Baseballitalia.it, un’altra voce in scena

20 02 2008

di MAURIZIO ROVERI

Occhi puntati sul monte di lancio, per non perdere nessuna emozione: da oggi, in cima alla collinetta, c’è Baseballitalia.it il nuovo portale del baseball italiano. Si annuncia agile, solido, compatto, gradevole, completo. Lo scoprirete, lo scopriremo insieme, attraverso l’entusiasmo e l’energia di quattro trentenni di Torino che lo hanno ideato. Dario Pelizzari è l’anima di questa importante iniziativa. Giornalista free lance, è cresciuto con i sapori e i profumi del baseball attraverso i racconti di suo padre, Marco, che ha giocato nella Juventus 48 ed era il secondo lanciatore della squadra torinese nella massima serie. Ad accompagnare Dario in questo viaggio impegnativo e suggestivo ci sono Marco Armellino (master in comunicazione multimediale), Michele Cornetto (laureato in architettura) e Ivan Menzio (master in tecniche audiovisive), che sono rispettivamente il web developer, il creative director e il video maker della TEMBO, agenzia di comunicazione e design. Proveranno gioia ed emozione oggi nel mettere in scena la loro creatura, proprio come i giocatori ai quali s’illuminano gli occhi quando comincia la stagione dei diamanti.

Dario Pelizzari e i suoi amici hanno lavorato intensamente, e instancabilmente, su questo progetto per mesi. Non trascurando alcun dettaglio. Hanno voluto allestire un portale semplice e, al tempo stesso, ambizioso. Vogliono raccontare il baseball delle grandi squadre, ma anche il baseball delle squadre che “grandi” forse un giorno lo diventeranno. E cercheranno – come noi di Doubleplay – di migliorare la comunicazione all’interno del movimento, affinché venga dimezzata la distanza tra tifosi e addetti ai lavori.Dopo lunga preparazione, le idee di Pelizzari, Armellino, Cornetto e Menzio hanno preso forma e sostanza. Baseballitalia è finalmente realtà. Un sito destinato a produrre una rivoluzione, e sarà una rivoluzione graditissima. A cominciare dai numeri, che in questo sport sono fondamentali. Baseballitalia.it descriverà le prestazioni dei giocatori e delle squadre attraverso la pubblicazione e – soprattutto – l’interpretazione delle statistiche di gioco. Non soltanto numeri “freddi”, ma interpretati e commentati. Dai numeri allo spettacolo. Baseballitalia.it sarà anche suoni e immagini. Il portale potrà contare, infatti, su un canale televisivo completamente dedicato al baseball.

La macchina si mette in moto, il viaggio comincia. In bocca al lupo, ragazzi, da parte di Doubleplay che è felice ci sia un’altra bella voce nel baseball italiano. Due siti hanno visto la luce nello spazio di neppure due mesi, andando ad aggiungersi agli altri già esistenti e ai tanti capaci colleghi della carta stampata.

E allora, ha completamente sbagliato valutazione chi ha detto che i giornalisti italiani di baseball sono in via di estinzione. Siamo vivi, più che mai.

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12 responses

20 02 2008
Enrico Luschi

Gentile Sig. Roveri,

se riesco a passare i filtri della censura, vorrei esprimere il mio dissenso in merito alla chiusura del suo articolo.

Personalmente ritengo che gran parte della colpa della assurda situazione che viviamo nel nostro piccolo baseballl, sia imputabile ai giornalisti nostrani, che per anni hanno taciuto (e continua a tacere) sulle peggiori nefandezze. O, peggio ancora, facevando finta di non sapere, non vedere, non sentire, lasciando il dovere di informazione ad altri.
Altri, cioè dilettanti allo sbaraglio o singoli appassionati.

Un esempio? Il caso Banchi, che stando a quanto apparso su giornali e siti specializzati non è praticamente esistito, mentre su un sito di una società di A1 si è venuti a sapere che ben 4 società hanno chiesto le dimissioni del soggetto in questione?

E’ questo il modo di compiere il sacrosanto diritto di informare?
Dove erano i giornalisti, quelli più vivi che mai?

Per non entrare poi nell’aspetto tecnico.
Uno degli esempi più infelici di incompetenza mista alla palese ignoranza in materia fu il commento alla scelta di Mazzotti di far morire Navarro (272 in pochi giorni) sul monte durante le finali 2006, a Rimini.
Bene questa scelta fu definita “condivisibile”.

E palle veloci sotto le 90 miglia definite “missili”, battute normalissime “cannonate” e via discorrendo.
Abbiamo visto che ci sono ragazzi italiani, a fatica maggiorenni, in grado di sfiorare le 90 miglia: non credo che per un professionista del Caribe sia poi così lusinghiero farsi paragonare ad un imberbe pitcher semisconosciuto della provincia italiana.

Credo che l’ambiente del baseball italiano sia l’unico che non si possa vantare di un vero giornalista polemista, che metta in difficoltà, con semplicissime domande, una intera “classe” oramai totalmente distaccata dai voleri della base, ma che imperterrita si ostina a tirare dritto, o che ne combina di tutti i colori, come nel caso del “Project Work”, altro momento basso dell’informazione baseballistica Italiana, dovei giornalisti “più vivi che mai latitarono.

Insomma, Sig. Roveri, credo che stavolta l’abbia sparata un po’ grossa.

20 02 2008
Maurizio Roveri

Come vede, Luschi, non ho censurato il suo intervento. Però non lo condivido. E Le risponderò solo quando avrà imparato ad avere rispetto. Rispetto non soltanto per chi come me ha una lunga e apprezzata carriera giornalistica alle spalle, ma anche nei confronti di tanti colleghi capaci che il piccolo mondo del baseball italiano ha la fortuna di avere. E più volte mi viene da pensare che questo “piccolo mondo” non ci meriti. Sono tanti i giornalisti che, sulla carta stampata oppure on line, dedicano entusiasmo, passione, competenza, tempo ad un “movimento” – quello del baseball italiano – che con le sue scelte sembra fare di tutto per avere poca visibilità.
Noi insistiamo, e già per questo sforzo meriteremmo d’essere almeno ringraziati. Ecco perchè chiediamo rispetto. E lo chiediamo anche alle Società. E in particolare alla Federazione, che vorremmo vedere più attiva, più attenta, più umile, più coinvolgente nel rapporto con la stampa.

20 02 2008
Marco Borri

Sig. Roveri, senza farne una querelle personale io proprio non riesco a vedere tutti quegli addetti dei media cui lei fa riferimento. Non li vedo né per numero, né per professionismo (inteso proprio come attività professionale, volendo escludere dal mucchietto tutti i pericolosissimi passionari), né per qualità d’indagine. Tanto per fare un esempio a cui – ormai l’avrà capito – tengo molto, non ricordo aver mai visto pubblicata un’inchiesta, un’indagine, neppure un articoletto da parte di un giornalista “professionista” su giornali “professionali”. E sì che ve ne sarebbero di argomenti da analizzare in relazione a questa boutade federale sulla Lega professionistica… Ho visto inoltre che basta una vittoria di nessun significato concreto contro gli USA per risvegliarsi dal torpore e inneggiare al tricolor! Amerei leggere interventi altrettanto corposi e in senso critico in occasione del prossimo WBC, soprattutto quando andremo a farci ridere dietro da mezzo mondo presentando una nazionale in leasing (come ebbe a scrivere, UNICO nel panorama nazionale, il vice direttore della Gazzetta Franco Arturi in occasione dell’edizione 2005).

21 02 2008
Giulia

Salve, sono una tifosa di baseball e seguo questo “piccolo”mondo da quando avevo dieci anni, non troppo tempo fa, nel 1997. Seguo la Fortitudo abitando io a Bologna e mi ritengo fortunata di poter vedere la massima serie nella mia città. Da quando ho scoperto Double Play non posso fare a meno di consultarlo ogni giorno…più volte al giorno, con i vari Baseball.it, baseballnow ed ora anche Baseball Italia e ciò che posso dire, senza entrare nel merito della polemica, è che sono felicissima di tutto questo movimento giornalistico, sono felice che grandi firme del nostro baseball mettano a disposizione le loro idee e le loro opinioni, e come tali talvolta contestabili, a nostra disposizione. Attraverso il web, finalmente, il nostro baseball ha diritto di parola, e si espande. Dunque posso farvi solo i complimenti, noi tifosi, appassionati, più o meno esperti, apprezziamo molto questa ‘vivacità’ dei nostri giornalisti di baseball! Grazie da tutti gli amanti del baseball!

21 02 2008
Maurizio Roveri

Ringrazio Giulia per le belle parole e soprattutto per aver capito lo spirito con il quale ho realizzato Doubleplay. E’ lo stesso spirito che anima quel gruppo di ragazzi di Torino che, proprio da ieri, ha messo on line Baseballitalia un portale destinato a diventare un importante punto di riferimento.
Sono iniziative preziose: coinvolgono firme di prestigio e giovani armati di grande passione per la comunicazione e per il baseball.
Stiamo cercando di proporre idee, di aprire un dialogo, di fare opinione, di creare qualcosa di nuovo o di diverso. C’è il desiderio di coinvolgere gli appassionati di questo sport e di “catturarne” altri. Con la speranza che questo sforzo sia utile per far conoscere meglio il baseball: vogliamo dargli quella visibilità che merita.
E allora mi fa piacere che ci siano persone piene di buon senso come Giulia e come tantissime altre persone che pensano in positivo, apprezzando la vivacità del nostro movimento giornalistico. E’ una lezione di stile a quelli che, invece, sanno soltanto gettare fango addosso alla gente e non potranno mai essere costruttivi.

21 02 2008
Riccardo Schiroli

Dal punto di vista strettamente personale, trovo davvero inquietanti gli inteventi di Luschi e Borri. Sui quali non mi dilungherò. Perchè è una battaglia persa. E poi voglio, in questa sede, solo compiangermi un po’.
Nel 2000 ero direttore di una televisione locale, che poteva tranquillamente rappresentare la mia pace dei sensi (professionali, s’intende): dipendente, 13 mensilità, auto aziendale, cellulare aziendale, sponsor per l’abbigliamento…Ho mollato tutto per seguire il progetto http://www.baseball.it.
So benissimo di essere presuntuoso, pieno di me etc etc. Ma affermerò lo stesso che http://www.baseball.it fu un successo clamoroso sotto la mia direzione editoriale, visto che raddoppiò gli utenti. E soprattutto dimostrò che al pubblico del baseball interessano giornalisti che parlano di baseball, del gioco, degli aspetti tecnici. Tanto che qualcuno mi chiese addirittura di candidarmi alle elezioni.
Un giornalista deve dare notizie. Possibilmente vere. O, almeno, verificate.
Le beghe politiche, formule e formulette, interessano a pochi. Se si parla del palazzo, si incontra l’interesse del palazzo. O di chi, nel palazzo, non riesce ad entrare.
Lo diceva anche Longanesi: “Le notizie sulle sedute del parlamento interessano a 1200 persone: i 600 parlamentari e le loro mogli”.

Se il baseball ha speranza di avere interesse attorno a sè, è mettendo in campo belle partite di baseball, in stadi accoglienti e quando la gente ama stare all’aria aperta. Il resto conta poco.

Tornando a me, nel gennaio 2002 Riccardo Fraccari mi offrì (con mia grande sorpresa) di entrare a far parte dell’Ufficio Stampa federale. Con un’unica garanzia: la stima che lui ha in me (e che è reciproca), visto che il contratto si rinnova di anno in anno. Niente 13esima, niente auto aziendale (il cellulare sì e d’altra parte ci passo la vita), 90 notti fuori casa all’anno. Lo stipendio è accettabile (per quanto ai minimi stabiliti dall’ordine professionale del quale faccio parte), ma se così non fosse mi vorrei proprio del male.
Vi chiedete cosa mi stimola ad essere in prima linea? Una grande passione. Per il mio lavoro e per il baseball. Una grande passione che mi fa sentire ricchissimo. E che esibisco con grande orgoglio.

21 02 2008
paolo

sono completamente d`accordo con cio` che ha scritto giulia. Ben vengano iniziative editoriali come questa e come Baseballitalia, spero che ve ne siano altre in futuro, magari solo per le giovanili o c1 e c2 o solo softball. Spero altresi` che tutti, ripeto , tutti i comitati regionali abbiano un loro sito funzionante ed aggiornato. Direte che mancano i soldi e la gente, e` vero. Ma solo qualche anno fa non avrei mai pensato che il baseball avrebbe avuto almeno 5 , sì cinque , siti dedicati completamente (che io conosca, se qualcuno ne conosce altri, me lo dica , grazie ). Grazie anche a coloro che si danno tanto da fare davanti ad una tastiera , specie a quei primi pionieri mediatici che hanno cominciato. Dobbiamo a loro tutto cio`. Grazie ancora e andate avanti .

22 02 2008
mariagrazia

Concordo con Giulia e rivolgo volentieri i miei complimenti a voi e a tutti quelli che scrivono di baseball e softball, in un paese dove si sente quasi esclusivamente parlare di calcio.
Seguo tutto quanto è possibile, anche le risposte dell’ufficio stampa Fibs, anzi, ogni tanto “torturo” il sig. Schiroli con i miei pensieri o le mie critiche, che nascono, come per voi, da una passione lunga e profonda.
Quasi sempre riesce a convincermi delle sue idee (non so come ci riesce…credo che sappia fare il suo mestiere) e comunque mi piace leggere di faccende che a volte non conosco neppure, poter dire la mia, ricevere risposte serie e competenti.
Vorrei più softball, concedetemelo, ma anche così va bene, continuate, grazie!

23 02 2008
migno

Il rilancio del baseball a livello mediatico passa dal “processo di pace” con la Gazzetta… non smetterò mai di dirlo… per me essere usciti da Sport Week, vetrina per gli sport minori, è stata una cappella madornale… chiunque l’abbia fatta!
Come si fa ad avere uno spazio di 2cm quadrati sul giornale più venduto di Italia???
Come mai il nostro campionato non viene presentato su Sport Week? Come mai non si fa un accordo per vendere il merchandising dell’A1 su gazzatown??
Più che parole, vorrei vedere proposte operative e chiare come questa… cosa aspetta la Federazione ad investire su questo… mi dispiace dirlo ma Corriere Sport e Tuttosport non sono la Gazzetta.

P.S. ci vorrebbero anche dei giornalisti giovani su cui investire per creare specializzazione nel baseball. Magari la FIBS potrebbe fare un concorso, anche perchè credo che Schiroli e Landi non possano contiunuare a coprire la Penisola… salvo poteri soprannaturali.

25 02 2008
massimo casorati

Ho avuto modo di parlare con Dario Pelizzari e devo dire che l’ho trovato persona entusiasta e motivata a fare qualche cosa che vada oltre il “solito”, rispetto all’informazione attuale sul baseball. I primi articoli di commento e di presentazione delle squadre hanno, a mio parere, un taglio leggibilissimo, tutto sta a vedere se potrà continuare a tenere il ritmo, sempre ammesso che le società stesse lo appoggino, dando tutte le informazioni necessarie e magari dandogli anche i loro headlines sulle scelte politiche che vanno perseguendo. Se un punto devo rilevare è quello di una eccessiva freddezza e lontananza dal dibattito, con la mancata presa di posizione (finora) su alcuni temi ampiamente dibattuti, quali la durata dei campionati, la questione ASI-oriundi-stranieri, ecc… Forse sbaglio nel cercare opinioni proprie in un organo di informazione, ma mi parrebbe logico, quando lo stesso non fosse un’agenzia tipo Ansa o Reuters, linea che mi pare Baseballitalia stia invece seguendo.
Ma è solo la prima settimana…

26 02 2008
Riccardo Schiroli

Abbiamo spiegato più volte cosa è successo con la “Gazzetta dello Sport”, ma volentieri mi ripeto.
Dopo un accordo piuttosto soddisfacente (2005: spazi per un valore di circa € 60.000 e quasi nessun costo per la FIBS), l’anno successivo l’editoriale RCS ci ha fatto una richiesta economica fuori dalla nostra portata. Nel 2007 abbiamo raggiunto un accordo con Sport Network, concessionaria per Corriere dello Sport e Tuttosport (spazi per un valore di € 150.000 circa di cui poco più del 15% a carico FIBS) su basi che RCS si è rifiutata di esaminare. Posizione legittima, quella di RCS, e della quale possiamo solo prendere atto.

Non sono in verità d’accordo con la sua analisi sul “valore” dei quotidiani. A livello di copie vendute, la somma di “Corriere/Stadio” e “Tuttosport” al lunedì vale nella sostanza “Gazzetta”. In più, Corriere dello Sport ha edizioni locali in Regioni molto rilevanti per il nostro movimento (Emilia Romagna e Toscana) e quindi funzionali al progetto di valorizzazione degli sponsor delle società partecipanti alla IBL sul territorio.

L’ampliamento della redazione “virtuale” che gravita attorno al progetto dell’Ufficio Comunicazione FIBS è invece una pura questione di risorse.

26 02 2008
migno

Schiroli, lei concorderà con me che la capacità anche di marketing della Gazzetta dello Sport per determinati movimenti sportivi e totalmente superiore, anche se le tirature della Gazzetta e della somma dei concorrenti si avvicinano.

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