervento precedente.
Innanzitutto il mio non voleva essere una mancanza di rispetto nei suoi confronti dato che ho sempre apprezzato gli articoli da lei scritti anche su “Il Domani” e posso confermare ciò che lei dice riguardo l’esattezza (spesso) delle sue indiscrezioni.
Nei miei interventi tendo ad estremizzare, per “sparare” non intendevo di certo far intendere che si dovesse scrivere qualsiasi notizia, anche inventata, ma che più ce ne sono meglio è, dato che in Italia, visto le menti che ci governano attualmente, difficilmente potremo arrivare a parlare del baseball giocato, visto quanto poco durante l’anno viene concesso di giocare (mi riferisco alla A1, che dovrebbe essere la vetrina del movimento e soprattutto alla “cortezza” del periodo in cui si gioca).
Come lei ha precisato lo sparare (nel senso di divulgare) alcune notizie, ha costretto alcune società ad uscire allo scoperto, per questo le chiedo di continuare così, non si sa mai che anche i diretti interessati capiscano che è un modo per avere visibilità e interesse anche nei lunghissimi periodi morti Italiani.
La invito pertanto a divulgare prima possibile il nome di questo presunto ricevitore ex MLB che il Parma sembra stia trattando, il nome dei “bomber” di Rimini e Bologna, gli acquisti del Nettuno, etc.
Fatte le dovute precisazioni, inutile dire che per il resto concordo con la sua visione e apprezzo i suoi sforzi, anche se temo saranno inutili, comunque la ringrazio per averci tentato.
Per quel che riguarda la mia firma, non credo sia così importante, non sono un giornalista o atleta o addetto ai lavori, ma un semplice cittadino, appassionato di baseball e (ora) semplice EX-spettatore, non credo che inserire il nome di un “pinco pallino” qualsiasi possa servire, anzi, se scrivo con un soprannome è proprio perché credo che ogni parere debba essere comunque considerato indipendentemente da chi lo scriva, l’importante è il concetto che si scrive, non chi lo scrive, almeno questo è il mio punto di vista.
Grazie per lo spazio e continui così.

24 02 2008
Giovanni Colantuono

Quello del mercato è un argomento che porta inesorabilmente fuori uno dei problemi del baseball italiano, la comunicazione. Sono d’accordo con lei, Roveri, sulla poca collaborazione delle società. Sono stato in passato collaboratore di diverse testate come il Tempo a livello nazionale, ed il Granchio qui a Nettuno ed ogni anno nel periodo del mercato era un vero e proprio strazio. La situazione ad oggi non è cambiata. E le confermo, Roveri, che le notizie riguardanti Selwyn Langaigne erano vere e “giravano” a Nettuno già dalla prima settimana di Gennaio. E le dico anche che insieme al nome del venezuelano giravano anche quelle relative a Juan Carlos Infante, interno che giocò nel 2006 ad Anzio. Ma soprattutto si faceva il nome di Laidel Chapelli come un probabile arrivo a Nettuno. Ad oggi però la realtà è che, se Grosseto,Rimini,Bologna e Parma hanno quasi del tutto completato i loro roster, a Nettuno ancora non si sa niente di certo. Ci sono solo i “si dice che” Camilo ritornerà, Florian ritornerà, Carrara ritornerà e cosi via ma…solo “si dice” . Non c’è stato ancora nessun comunicato ufficiale. I tifosi vogliono sapere, oramai viviamo nell’era della comunicazione. Cerchiamo su internet, ci incontriamo nei forum, in blog come questo di Doubleplay perchè vogliamo parlare di baseball, ci vogliamo appassionare. Vogliamo fantasticare su chi verrà a rinforzare la nostra squadra del cuore. Le società questo devono capirlo se vogliono crescere. Già un campionato “compresso” ci fa parlare di baseball giocato per poco, se poi dopo poche partite arriva il silenzio… poveri noi appassionati.

24 02 2008
overseas

Sono d`accordo 100% con il suo intervento, sig.Roveri , anche se presumo che il lettore precedente volesse soddisfare un bisogno di aver molte notizie per colmare il vuoto lasciato da mesi di inattivita`. Ma noi non siamo un mondo cosi` vasto e frizzante come altre discipline sportive: lo dimostra il fatto che Redipuglia ad esempio ha i soldi contati (spero che almeno finisca il campionato) o che città come Torino, Milano , Roma , Trieste , Firenze ,Cagliari ecc.. , arrancano in serie minori , o che Palermo , Napoli , Bari non sono nemmeno rappresentate , se non in c2 , o che i comitati regionali non hanno un sito tranne poche , fortunate eccezioni. Se non si allarga la base, non ci sono molte notizie .
Inoltre, il mondo del baseball e softball dovrebbe contribuire a creare personaggi pubblici per poter far parlare piu`di se , esempio Lucchetta e Zorzi nella pallavolo anni fa o i fratelli Bergamasco nel rugby. Personaggi che senz`altro hanno incuriosito la gente ed ora quegli sport godono di maggior popolarita`. Non basta questo per lanciare uno sport , ma puo`incidere . Certo, non è semplice diventare personaggi se si lavora 8 ore durante la settimana e si giocano nel wekk end partite che nessuno ( o quasi ) viene a guardare ( anche perche` gli stadi sono quello che sono, ma questo e` un`altro argomento ) . Speriamo che introducendo il professionismo vero , si possano scoprire personaggi interessanti che introducano nuovi spettatori e incuriosiscano il mondo dei media .

p.s. Visto che Grosseto ha pescato in Germania , poteva anche prendere Rinaldi che gioca catcher in Bundesliga , inoltre non capisco perche`nessuno prenda degli olandesi: non mi vengano a dire che costano , perche` vorrei fare un conto di quanto hanno speso le societa` di A1 o A2 per oriundi o stranieri che hanno giocato poco lo scorso campionato . Ust con passaporto inglese , non puo` essere preso in considerazione? Ci sono talenti giovani sparsi per l`Europa , perche` le societa` non gli scoutano? E’ vero che nel resto del continente si gioca meno e con meno qualita`, ma sicuramente qualche braccione , specie nell`Est , esiste , va solamente trovato . Potrebbe , qualcuno , rispondere a queste considerazioni ? lo ringrazierei molto .

Comunque sig . Roveri , continui cosi` le assicuro che il suo lavoro e` molto apprezzato , grazie .

25 02 2008
Maurizio Roveri

Rispondo a Micio. Grazie per i suggerimenti e per i complimenti. Indubbiamente ogni parere, purchè sa costruttivo, merita d’essere considerato. Ma perchè definirsi “ex-spettatore”? No, se vogliamo bene al baseball, bisogna essere presenti e cercare – TUTTI INSIEME – di migliorarlo. Proviamoci!

25 02 2008
Micio

Sarò ex-spettatore per un motivo molto semplice, lo avevo precisato già in un altro commento, ma lo ripeto.
Non sono interessato a seguire un campionato che comincia praticamente a maggio e finisce il 20 di luglio, perchè ripeto, per 4 squadre su 8 (il 50%) quella è la data di fine campionato. Vale a dire, il termine della regular season. Certo, seguendo i ragionamenti del Signor Schiroli, dovrei ritenermi fortunato essendo libero poi in Agosto di potermi fare le vacanze senza l’assillo del baseball e soprattutto senza bisogno di andare in chissà quale posto sconosciuto dell’emisfero australe. Ma cosa ci volete fare, ognuno ha i suoi difetti. E il mio sarebbe quello di poter seguire la “mia” squadra di baseball da inizio aprile a tutto settembre e “periodi limitrofi”, magari anche per la finale, chiedo troppo?
Evidentemente si, anche leggendo l’intervento odierno della FIBS dove si sottolinea la difficoltà delle società a seguire le direttive di Fraccari a giocare 4 partite a settimana. Ma non si è ancora capito che si vorrebbe un campionato più lungo nel tempo per tutti e se possibile con più partite, non un campionato con più partite ma più concentrate?
Quanto al discorso fatto da Overseas sul perchè non si prendano in considerazione atleti oriundi europei, perchè semplicemente potrebbero essere tesserati come stranieri, non come oriundi non-ASI, e questa è un’altra anomalia che potrà reggere finchè avremo un campionato a livello dilettantistico, ma in caso di Lega professionale credo che gli oriundi Europei (quindi comunitari) debbano essere assimilati ai nostri.
Oggi come oggi, per la scelta del giocatore straniero forse è meglio rivolgersi in America piuttosto che in Olanda, almeno a mio parere, nel momento in cui si potranno tesserare anche dei comunitari allora sarà diverso: ma se ci lamentiamo che già ora giocano pochi Italiani, poi avremmo ancora più stranieri non solo oriundi-italiani, ma anche oriundi-comunitari, non è un controsenso?

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