E’ nata la “Franchigia Bolognese”

17 02 2008

Da Mauro Fornasari, ideatore di “Futura Baseball” (associazione che si occupa di curare l’introduzione e la coordinazione del baseball nelle scuole e che organizza la partecipazione a tornei estivi di ragazzi di diverse società), riceviamo questo comunicato stampa che volentieri pubblichiamo. Riguarda la costituzione della Franchigia Bolognese, che segna una svolta storica nel movimento baseballistico di Bologna e dintorni. Nasce una forte collaborazione, nasce una intensa sinergia tra la Fortitudo Bologna, club della massima serie (l’Italian Baseball League) e altre realtà – più o meno grandi, ma tutte con la loro dignità e la loro precisa collocazione – del baseball bolognese: Castenaso, Yankees Persiceto , Longbridge, Sasso Marconi, Minerbio, Nuova Pianorese e San Lazzaro.
Otto società che partecipano (con le loro “prime squadre” ed i loro settori giovanili) a diversi campionati. Gli obiettivi: la promozione alla base, al centro l’atleta, al vertice le opportunità per i talenti, e non solo loro…
Ecco il comunicato di Mauro Fornasari, che del progetto “Franchigia Bolognese” è il coordinatore assieme a Domenico D’Angelo:

<Potrebbe essere considerata una utopia ed invece è un impegno serio e concreto, quello che 8 società di Baseball della provincia bolognese si sono proposte sottoscrivendo un Accordo Quadro di collaborazione per gestire le attuali risorse disponibili nel territorio al fine di non sprecarle e disperderle, ma altresì con l’obiettivo di crescere e svilupparsi insieme… coordinatamente.
Con la “benedizione” della FIBS, le cosiddette “franchigie” stanno fiorendo nelle aree più dinamiche della penisola. Ognuna è fatta a modo proprio, figlie diverse di diverse esigenze e risorse, nell’ottica dei migliori obiettivi possibili. Bologna, nel senso di territorio e non della squadra, che al momento detiene i diritti per la prima categoria senior A1, nella sua maggioranza ha scelto di mettere al centro delle attenzioni l’atleta, offrirgli una ampia serie di opportunità, facendolo muovere non sulla base dell’appartenenza ad un colore o ad un campanile, ma sulla base delle sue potenzialità e volontà di crescita.
Le identità delle società che hanno stretto l’Accordo Quadro sono comunque mantenute e sono rappresentate all’interno del comitato di coordinamento tutte allo stesso modo, con lo stesso potere decisionale ed elettivo delle altre.
Da oggi, ogni giovane può essere conquistato al Baseball anche dalla più piccola società della Franchigia ed avere le stesse opportunità di chi nasce all’interno dei team più organizzati senza che la società di origine si senta defraudata. E se questo giovane giungerà in serie A, B, etc, il suo cartellino se sarà venduto all’esterno della franchigia, si sarà rivalutato non a vantaggio dell’ultima società di transito, ma della prima che lo ha conquistato al baseball e che gli ha trasmesso l’entusiasmo per iniziare un percorso, quella stessa società che è stata in grado di motivarlo e di educarlo allo sport.
Questa filosofia permette di poter fondare accordi non basati sul litigio per la conquista di pochi atleti, sempre gli stessi, ma sullo stimolo a promuovere questo sport alla base, allargando la stessa e premiando chi opera in modo concreto, con umile sacrificio ed investendo risorse anche limitate, ma finalizzate alla crescita dei settori giovanili, sia in quantità che con qualità.
Unire le sinergie per attuare un unico programma annuale condiviso, significa trovare il modo per far vincere tutti, non solo sul campo, ma anche in aree quali il Marketing, la Promozione e l’organizzazione di eventi a favore dello sviluppo del movimento del Baseball verso obiettivi di qualità e di quantità così importanti per il territorio bolognese.
L’ accordo siglato da Fortitudo B.C.1953, B.S.C. Sasso Marconi, Yankees S.Giovanni in Persiceto, Castenaso Baseball, BCM Baseball Minerbio, Nuova Pianorese Baseball, Longbridge 2000 B.C. e San Lazzaro ’90 B.C non è e non vuole essere uno strumento di protezione per pochi, ma vuole essere uno stimolo anche per altre società mostrando che si crede in ciò che si fà, lasciando aperta la porta, in futuro, anche a chi al momento resta solo alla finestra>.

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7 responses

19 02 2008
firuzzella

Sapete perchè nascono le “franchigie”? perchè le società non hanno dirigenti capaci di gestirle. E allora mal comune mezzo gaudio. QUESTO SPORT è destinato a rimanere nel limbo. Il SUD non sboccia, il CENTRO ristagna ed il NORD indietreggia. La nostra storia insegna che vince chi ha più grana e che quindi riesce meglio a gestire il proprio orticello.

19 02 2008
Maurizio Roveri

Il baseball in Italia non decolla proprio perchè le società pensano esclusivamente al proprio orticello e non sanno avere (o non vogliono avere) una visione più ampia. Questo è, da sempre, il GRANDE LIMITE del baseball nel nostro Paese. L’ho sottolineato nel mio primissimo articolo, presentando questo sito che ho voluto realizzare – da giornalista e soprattutto da amico del baseball – proprio con la speranza che dalle opinioni e dal dialogo possa nascere un nuovo modo di vedere e di interpretare le cose. Il “piccolo mondo italiano” di questo sport deve cambiare mentalità, deve aprirsi, deve modernizzarsi. Deve finalmente mettere da parte le invidie, le gelosie, i sospetti, perchè con questi “bassi” atteggiamenti si rischia davvero di rimanere per sempre nel limbo. Purtroppo è così da sempre: ciascuno guarda alla propria convenienza, al proprio vantaggio. Se ci fosse vera collaborazione – ad esempio – fra i Club della massima serie, penso che esisterebbe già da tempo una Lega delle società. E invece le società continuano ciascuna a pensare al proprio orticello. E anche a farsi dispetti, com’è avvenuto recentemente in occasione della riunione dei club (con la Federazione) il 9 febbraio a Bologna.
Vorrei vedere società meglio organizzate, più unite e soprattutto con più personalità.
La collaborazione fra diverse società di un territorio, a formare una “franchigia” (o anche semplicemente una unione di intenti) è un qualcosa di nuovo che può servire – si spera – a superare quella vecchia mentalità che da sempre frena lo sviluppo del nostro baseball.

19 02 2008
Marco Borri

Meglio in effetti definire queste “cose” una unione di intenti che impropriamente una franchigia. Di franchigia si potrà parlare quando vedremo tre club, magari uno di Trieste, un altro di Torino e il terzo di Messina, che gestiscono in maniera professionale un comune business, a prescindere da convenienze territoriali. Personalmente queste “cose” mi sembrano solo operazioni di facciata, da un lato correlate all’emergenza generale del baseball e dall’altro alla contingenza di aderire alla propaganda federale adesso in voga. C’è chi la “cosa” la intende in un modo, chi in un altro, a seconda della voglia degli aderenti, mentre manca ancora (tanto per fare un esempio in vista del tanto sbandierato professionismo) un sindacato dei giocatori, un serio programma previdenziale e un approccio da Paese civilizzato riguardo a sponsorizzazioni occulte e regolari contratti di ingaggio. In altre parole, a me sembra che siamo di fronte al solito agricoltore improvvido (e improvvisato) che non sapendo che pesci prendere, va al mercato per comprare frusta briglie e calesse, dimenticando che prima ci vorrebbe un cavallo.

21 02 2008
Bob_21

Come e’ vero Borri, come e’ vero!
Civilta’, previdenza, sindacalizzazione, lega professionale. In breve: organizzazione.
Tempo fa, parlando con un federale di cui non faccio il nome, perche’ tanto uno vale l’altro, a queste considerazioni di gestione aziendale di un team di A1 nella futura IBL professionistica, ho visto occhi sgranati a gufo ed un evidente punto interrogativo nella pupilla: “Ma di che sta parlando questo, ma c’e’ pure da pensare alla previdenza dei giocatori e degli addetti al campo ? ”
Quindi d’accordo sulla operazione di facciata. Senza un programma veramente serio da proporre al mondo baseballistico e non, che potrebbe anche essere d’accordo, chi lo sa? Basta parlare chiaro ed a ragion veduta.

23 02 2008
Marco Borri

Vediamo se c’è qualche costruttivo che ha voglia, oltrechè proclamare, di discutere su come pensa la franchigia di superare questi ostacolucci:

1. adeguamento dei campi da gioco agli standard professionistici
2. recupero di almeno il 50% del budget (valutazione dello stesso presidente federale) di ogni franchigia tramite incassi al botteghino, merchandising e concessioni allo stadio
3. reperimento di dirigenti professionali, competenti e con una certa disponibilità finanziaria
4. trasformazione dei club in società di capitali
5. passaggio dei giocatori allo status di professionisti contrattualizzati
6. passaggio degli arbitri allo status di professionisti contrattualizzati
7. creazione di una forma di previdenza per i giocatori
8. creazione di un sindacato dei giocatori
9. creazione di una Lega professionistica
10. regolamentazione del sistema della franchigie (standard minimi per l´accesso, la permanenza e la futura espansione)
11. titolarità della concessione degli stadi
12. rapporti Coni-MLB, compatibilità del progetto con lo Statuto

23 02 2008
Maurizio Roveri

Più che definirli ostacoli, io parlerei di “passaggi”. Difficili ma necessari per arrivare al vero salto di qualità e ad un baseball professionistico (o almeno professionale). E’ evidente che si tratta di un percorso duro, complesso, faticoso che richiederà tempo, pazienza, costanza, entusiasmo, coraggio e tanto, tanto lavoro. Un passo alla volta, al “progetto franchigia” ci si può arrivare. Anzi, deve diventare questa la grande stimolante sfida per il futuro. Muovendosi ovviamente con il dovuto realismo (senza correre dietro ai sogni). Chiaro che il baseball italiano farà quel che può. Ma DEVE cercare di muoversi, diventare più dinamico, più maturo, più ambizioso, cambiare mentalità, promuovere meglio il proprio prodotto. Io penso che se c’è la volontà, niente sia impossibile.
Questa è la mia riflessione. Mi piacerebbe conoscere i programmi della Federazione su questi vari “passaggi”, nonchè sentire il parere e le necessità delle società.

25 02 2008
Marco Borri

“Mi piacerebbe conoscere i programmi della Federazione su questi vari “passaggi”….

Anche a me, sempre che ve ne siano di programmi per superare quegli ostacolucci che io – contrariamente a lei – considero assolutamente insuperabili con gli attuali front office.

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