Martin Vargas, un “braccio” da 94 miglia, è in arrivo per la Fortitudo Bologna

15 02 2008

di MAURIZIO ROVERI

Fucilate. Autentiche fucilate. Sono quelle che “spara” Martin Vargas quando lancia la sua “palla veloce”. Una fast che arriva anche a 94 miglia. Sarà spettacolare vederlo, un pitcher di questo tipo. E forse lo vedremo, nel prossimo campionato di A1. Lo sta trattando la Fortitudo Bologna.
E’ un’indiscrezione. Di ufficiale non c’è nulla. Però credo che l’operazione di portare Martin Vargas nell’Italian Baseball League si possa realizzare. E anche in tempi brevi.
La palla di questo pitcher dominicano è di quelle che “cavalcano l’aria”. E parlando di “velocità” ci vengono in mente alcuni personaggi del passato che nella storia del baseball italiano hanno lasciato un segno importante. Ricordiamo il braccio mitico di Daniel Miele a Parma o di Otis Green a Grosseto. Senza dimenticare – per fare altri esempi di lanciatori che “bruciavano il guanto del catcher” – Michael Pagnozzi, Dave Farina, Craig Minetto e anche il Mike Romano degli anni ruggenti.
Martin Vargas sarà il numero due a Bologna. Cioè, il rilievo di Jesus Matos nella partita dei lanciatori stranieri.
Forse è un lusso. Forse è uno spreco, se verrà utilizzato con il contagocce, rischierebbe di… marcire nel dugout (come Alex Herrera l’anno scorso…): constatazione lecita considerando il valore di Matos e lo spazio ristretto che, negli anni scorsi, i rilievi di Matos hanno avuto. Ricordo che Juan Figueroa per tutta la regular season del 2005 sbuffava da mattina a sera, gonfio di tormento, nel dover salire sulla collinetta soltanto per uno o due inning la settimana. Si sentiva soffocato. Ebbe l’opportunità, finalmente, di mostrare tutta la sua potenzialità nei playoff quando le partite erano ravvicinate e manager Mazzotti ebbe la felice intuizione di far riposare Matos nella gara di mezzo di ogni serie (per averlo fresco nella sua partita successiva). Affidando così la partenza di gara4 di semifinale e di gara4 della serie finale a Figueroa. Indimenticabile la performance di Figueroa in semifinale nella Casa dei Pirati: quella notte a Rimini il secondo pitcher straniero di Bologna rimpiazzò Matos facendo un partitone alla… Matos. Realizzò 15 strikeout. Lasciando soltanto briciole ai Pirati. Nella serie finale contro San Marino, Figueroa perse gara4 sul diamante del Titano, ma questa strategia permise al braccio frasco di Matos di dominare gara7 (quella dello scudetto): Jesus nella sfida decisiva firmò anch’egli 15 strikeout. Chiaro, poi, che Figueroa non potesse accettare di rimanere a Bologna a lanciare un paio di inning la settimana. Era sostanzialmente un “partente” ed è esploso in questi anni con la divisa del San Marino: c’è chi lo considera il miglior lanciatore attualmente in circolazione nel campionato italiano.
Martin Vargas, viceversa, è un “rilievo”. Un rilievo vero. Come indiacano le 28 “salvezze” confezionate nelle sue tre stagioni in Minor League (nel 2000, 2001, 2002, giocando in Doppio A e in Triplo, per squadre affiliate all’Organizzazione di Cleveland Indians.
Dopo, Vargas ha scelto l’Oriente. Il Giappone, con il suo grande baseball che si avvicina sempre più – per organizzazione e qualità – a quello delle Grandi Leghe statunitensi. Tre stagioni da titolare (e à è stato utilizzato da lanciatore partente) con la casacca dei Chunichi Dragons. Dal 2002 al 2004. I “numeri” potrebbero non apparire esaltanti: 4 partite vinte, 9 perse, un po’ di 4 come media-PGL. Ma va considerato che parliamo di Major League. E la Major League nipponica è bella tosta. Estremamente competitiva. Fra l’altro, il club dei Chunichi Dragons è fra i più prestigiosi del Giappone.
Conclusa l’avventura nipponica, Martin Vargas è rimasto in Oriente. Andandosene in Corea, dove pure lì c’è il baseball professionale. Vargas ha dato una mano sostanziosa ai Samsung Lions per vincere il titolo nel 2005. Di lui si ricorda, in particolare, quei cinque shutout inning in gara3 della Korean Series: partita che i Samsung Lions vinsero 6-0 prendendo lo slancio per aggiudicarsi poi il titolo.
Rientrato nella Repubblica Dominicana, ha lanciato per Estrellas Orientales nel 2006. E l’anno scorso, ai Giochi Panamericani, da lanciatore partente ha trascinato i dominicani alla vittoria contro il Brasile. Lanciando, anche in quella occasione, cinque shutout inning.
Martin Vargas, l’uomo che tira la fastball a 94 miglia, ha trent’anni. Quasi 31. Essendo nato il 22 febbraio 1977. E indovinate dove? Sì, a San Pedro de Macoris, la città dei campioni del baseball. La città, guarda caso, di Jesus Matos.

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One response

16 02 2008
paolo

Grazie, sig.Roveri, per il suo blog. Lo seguo con molto interesse e le sono grato per il lavoro di news che sta facendo. Mi dispiace solo che per alcuni articoli, i commenti ad essi siano diventati una sorta di ring mediatico dove ogni scontento e frustrato possa dire la propria opinione . Ovviamente questo e` lecito e democratico , nonche` giusto , mi sembra solo un po` eccessivo , tutto li` .
Comunque, grazie lo stesso per dare un`altra voce al baseball ed al softball, speriamo che altri seguano il suo progetto.

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