Società aumentate? I conti non tornano

11 02 2008

di FRANCO LUDOVISI

Il Comitato Nazionale Tecnici che negli anni 80 progettò e realizzò le prime Convention dava per scontato che si dovessero fare anche al sud.
Scelse subito le piazze del Nord per soddisfare le esigenze dei tecnici settentrionali assai più numerosi dei meridionali. All’epoca i tecnici tesserati erano all’incirca 2.400.
Il sud rappresentava una quota pari al 15%.
Oggi, spulciando l’Albo Tecnici 2007, si trovano al nord “circa” 1.234 coach, al centro 384, al sud 91 nelle isole 156 per un totale di 1.865 tesserati.
Fare una Convention al Sud significa privilegiare al massimo il 13% dei tecnici Italiani.
La scelta di Caserta per la recente Convention è però stata una scelta corretta che premia l’unica piazza importante della Campania, regione che da sempre soffre, più che altrove, nel diffondere la nostra disciplina.
Se l’annunciato aumento delle Società (da 428 a 435) e dei tesserati (da 18.611 a 26.115 “soprattutto al sud”) fosse avvenuto dopo Caserta, questa Convention sarebbe stata “enfatizzata” anche come un formidabile strumento di promozione.
Però a me i conti non tornano.
Nel sito Fibs la somma delle Società elencate regione per regione arriva ad un totale di 342. Controllando, a riprova, dai siti dei vari Comitati Regionali: Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Sicilia e Sardegna e da informazioni ottenute da quello Emiliano/Romagnolo si hanno risultati leggermente inferiori: 333 unità. All’appello mancherebbero, rispetto a quanto annunciato dalla Federazione un paio di settimane fa, 102 Società.
Un bel numero. Il trenta per cento.
Anche l’aumento dei tesserati di 7.504 unità risulta molto alto: ma qui è più difficile un controllo perché gli unici tesserati rilevabili sul sito sono appunto i Tecnici: giocatori, arbitri, classificatori, categorie amatoriali, baseball giocato da ciechi, dirigenti a vario titolo, complicano il controllo.
Se i 7.500 in più fossero solo giocatori sarebbe stupendo: o 500 squadre in più o il raddoppio dei tesserati per 500 squadre già esistenti, si intende al numero minimo di cartellinamenti.
Ma ci dobbiamo credere?
Crediamoci pure; manca comunque la possibilità di controllo da parte di un semplice tesserato.
Per inciso, il sito Fibs crea dubbi non solo nel caso del numero delle Società affiliate:
l’Albo Tecnici, ad esempio, solo nei primi 60 nominativi elenca sette Tecnici in Ruolo Transitorio, ruolo riservato, per un solo anno, ai Tecnici stranieri che chiedono di poter allenare
in Italia e che, dall’anno successivo dovrebbero essere “inquadrati” nelle qualifiche di spettanza,
ma di questi sette uno solo rientra nella casistica sopra citata mentre un tesserato risulta addirittura nel ruolo fin dal 1992 e non è neppure straniero!
Ma di queste anomalie, e di altro ancora, è già stato informato in passato chi di dovere che evidentemente ha cose più importanti da sistemare.
Quando nel sito vi era l’elenco degli impianti sportivi per il baseball e softball esistenti nel Paese feci notare che in provincia di Bologna ben otto impianti ancora inseriti non esistevano più.
Ora non esiste più, nel sito, l’elenco in questione: problema risolto.
Oggi occorre una autorizzazione per accedere alle medie-vita dei giocatori di tutti i tempi, quando l’anno scorso era accessibile a tutti.
Se hai qualcosa da dire al Presidente la relativa rubrica non ti accetta più il messaggio.
Allora stai zitto!
Per tornare al nostro tema, dopo la divagazione sull’inefficenza del sito anche rispetto ad un passato recente, vorrei concludere argomentando sulle parole che il Presidente del Cnt ha pronunciato in chiusura della Convention Casertana:

“Gli assenti hanno sempre torto ed in particolare i tecnici che dovrebbero identificare nella Convention la loro appartenenza al ruolo ed il DIRITTO DI CHIAMARSI TALI”.

Bellissime parole.
Le scriverei, come si usava una volta, su tutti i muri (degli stadi di baseball, ovviamente).
Peccato che fra gli assenti ci siano anche gli ammalati,
chi non ha il tempo materiale per partecipare,
chi non ha la grana per fare ad esempio Ronchi dei Legionari – Caserta e ritorno più soggiorno,
chi non si identifica nella Convention perché la considera divenuta una “autocelebrazione” e basta ecc. ecc.
Belle parole, però. E “forti” anche.

Il diritto di chiamarmi allenatore pensavo non mi derivasse dalle innumerevoli Convention a cui ho partecipato, ma dai Corsi Tecnici Federali frequentati, dalla mia carriera in seno alle Società – e perché no, alla Nazionale – ed ai risultati ottenuti.
Invece non è così.
Ma non ci prendo mai!

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7 responses

12 02 2008
io

Bravo!!!!!

12 02 2008
andrea de angelis

Sottoscrivo pienamente.

12 02 2008
Mariagrazia

Egregio sig.Ludovisi, concordo con quanto ha detto a proposito del sito federale.
Per esempio se una persona non addetta ai lavori lo apre ha una visione piuttosto ristretta del nostro mondo, che già non è grande.
Mancano tutti gli elenchi che lei ha citato ed inoltre, se si aprono le pagine dei risultati e delle statistiche, una buona fetta di batti e corri, non essendo citata, rischia di sembrare inesistente, come nel caso del softball…
Alcuni siti dei comitati regionali sono efficenti, ma altri come quello della Lombardia non sono accessibili (da qui potrebbe nascere il problema dei conti che non tornano).
Sono un tecnico da 22 anni, non vado più alle convention perchè non “esercito” e per altri svariati motivi. Mi sento comunque un tecnico e riconosco la posizione di un Presidente federale anche se purtroppo non lo vedo mai ad una partita di softball, nemmeno se si tratta di finali di serie A.

12 02 2008
firuzzella

Bravo Ludovisi. Mi hai tolto l’articolo dalla “penna”. Sono d’accordo con molte delle tue osservazioni. Però lasciami dire che per quanto riguarda la Convention, sono del parere che debba essere organizzata sempre nello stesso posto in modo di avere un riferimento fisso. Suggerirei Bologna: facile da raggiungere e geograficamente strategica.

13 02 2008
oldfly

Caro Franco Ludovisi
Con grande entusiamo sto seguendo questo sito, dalla sua nascita, finalmente qualcuno che “senza peli sulla lingua” (tu non li hai MAI avuti) trova il coraggio di criticare, in modo costruttivo questo “sistema”.
Avrei molto da aggiungere a quanto evidenziato da te e da Maurizio Roveri, che purtroppo non conosco di persona, ma mi limito ad alcune considerazioni:
1) Convention e… numeri.
Sul fatto che la sede delle Convention sia diversa ogni anno, non entro nel merito, credo che TUTTI i tecnici se potessero, parteciperebbero a tutte le Convention, ma purtroppo, motivi di salute, di lavoro improrogabili e – perchè no – di costi, quando si tratta di location dalla parte opposta dello stivale o di tecnici che devo arrivare dalle isole sono “giustificazioni” più che valide e non vedo perchè DEBBANO ESSERE DENIGRATI GLI ASSENTI, persone che magari stanno dando tanto a questo sport e da una vita.
Purtroppo, l’ albo dei tecnici sta…. dando i numeri e non scarichiamo le colpe su chi “non cè più.
2) Siti e numeri:
Evidentemente le Società sono in linea con la Federazione e con i Comitati Regionali, la visibilita, la comunicazione e l’informazione sono importanti se non vitali, molti Comitati non hanno un sito, pochi sono di quelli esistenti sono aggiornati o ancora “vivi”, e di conseguenza andiamo a visitare i siti delle Società e quando non sono “morti” hanno degli aggiornamenti molto approssimativi, a chi vuole notizie dei nostri sport e attraverso il web PRESENTIAMO UN BEL BIGLIETTO DA VISITA, io cambio sito, mando mio figlio a fare altri sport e sponsorizzo altre attività.
3) Corsi ed aggiornamenti:
Critichiamo quei tecnici che per cause di “forza maggiore” non si presentano alle Convention, ma quanti Dirigenti hanno dato l’adesione ai Corsi organizzati ( ed annullati) dalla F.I.B.S.?
Sono solo tecnici, arbitri e classificatori che hanno bisogno di formazione ed aggiornamento?
Quando si parla agli attuali dirigenti di come erano il baseball ed il softball in Italia e faccio riferimento anche agli articoli e discussioni apparsi su questo sito, ti senti rispondere che parli in “jurassico” e che ora è tutto è cambiato…. Sì. rispondo, ma in peggio.
Troppa presunzione e poca capacità.
Come in tutte le cose della vita delle esperinze passate, positive o negative che siano bisogna tenerne conto, sono dell’avviso che chi non ha rispetto per LA SUA STORIA non ha nemmeno futuro.
4) Giocare di più, non voglio aggiungere nulla a quanto già detto, ma qualcuno si ricorda, che ai bei tempi del Club Italia, si parlava anche di “Operazione Sud” progetto che non ha avuto seguito e che sarebbe andato a beneficio di tutto il movimento, uno dei fini di quel progetto era il fatto che le condizioni atmosferiche del Sud avrebbero permesso di fare attività (non solo alle squadre del Sud) quasi tutto l’anno e non SOLO TRE MESI.
Grazie per avermi ospitato.

13 02 2008
firuzzella

Amici, si stava meglio quando si stava “peggio”. Mi spiego: si iniziò giocando una volta la settimana, la domenica. Per poi passare a due partite nello stesso giorno (mattina e pomeriggio: che fatica!); successivamente ancora in due giornate diverse (sabato sera -domenica pomeriggio) . E si è arrivati a tre incontri per week-end (venerdì sera, sabato pomeriggio e sabato sera). Se andiamo a valutare, la maggiore affluenza di pubblico si è verificata: la domenica, quando si giocava una volta la settimana; la domenica pomeriggio quando si giocava due incontri; il venerdì sera nei tre incontri settimanali (partita del lanciatore straniero). Questo vuole dire che si ha maggiore affluenza di spettatori all’incontro più importante. Allora mi domando e vi domando: non sarebbe il caso di ritornare alle origini cioè un incontro il sabato sera o al massimo due incontri uno al venerdì sera e l’altro il sabato sera? . Un girone di dodici squadre andata e ritorno: chi arriva prima è Campione; chi arriva ultima retrocede. Si inizia in aprile e si termina in settembre-ottobre. Senza vincoli di ruoli. Si allevierebbero i costi per le società e, sicuramente , si vedrebbero stadi più affollati. Che ne pensate?

17 02 2008
John C. Rotondo

M nessuno è in grado di rispondere del perchè ci siano queste anomalie per quanto riguarda i numeri delle società, è una cosa piuttosto grave che non ci siano all’appello 100 team!!

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