E la chiamano Italian Baseball League…

10 02 2008

di MAURIZIO ROVERI

Tempo perso. E soprattutto un’occasione persa. L’Italian Baseball League 2008 (vale a dire il campionato di A1, che dovrebbe essere “la vetrina” del movimento) rimane un torneuccio che per quattro squadre su otto durerà appena tre mesi. Eppure la possibilità di aggiungere altre partite, e di allungare il campionato, c’era. Ma la Federazione non ha voluto sfruttare questa opportunità.
A Bologna, sabato, nella sede del Comitato Regionale FIBS, si sono riunite le Società della massima serie. Assieme alla Federazione, rappresentata dal vicepresidente Massimo Fochi. Con pieni poteri, in assenza del presidente Fraccari.
L’esito? Si poteva tranquillamente stare a casa. La riunione di Bologna non è servita a niente, perché è parso che tutto fosse già deciso.
Non cambia nulla. Non si gioca di più. Come sarebbe stato necessario. Anzi – come periodo – il campionato viene addirittura accorciato. Una settimana in meno. Nel senso che viene posticipato d’una settimana l’inizio: dal 10 al 17 aprile. E l’ultimissimo atto, quello per l’assegnazione dello scudetto, si concluderà obbligatoriamente nella prima settimana di settembre.
Già, settembre. Il mese ideale per giocare e per vedere baseball (chi, per allinearsi con la Federazione, sostiene che il mese migliore è agosto… non fa altro che ingannare se stesso).
Il Governo del baseball dice che bisogna chiudere nei primi giorni di settembre. Anzi, lo impone. Infatti quattro Club (Bologna, Rimini, San Marino e Godo) erano favorevoli a modificare la formula e a far sì che il campionato venisse allungato e diventasse un “vero” campionato. Tre le società contrarie (Grosseto, Parma e Nettuno), mentre la neopromossa Redipuglia si è astenuta dal voto. La maggioranza dunque sabato aveva approvato la proposta di modifica della formula, già ratificata dal Consiglio Federale in novembre (tra l’altro, sabato il Nettuno non era neppure presente e ha dato la propria delega a Fochi).
Ripetiamo: è stata messa ai voti una proposta di modifica della formula avanzata da Marco Macchiavelli. Il presidente della Fortitudo Baseball Bologna ha illustrato una variante alla formula da lui proposta nella precedente riunione delle Società, che prevedeva per i playoff una poule a 6 squadre. La novità – come si legge nel comunicato stampa della FIBS – è rappresentata dallo sviluppo del calendario su 5 giornate e del vantaggio casalingo dato alle squadre meglio classificate in regular season.
Dunque, la maggioranza delle Società è stata favorevole, sabato, alla proposta-Macchiavelli. A questo punto, è saltato fuori il discorso dell’unanimità. Il vicepresidente Fochi ha precisato: “Si capisce che in nessuna maniera il Consiglio Federale potrebbe varare fin da subito questa formula, in assenza di una posizione univoca”.
Dunque, era già tutto deciso. Non si cambia. Pertanto non aveva senso convocare questa riunione?
E allora, quelle due settimane di luglio che s’erano liberate non essendo più necessaria la partecipazione della Nazionale al torneo di qualificazione per i prossimi Europei, come verranno utilizzate? Una scompare con lo slittamento (appunto d’una settimana) della data d’inizio campionato. E l’altra rimane come settimana di pausa.
Morale: metà delle squadre di A1 (vale a dire chi non si qualifica per i playoff) gioca 3 mesi. E poi dovrà far passare quasi 9 mesi prima che possa tornare in campo per il prossimo campionato. Vi sembra una roba seria? Com’è possibile in questa maniera avere visibilità, avvicinare e convincere degli sponsor? Come si può pensare che un industriale sia attratto da uno sport il cui campionato più importante dura tre-quattro mesi?
Dal sito di un Club della massima serie riportiamo questa considerazione: “Se il Nettuno ha delegato Fochi, e quindi si spera avesse dato le proprie direttive a Fochi, a cosa serviva convocare una riunione fra le società quando il Consigliere Federale, che richiede l’unanimità per variare in corsa una norma, sa già che la società che lui nell’occasione rappresenta, voterà per il no?”.
Vorrei ricordare che la riunione convocata per sabato 9 febbraio verteva proprio sulla formula del campionato. La motivazione infatti era questa: “Non essendo più necessaria la sosta per disputare la qualificazione all’Europeo, verrà discussa l’eventualità di aumentare le partite nella poule di semifinale”.
Sì, è stata discussa. E la maggioranza dei Club ha valutato positivamente l’eventualità di aumentare le partite.
E invece non accadrà.
Il vicepresidente federale ha allora parlato del 2009. E dei playoff di quella stagione. Chiedendo ai dirigenti presenti una valutazione su un girone di semifinale articolato su gare di andata e ritorno, ma con complessive 4 partite da giocarsi per ogni serie. In questo modo le prime 4 arriverebbero a disputare nella stagione 53 partite e la formula sarebbe duttile a sufficienza per essere disputata nell’arco dei week end o con gare infrasettimanali.
Peccato, però, che il campionato 2009 dovrà terminare ad agosto. Poiché settembre sarà dedicato ai campionati Mondiali.
Io sostengo che non ha senso giocare un sacco di partite ad agosto, per dover finire il campionato prima di settembre.
A chi conviene un campionato corto e compatto? La mia sensazione è che il presidente federale Riccardo Fraccari stia sviluppando l’idea di organizzare “grandi eventi”. E probabilmente è questa la linea politica che ha scelto. Per attirare l’attenzione della Major League.
Okay. Fraccari insegue i grandi eventi. E ne apprezziamo lo spirito d’iniziativa. E’ evidente che sarà interessante e suggestivo un Mondiale nel 2009 che – sotto la coordinazione della FIBS – coinvolga inizialmente diversi Paesi d’Europa per poi presentare il clou in Italia (tutto bello: l’unico problema è che, come data di partenza, pare sia stata fissata la prima settimana di settembre…).
I Grandi Eventi sono importanti. Fascinosi. Servono come immagine. Tuttavia, continuo a pensare che LA FORZA TRAINANTE del baseball in Italia debba essere un grande campionato di massima serie (pubblicizzato, valorizzato, di alta qualità, coinvolgente, appassionante). Un campionato di A1 a 10 o a 12 squadre che duri almeno cinque mesi e mezzo, e che sappia catturare interesse, pubblico, visibilità, sponsor. Allora sì che potremmo davvero parlare di Italian Baseball League!
E’ la mia opinione, che può essere condivisa o meno.
Su questa opinione, sul futuro della IBL e sui progetti ambiziosi che la Federazione intende sviluppare in questi anni, mi piacerebbe ricevere un articolo dal presidente Riccardo Fraccari. Ne sarei onorato.

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38 responses

30 11 -0001
antonio

Sig Shiroli, si ricorda quante partite rimandate a settembre nel 2004 e nel 2005 perchè c’è stata un estate piovosa? Oggi le temperature dell’ nostro clima non fanno piu’ riferimento a 20 anni fa, può piovere ad agosto e far bello ad ottobre… Ma è inutile buttare la palla su un muro di gomma come lo è stato sempre lei: ritorna indietro. Allora ci spieghi perchè 4 su sette società volevano cambiare la formula ed invece 3, le piu’ accreditate in Federazione, si sono opposte. La maggioranza della nostra democrazia dov’è finita?

Poi: quella ventina di settimane di attività vale per chi arriva ai play off. Per le altre quattro squadre di A1 il campionato durerà appena 3 mesi.

E Lei, per un discorso visibilità, investirebbe su un campionato cosi corto e conseguentemente poco publicizzato?

10 02 2008
mariagrazia

Sono completamente daccordo con lei. Per il softball è la stessa “misera cosa”, anche peggio, dal momento che si giocano solo 2 partite.
Un campionato con più squadre (10 come prima o addirittura 12) sarebbe più lungo, più vario, più vendibile e soprattutto più utile a chi gioca.
Grazie per l’attenzione. A presto

10 02 2008
Stefano Servidei

Non capisco perchè la fibs non vuole fare giocare di più, nel 2008. Un vero motivo non l’ho letto da nessuna parte, se non nel fatto che il Presidente è rimasto entusiasta del risultato dei play off,in termini di pubblico, dello scorso anno. Da qui l’imposizione di rifare la stessa cosa, o quasi, quest’anno.

10 02 2008
Micio

Inutile dire che concordo pienamente con lei, non si puo’ di certo pensare che uno sponsor si “butti” in uno sport “nuovo” che si gioca solo 3 mesi.
Quanto alla richiesta di una risposta di Fraccari, non credo sia importante averla, il pensiero del presidente della FIBS è chiaramente quello che lei ha esposto, sarebbe come parlare con un muro, non c’è mai stato dialogo e questa ultima finta-riunione a Bologna ne è l’ennesima conferma, solo tempo perso.
Esiste solo un’alternativa per uscire da questa situazione, votare contro Fraccari, per chiunque si proponga al suo posto. Peggio di certo non si puo’ fare, ma mi viene un forte sospetto, non è che i votanti delegheranno il proprio voto a Fochi?
Nettuno docet.
PS: Il sito del Nettuno aveva già preannunciato da tempo che l’inizio del Campionato sarebbe slittato, altra prova che la riunione di ieri era una farsa, esiste un solo commento a tutto questo, vergognatevi.

10 02 2008
JRC

Io vorrei sapere motivazioni chiare per il restringimento del campionato, ragioni chi mi potrebbero far pensare “beh, si in effetti è giusto terminare a Settembre”.
Io sono dell’idea, come il Sig. Roveri, che sia giusto giocare tanto, ma non per motivi futili, bensì per le motivazioni espresse in maniera chiara (e molto logica) in questo articolo, motivazioni che mi fanno pensare “beh si in effetti è giusto giocare il più possibile, anche a settembre”.

Non voglio fare polemica, vorrei risposte, tutto qui. Risposte che magari mettano in dubbio le motivazioni espresse in questo articolo, come sono sicuro le vogliano tanti appassionati come me.

10 02 2008
antonio

Come si può discutere quando il campionato e la federazione dipendono sempre dagli stessi uomini?
La discussione si chiude, anzi non esiste, con Parma Grosseto e Nettuno: sono loro che dirigono i fili della federazione. Rimini Godo San Marino e Bologna sono comprimarie.

10 02 2008
Paolo Berti

Le squadre rappresentate in consiglio federale (Grosseto e Parma) hanno votato (ovviamente … ) per continuare la politica di castrazione del campionato, votare diversamente sarebbe stato come sconfessare tutte le decisioni che hanno portato ad avere un campionato che dura da… Natale a Santo Stefano, per privilegiare una Nazionale avviata a cogliere altri trionfi (tipo l’ultimo 7°posto agli Europei).
Anzi … al posto delle due settimane che si liberavano ci stava bene un’altra Italian Baseball Week, oppure si poteva organizzare una tournée azzurra (in un posto gradevole per i vari accompagnatori federali …. mica nel Burkina Faso).
Per tornare seri, io nel mio piccolo, come appassionato, mi sento frustrato nel mio amore per il gioco del baseball e per la mia Fortitudo da questi federali, che credo sempre più rappresentino solo loro stessi; non certo la maggioranza di quei pochi (guardare la media del pubblico, non certo il picco della finale) che ancora seguono il nostro sport

10 02 2008
fabio

Concordo con Antonio…chi conta sono quelle 3 societa ‘li’. Tra l’altro l’anno scorso la Federazione si e’ tanto vantata del grande pubblico che c’e’stato per la finale Grosseto-Nettuno, dimenticando(o forse non dicendo) che sono le uniche due citta’ d’Italia dove il baseball e’ lo sport n.1 data la scarsa rilevanza degli altri sports(Grosseto Calcio a parte). Inoltre sono due citta’ di mare che nel periodo vacanziero sono piene. Se c’e’una finale anche solo a Rimini (altro luogo di mare, ma con tanrtissime attrazioni, soprattutto in pieno agosto) )o a Bologna, sicuramente quel pubblico non ci sarebbe a Ferragosto.

10 02 2008
massimo casorati

Motivazioni per la castrazione dei campionati ne sono state date a bizzeffe da qualcuno, non ricordo chi, non riesco a ritrovare i post, che parlava di playoff con la nebbia, di partite giocate una settimana dopo a causa della pioggia, credo anche di due esterni del Rimini aggrediti dai lupi.
Se tutto questo non bastasse, pare che gli scienziati abbiano smentito le voci sull’aumento delle temperature medie e che, anzi, ci stiamo avviando verso una nuova glaciazione, che consentirebbe al massimo di giocare a Nettuno, sul mare ormai ghiacciato.

10 02 2008
Micio

Alla riunione delle società, a Bologna, è stata votata una proposta (6 squadre ai play-off con girone di sola andata per 15 partite complessive) che ha raggiunto la maggioranza: 4 favorevoli (Bologna, Rimini, Godo e San Marino), 3 contrarie (Parma, Grosseto e l’assente Nettuno, solitamente gli assenti non votano…) e un astenuto (Redipuglia).
A rigor di logica, non dovrebbe essere stata presa nessuna decisione, dato che era una riunione fra le società. Compito del vicepresidente federale Fochi, oltre a coordinare la riunione, sarebbe stato quello di prendere atto di questa proposta, che ha raggiunto la maggioranza fra le società aventi diritto ai voti (nonostante il voto contrario di una società che non era presente), e sottoporla al prossimo Consiglio Federale che avrebbe poi deciso se accoglierla o meno.
Solo il Consiglio Federale potrà dire che la proposta fatta a maggioranza dalle società non viene accettata perché……
Come mai invece è stata fatta una comunicazione dando per scontate una serie di decisioni che prima di essere ufficiali dovrebbero passare attraverso il Consiglio Federale?
Il Signor Fochi, che in questa riunione era solo “coordinatore” ha in sé tutti i poteri decisionali del Consiglio Federale?
Se così fosse a cosa servono tutti gli altri componenti?
Esistono procedure differenti da questa?
In base a quali regole?

11 02 2008
Riccardo Schiroli

Chiedo a chi trova “corto” un campionato come quello attuale quale senso troverebbe nel giocare 14 settimane per eliminare 2 squadre e decidere le finaliste (ripartendo da zero) nelle successive 5 settimane; questo accadrebbe nella formula proposta dal Bologna. Una formula che porterebbe a togliere praticamente ogni motivo di interesse alla ‘regular season’, che già fa un po’ fatica ad attirare pubblico.

Chiedo anche di spiegarmi, in presenza di una regular season che non raccoglie folle oceaniche, quale logica (dal punto di vista dell’aumento del pubblico) ci sarebbe nell’aumentare le partite. Sanno tutti che si aumenta l’offerta di qualcosa di cui c’è domanda. O mi sbaglio? Forse, prima di aumentare le partite, sarebbe meglio pensare ad ottenere risultati con le partite che ci sono. Lasciando perdere il successo della finale (ma almeno oggi ammettiamo che si tratta di un successo, lo scorso agosto qualcuno negava persino questo…), io dico che le presenze di pubblico che ho visto a Parma in semifinale mi sembrano già un obbiettivo. Parma: città non di mare, ad agosto.

Mi sorprende un po’ che nessuno noti come la FIBS non sia ancora riuscita a giocare su 3 differenti giornate di gara proprio perchè le società denunciano difficoltà a seguire questo ritmo (giocatori senza ferie, costi che aumentano). E le volete far giocare di più?

Si vuole veramente giocare di più? Passiamo a 4 gare a settimana nel baseball e 3 nel softball.
Si voleva giocare di più in questo 2008? Facciamo la qualificazione della Coppa Italia nei primi 15 giorni di aprile con “final four” la settimana dopo la fine del campionato.

Per quel che riguarda il cambio della formula, le carte federali dicono che va deciso entro la fine dell’anno. A meno che non ci sia l’unanimità. Per altro, la proposta di portare la seconda fase a 6 era già stata bocciata a novembre.
Di riunioni inutili non ce ne sono. Il confronto e, se possibile, la condivisione restano un’ambizione di questo Consiglio Federale.

11 02 2008
andrea

Gent.mo sig. Roveri,

mi faccio e Le faccio una domanda: secondo Lei lei il marketing in questa decisione c’entra o prende semplicemente atto di politiche a monte e fa di necessità virtù ?

11 02 2008
andrea

come marketing intendevo ovviamente l’Uffico Marketing FIBS

11 02 2008
Ben Wrightman

Chiedo a tutti gli intervenuti che sono d’accordo con il Sig. Roveri e non accettano questo “campionato castrato” come lo ha definto qualcuno…. Ma qualcuno si ricorda i play-off in giacca a vento o meglio ancora con l’acqua a palate ????( vado a memoria ma se non ricordo male play off 2005 con finale bologna grosseto sotto un’acqua da paura….tant’e’ che fecero giocare allo Jannella sotto un’acqua pesantissima ????). Mi chiedo perche’ non si possa chiudere il campionato alla prima settimana di settembre come avveniva un tempo!!! (La Germal campione d’italia si laureò o il 10 o l’11 di settembre del 1976 !!!).

11 02 2008
Massimo Casorati

OK, di fronte alle cause di forza maggiore non ci può essere discussione.
Prendiamo atto che il Settembre in Italia è un mese di temperature polari, unito ad una media di precipitazioni di tipo monsonico, quindi impossibile ad adattarsi al baseball…
Ritengo a questo punto molto più accettabile la spiegazione di Schiroli, sulla teoria della domanda e dell’offerta, anzi la troverei convincente, se non fosse per le contraddizioni fra quanto affermato (4 partite non si può, i giocatori lavorano) contro la richiesta di mantenere limitato il numero di partite settimanali, occupando più settimane. Se però non si può giocare per un periodo più lungo per cause metereologiche, allora ritorniamo daccapo. Il problema è: se il campionato è professionistico, allora il problema della disponibilità di tempo dei giocatori non esiste; se è amatoriale, basta farli giocare solo nei weekend, ma da Aprile ad Ottobre (inclusi i playoff).
Possono essere accettabili (opinioni) sulle scelte fatte in base alla presenza del pubblico, come quelle di tipo economico, alla ricerca di ridurre i costi, limitandoli nel tempo. Quello che non trovo plausibile è il motivo metereologico, mi sembra una scusa bella e buona, usata per nascondere il motivo vero.

11 02 2008
Maurizio Roveri

Rispondo a Ben Wrightman. Quella gara6 della serie finale, giocata sotto un temporale, è del 2006. A Grosseto. In ottobre. In verità anche le condizioni climatiche della serie finale del 2005 (Bologna contro San Marino) non furono tanto migliori… Ed era ottobre. Concordo che l’autunno non è più tempo da baseball (anche se per una vita i campionati si sono conclusi, regolarmente, ad ottobre). Ma parlo di settembre. Il baseball è lo sport dell’estate (e, in parte, anche della primavera: seppure le serate d’aprile siano spesso abbastanza fredde e talvolta rchiedono, agli spettatori, pesanti giubbotti…). Ebbene, l’estate finisce il 21 settembre. E settembre è il mese ideale per giocare a baseball. E per vederlo. Lei ha ricordato la Germal Parma che si laureò campione d’Italia l’11 settembre 1976. Appunto, era la seconda settimana di settembre ( o si entrava nella seconda settimana di settembre): fino a quella data un campionato che si rispetti ci deve arrivare. Vogliamo almeno svilupparla sucinque mesi l’Italian Baseball League? Vogliamo proporre alla gente, agli sponsor, ai media, un “prodotto” concreto e credibile? Nell’interesse del baseball. Insisto su questo concetto perchè amo il baseball e ne scrivo fin dal 1969. Vorrei vedere un campionato di A1 davvero consistente, per qualità, spazio, visibilità, numero delle squadre, pubblico, sponsor: una grande vetrina che produca interesse e business e che favorisca il marketing. Ne avrebbe un beneficio l’intero “movimento” del baseball italiano: dalle serie inferiori ai campionati giovanili.

11 02 2008
antonio

Signor Schiroli, lei pensa che così il pubblico si avvicini di piu’? No, non penso proprio: nessuno si sogna di fare un azione di marketing per un periodo cosi breve di solo 4 mesi scarsi di campionato perchè… prima di cominciare è già finito.
Una domanda, sig. Schiroli, se mi è possibile. Vi siete mai chiesti perchè si è allontanata tanta gente dagli stadi di baseball e spinge anche chi calcava il diamante a non essere neanche presente alle partite? Persone che hanno dato anima e corpo al baseball e alle quali, adesso, non sfiora neanche l’idea di vedere una partita per far numero come spettatore?
Io penso che la Federazione si sia riempita gli occhi della serie finale di ferragosto 2007 fra Grosseto e Nettuno. Speriamo che si ripeta la stessa finale, così saranno felici, perchè se sarà diversa quanti spettatori pensate di fare?

11 02 2008
Micio

In riferimento al commento di Schiroli, le cui risposte sembrano essere riferite a me e sperando di non essere nuovamente “tagliuzzato” a tal punto da far intendere cose diverse da quanto scritto, fornisco le mie, sottolineo “le mie”, controrisposte.
Innanzitutto mi sembra doveroso precisare che non sono un addetto ai lavori ma un semplice spettatore (pagante) di quello che fino a 2 anni fa si poteva definire un Campionato Italiano, oggi definirlo Torneo mi sembra già una parola grossa.
Non sono nemmeno, come forse il signor Schiroli potrebbe pensare, un appartenente a quella che sul mondo di internet viene definita “famiglia” ma, ripeto, scrivo da semplice appassionato, giusto per chiarezza, uno di quei pochi appassionati verso cui il campionato di baseball dovrebbe essere rivolto.
Credo che in questo caso non fosse in discussione la formula della “regular season”, ma la possibilità di allungare la stagione.
Se non lo ha ancora capito, si chiede non solo di giocare di più, ma soprattutto di allungare il periodo temporale in cui si gioca (in tutte le serie ovviamente), giocare da inizio aprile ad almeno fine settembre, deve essere la base per avere un campionato credibile, poi la formula la si scelga pure come si crede sia meglio, l’importante è avere un campionato che duri almeno 6 mesi, non 3.
In questo caso, parlo sempre da semplice spettatore esterno, si poteva e si doveva scegliere il male minore, cioè togliere un minimo di interesse alla regular season, pur di allungare il periodo del campionato, poi ripeto, non sarebbe stata importante la formula (6 squadre ai play-off, oppure 4 con andata e ritorno o qualsiasi altra formula), ma arrivare almeno a fine settembre.
Dato che entra nel merito della mancanza di folla alle partite, da semplice spettatore le fornisco il mio parere, anche se so che sarà peggio che parlare con un muro, a dispetto della sua ostentata disponibilità.
Il pubblico Italiano è molto diverso da quello Americano, credo che su questo almeno possa concordare.
La parte di pubblico occasionale segue le partite di baseball solo nel momento cruciale della stagione, solitamente solo la finale, le posso garantire di aver più volte invitato persone a seguire la regular season, ma mi è sempre stata addotta la motivazione che avrebbero seguito solo la fase cruciale della stagione, e questo succede dall’introduzione dei play-off.
La restante parte di pubblico, fra cui mi ci metto, esclusa quella composta da familiari e parenti degli addetti ai lavori, non è interessata ad avere le 3 partite settimanali e di conseguenza non le segue tutte, ne basterebbero anche 2, l’importante sarebbe avere baseball per più settimane.
Invece, come lei ha precisato, alla domanda “si vuole giocare di più?” lei risponde “bene, allora facciamo 4 partite la settimana”. Possibile che non capisca che il pubblico Italiano, che ripeto, non è nemmeno lontano parente di quello Americano, preferirebbe avere lo stesso numero di partite, ma diluite in un periodo più lungo?
Possibile che non capisca che la richiesta che le viene fatta è prima di tutto quella di giocare per un periodo più lungo? Se si deve scegliere fra un torneo di 3 mesi con 4 partite a settimana, e un Campionato di 6 mesi con 2 partite la settimana, quindi giocando lo stesso numero di partite, si preferisce di gran lunga la seconda possibilità.
Mi sorprendo che lei si sorprenda, scusi il gioco di parole, che la FIBS non riesca a far giocare 4 partite la settimana, ma chi le vuole 4 partite la settimana a parte la FIBS? (naturalmente play-off esclusi)
Le ripeto, il pubblico Italiano è diverso da quello Americano, meglio sarebbe cercare di andare verso le esigenze di questo pubblico già fin troppo esiguo anziché fare progetti al di fuori di ogni logica, non le pare?
Per favore, non andiamo ad inventarci “la coppa Italia” per giocare di più, è un torneo già snobbato in altri sport e si vuol pretendere che abbia attrattiva nel baseball, le si chiede un Campionato di 6 mesi, non 2 tornei di cui uno senza importanza per 5 mesi complessivi. E’ così difficile da capire?
Non mi dirà che lei pensa che giocando la coppa Italia in pre-season le società avrebbero fatto arrivare gli atleti dall’estero (non dimentichiamo che il 50% dei roster è composta da non-ASI) per fare questo torneo, con il rischio di qualificarsi per la fase finale da giocare a metà settembre.
Mi spiega con quali atleti (oltreché al non interesse del pubblico) una società che rimarrebbe fuori dai play-off, cioè che finirebbe il campionato a luglio (4 squadre su 8), se si qualificasse per la fase finale della coppa Italia dovrebbe giocare?
Pensa veramente che una squadra continui ad allenarsi per 2 mesi con il roster al completo per giocare una fase finale di coppa Italia che non desta nessun interesse in alcuno?
E’ proprio sicuro che sia questa la strada giusta?
Se facesse un minimo di autocritica credo che converrebbe con me nel definire perlomeno molto fantasiosa la proposta di integrare la stagione con la coppa Italia, non le pare?
Lei dice, “Si vuole veramente giocare di più? Bene, Coppa Italia e 4 partite la settimana”: le sembra questo il modo cercare confronto e condivisione?
A me, da semplice spettatore esterno, sembra come dire “ Si vuole giocare di più? Allora giocate come e quando lo vogliamo noi”, se questo le sembra confronto, veda un po’ lei.
Detto questo, una soddisfazione da me l’avrà: sicuramente non seguirò questo torneo estivo, da persona intelligente le auguro che il suo torneo estivo ottenga i successi che lei spera, ciò non toglie che io non sarò sicuramente sulle gradinate a seguirlo, alcuni si dispiacerebbero per aver perso uno dei pochi spettatori attualmente presenti, lei immagino farà salti di gioia, le auguro comunque di conquistare almeno il doppio degli spettatori che con me perderà, non lo dico per lei, ma come appassionato di questo sport.
PS:
mi auguro di non essere ancora tagliato, non mi sembra di aver scritto niente di offensivo. Qualora, Roveri, ritenesse offensivo questo mio intervento, la inviterei a girare le mie risposte a Schiroli, anche se credo sarebbe giusto che la discussione – se così si vuol chiamarla – sia più pubblica possibile.

12 02 2008
Maurizio Roveri

Come vede, non ho tagliato nulla. Perchè ritengo che questo sia un intervento preciso, pulito, incisivo, equilibrato, da persona competente (anche se non condivido lo pseudonimo “Micio”. Perchè non firmarsi?). Lo trovo, soprattutto, commento corretto ed esauriente. Con la comprensibile amarezza di chi ama veramente il baseball e si sente “tradito” da scelte d’una Federazione che dà la sensazione di voler quasi soffocare il campionato italiano. E pensare che lo chiamano pomposamente Italian Baseball League. Un grande campionato di vertice, capace di catturare pubblico ed avere ampia visibilità, dovrebbe essere al primo posto nei pensieri della FIBS. Evidentemente non è così. Dopo 3 mesi di regular season ci saranno quattro squadre che finiranno la loro stagione (chiamiamola stagione…). E fra le quattro che non si classificheranno per i playoff e usciranno presto presto di scena potrebbe esserci un Grosseto, un Parma, un Nettuno, oppure Bologna, Rimini, San Marino, tutti Club che hanno investito forte per formare squadre competitive. E chi giocherà soltanto 3 mesi, dovrà poi sobbarcarsi 9 mesi di OFF-SEASON. Fermi, nell’anonimato. Con il rischio di perdere degi sponsor.
La Federazione vuole un campionato-flash come quelli invernali dell’America Latina? E’ una indicazione o un suggerimento che ci viene dalla Major League? Stiamo diventando già succubi della MLB? A parte che nei campionati invernali ci giocano dei signori professionisti, mi pare che nella Lega della Repubblica Dominicana ci siano 6 squadre e siano in 4 a qualificarsi per i playoff. Nella Liga Venezolana de Beisbol Profesional (altro campionato sovvenzionato da MLB) vanno ai playoff 5 su 8.

12 02 2008
Massimo Casorati

Succubi della MLB? Ordini dagli USA? Suvvia, non diamoci troppa importanza, nella realtà dei fatti, quelli concreti, per la MLB neppure esistiamo, se non per il fatto che il centro di Tirrenia viene da loro utilizzato per i tryout e che per questo (mi auguro) ricevano una fattura dall’Italia.
Sono sempre più convinto che il motivo vero sia solo di ordine finanziario, si riduce il tempo per il quale una spesa viene sostenuta, non essendo possibile ridurre il valore unitario della spesa stessa, con questo mi riferisco ai costi per le società, non a quelli federali, ma essendo la federazione una emanazione di alcune società (Lega?) i due fatti vengono a coincidere. Quello che per la A1 è la compattazione del calendario, per la A2 è la costruzione, iniziata già un anno fa, di calendari sempre più ristretti, con le premesse della riduzione del numero di squadre già dal 2009 ed una ulteriore riduzione del calendario.

12 02 2008
Fabrizio Nanni

Mi chiedo perchè la FIBS voglia prendere in giro gli appassionati del nostro meraviglioso sport…. facendo oltretutto dell’enfasi, evocando temporaloni e acqua su play off.

E’ vero, ci sono state delle edizioni bagnate, ricordo la finale del 2004 fra Bologna e Grosseto allo Jannella (personalmente presente) ma ricordo anche l’eccessiva dilatazione delle finali dovuta alle soste per l’attività della Nazionale. Ovviamente non intendo dire che l’attività della Nazionale non sia cosa di grande importanza, ma intendo dire che ad ogni cosa c’è una ragione.

Quello che sfugge è la VERA ragione del fatto che il campionato termini entro la prima settimana di settembre.

Vorremmo una stagione che prendesse una buona parte del mese di settembre. Non si parla di un mese dopo !!!

Ho letto in qualche post del pubblico, si sostiene che a settembre il pubblico non andrebbe??? Gli spettatori ci sono, se lo spettacolo è interessante e ci si gioca qualcosa di importante. E non perchè è agosto!

Ma cosa si deve fare di così importante per chiudere il campionato nei primi giorni di settembre? Una Federazione non serve a far svolgere un’attività sportiva e a far crescere il livello dei principali attori dello sport stesso? Che sono i giocatori (non i dirigenti, almeno a livello IBL)

Ora se poi il Sig. Schiroli mi dice che il livello degli atleti cresce giocando meno… allora mi dichiarerò soddisfatto.

Accetterei di più il classico “è così perchè è così” piuttosto che un tentativo di far apparire logica e giusta una cosa che di logica non ne ha nemmeno l’ombra.

Non prendeteci in giro.

12 02 2008
andrea

Mi collego al bell’intervento di Micio, anche se io sono per le tre partite (ma è un dettaglio).

L’impressione è che la FIBS voglia “a freddo” un campionato come quello invernale dominicano e le giustificazioni non siano altro che un modo cortese per non troncare il dialogo con l’esiguo pubblico. Non credo nemmeno che sarà finita qui, e temo che le squadre possano diminuire ancora e nel breve tempo.

Il disegno del campionato corto è una ipotesi che circolava sui forum, se non erro, sin dal 2002, quando l’osservazione diffusa era: numero ridotto di squadre=distribuzione degli atleti italiani e oriundi forti in numero maggiore per ogni squadra=roster più forti=campionato più combattuto.

Anch’io quest’anno non seguirò il campionato, per non contribuire indirettamente a mandare avanti questo baseball.

12 02 2008
Bob_21

Signori, ma perche’ non smettiamo di parlare col “grande comunicatore”?
Che agonia!!
E se ne parlassimo col CONI di com’è ridotto il baseball italiano?

– Si gioca poco a tutti i livelli, dalla A1 al Softball,e questo non e’ molto sportivo
– non c’e’ futuro ed i ragazzini non hanno punti di riferimento ed aspirazioni, a meno che non siano oriundi
– riduciamo un campionato a 4 mesi e stiamo fermi 8 (anzi, la stagione di chi non si qualifica per i playoff durerà appena tre mesi!) con un’azione marketing ridicola che fa riferimento a 4 mesi (sai che penetrazione di mercato !!!!!!), con ritorni minimi ovunque ci si sia impegnati.
– non illudiamoci di fare vetrina per la MLB, loro giocano nello stesso periodo, sorry! 3 mesi in piu’! Poi vanno/ritornano nel Caribe.
– una finale che si spera tirrenica per molti anni, cosi’ il pubblico e’ assicurato per 7 gare tutte in agosto.
– Non esiste una vera programmazione ed un “piano industriale” comunicato e trasparente.

Se interpellati, dovranno pure mostrare le carte e mettere in chiaro, il loro ruolo e quello dei loro stipendiati.
Altrimenti come per i mali oscuri, spariremo per consunzione e per disgusto.

12 02 2008
Bob_21

Esulta Schiroli, esulta Landi, esulta Fraccari.
Ma leggendo il blog, tra un po’ gli appassionati di baseball smettono tutti di venire allo stadio. Gia’ dal 2008.
Cosi’, terribile, si abbassera’ la media dei 30 paganti a partita.

Cosi’ potrete giocare una bella finale da 7 games ad agosto fra 2 squadre/2 citta’ a Vostra scelta, che avrete voluto salvare.

Magari una di mare ed una di montagna, in modo che quel po’ di pubblico potra’ scegliere anche come villeggiare.

13 02 2008
Giorgio Pavarani

Egr. Schiroli, non mi ha convinto.
Lei dice:
“Chiedo anche di spiegarmi, in presenza di una regular season che non raccoglie folle oceaniche, quale logica (dal punto di vista dell’aumento del pubblico) ci sarebbe nell’aumentare le partite. Sanno tutti che si aumenta l’offerta di qualcosa di cui c’è domanda. O mi sbaglio?”

Se mi permette questo non dovrebbe dirlo lei.
Lei è dell’ufficio stampa della Federazione, non della Lega (che nemmeno esiste). Lo scopo della Federazione non è far quattrini, ma sviluppare il proprio movimento. L’aumento del pubblico è più un problema delle società che della Federazione. Il motivo per cui si dovrebbero aumentare le partite non è economico, ma tecnico. Il baseball è uno sport che va giocato tanto, per migliorare (negli USA giocano 162 partite +spring training + playoff, e il campionato va da marzo a ottobre). Se vogliamo produrre migliori giocatori, occorre farli giocare di piu. Questo dovrebbe interessare alla Federazione.

Venendo alle altre argomentazioni, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Non si può fare un campionato professionistico se non ci sono i soldi per fare le trasferte, e che i giocatori non hanno le ferie.
Il discorso economico va fatto, ma in primis dalle società. Sono le società che amministrano il proprio budget. Sanno quanto possono ricavare da sponsor e ingaggi, e sanno quanto devono spendere per luci, campi, trasferte, ecc.
La differenza è quello che si può spendere in stipendi. E di quello mi devo accontentare. Se mi rimane 100, non si può spendere 200, perchè altrimenti mancano i soldi per le trasferte…
Se con 100 non riesco a prendere Matos (un nome a caso) pazienza. Lancerà Paoletti. Dov’è il problema?
Vuol dire che in Italia il baseball può esprimere quel livello.

L’unica punto in cui posso darle ragione è sul discorso dell’unanimità.
E’ un fatto di forma, non di contenuto. Ovvero avrei preferito decisione diversa, ma il principio dell’unanimità per cambiare le regole in prossimità del campionato è condivisibile. Inoltre se tale norma c’è, va rispettata.

13 02 2008
oldfly

Vorrei tornare sul discorso atmosferico, molti anni abbiamo visto il mese di aprile peggio che il mese di settembre e di almeno metà ottobre: al tempo purtroppo non si comanda.
Ma perchè allora le Coppe Regione e le finali nazionali giovanili e delle serie inferiori vanno fino a metà ottobre?
OK. ci sono meno spese, gli allenatori cubani sono già a casa, gli stranieri idem e viste le disastrose condizioni atmosferiche, non ce ne frega niente degli infortuni ai nostri lanciatori (tanto ne abbiamo molti…) e i settori giovanili non vanno tutelati come la serie IBL, tiriamo fuori se serve la nostra giacca a vento pesante e via….. senza problemi.
Non raccontiamoci balle. DOBBIAMO GIOCARE DI PIU’ SE VOGLIAMO CRESCERE a tutti i livelli, da quello tecnico alla visibilità ed alla credibilità che il nostro sport merita.
Facciamo giocare anche lBL le prime due o tre settimane di settembre e corriamo gli stessi rischi atmosferici del mese di aprile, eventualmente cerchiamo con le varie finali e tornei Regionali di non andare oltre la fine di settembre.
Credetemi, si può fare e chi vi scrive è uno del nord.

13 02 2008
Riccardo Schiroli

Non è tanto facile sintetizzare, ma ci proverò.
E’ giusto che gli appassionati esprimano un loro “ideale”. Il mio sarebbe di vedere baseball 12 mesi all’anno (11, vah…durante le ferie mia moglie non me lo perdonerebbe), ma devo fare i conti con la realtà. E la realtà è che
-> il clima “continentale” (che interessa il centro e il nord Italia) prevede 4 stagioni e il baseball si adatta bene a temperature non rigide e a clima secco, che è garantito solo dall’estate e ‘zone limitrofe’.
-> non giochiamo da soli; il calendario internazionale ci condiziona (possiamo fare finta che non sia così, ma sto cercando di partire dalla realtà, lasciando i sogni in pace)
-> gli altri sport sono concorrenti (all’Italiano medio piacerà sempre più il calcio di qualsiasi altro sport; anche qui: possiamo far finta che non sia vero, ma la realtà è questa) che ci tolgono spettatori e potenziali spazi sui media (oggi i giornali sportivi pubblicano solo 3 pagine di ‘sport vari’, che non siano calcio, automobilismo e basket)
-> in piena estate abbiamo maggiori possibilità di avere spazi in TV
-> dopo la riapertura delle scuole perdiamo ulteriore pubblico

Il baseball “da vendere” deve assumere la consapevolezza di doversi legare alla stagionalità estiva. L’equazione “estate->aria aperta->baseball” funziona. I nostri eventi più importanti devono essere collocati in estate. Questo lo affermo e lo affermerei anche sotto tortura.

Non ho ovviamente nulla contro il mese di settembre, ma dobbiamo renderci conto del fatto che gli eventi internazionali devono pur giocarsi in qualche mese. E io personalmente credo sia meglio concludere la stagione all’inizio di settembre che non fermarla in luglio e/o agosto. Ma non lo dico per me (farebbe comodo anche a me, fare le ferie in un posto che non sia nell’emisfero australe), bensì nell’ottica di avere più pubblico possibile. Oltretutto, credo che un campionato senza soste sia preferibile anche lasciando perdere l’interesse del pubblico, ma pensando solo dal punto di vista di atleti e tecnici.

Giocare senza soste da aprile a settembre non è possibile. Per 15 anni o giù di lì abbiamo avuto un campionato di 18 settimane di ‘regular season’ + 2 di semifinale e 2 di finale: totale 22 settimane. E il campionato finiva sistematicamente a ottobre inoltrato a causa delle soste. Ergo: 22 settimane sono troppe.
Il campionato di quest’anno consta di 19 settimane, secondo me la durata giusta per gestire 3 eventuali settimane di attività internazionale (Coppe per club e Campionato Europeo). Ovviamente, giocando 3 gare e solo nei week end, perchè siamo tutti d’accordo che, per ora, al nostro baseball non si possa chiedere di più.
Se il girone di semifinale fosse ampliato a 12 partite (giocando serie di 4 gare, 2 su un campo e 2 sull’altro), le prime 4 arriverebbero a giocare 54 partite, esattamente come nella regular season a 10 squadre. Credo che dal punto di vista dello sviluppo dei giocatori (considerate anche le 28 gare del campionato ‘Under 21’ a disposizione per quella classe di età) sia un numero di gare assolutamente congruo al livello del baseball italiano oggi. Questa formula verrà presumibilmente proposta per la stagione 2009.
Il girone di semifinale così concepito consentirebbe oltretutto di comprimere (giocando martedì, mercoledì, venerdì e sabato) in 3 settimane o sviluppare il girone su 6 settimane (giocando 2 gare nei week end) a seconda delle esigenze. Perchè in effetti, se settembre non prevede nulla, il periodo può essere sfruttato più di quanto non si farà quest’anno.
La formula del girone può essere applicata esattamente per le squadre classificate dal quarto posto in giù, così tutte e 8 le squadre avrebbero 54 partite garantite.
17 settimane sono 4 mesi e una settimana. Compresa la finale, il campionato ne durerebbe 19, quindi quasi 5 mesi.

Il baseball italiano ha tanta strada da fare. Oggi l’alto livello, quello che vuole attirare pubblico pagante (se non necessariamente al botteghino, almeno agli altri servizi offerti), deve cercare di mettersi al passo coi tempi e offrire ambienti più confortevoli, servizi di primo piano e a prezzi concorrenziali con quelli dei locali pubblici esterni allo stadio.

Agli sponsor dobbiamo offrire visibilità e oggi la visibilità viene misurata con formulette aritmetiche basate sui centimetri di carta dei giornali e i contatti sulle TV (la finale ha avuto punte di 40.000 spettatori collegati, cioè 10 volte tanto un pubblico ben più che rispettabile allo stadio). Bene: in questo senso, oltre che in quello del pubblico presente allo stadio, i play off 2007 sono stati un grande successo. Il più grande successo della storia del baseball italiano. Spero nessuno abbia dimenticato che nel 1986 il pienone di Rimini (primi play off della storia) non ebbero nessuna copertura televisiva. Era solo un esempio.

Chi c’era, faccia questo esercizio con me: paragoni il pubblico allo stadio e la presenza in TV delle finali 2001 con quello del 2007. Una volta visto il risultato, forse sarete meno diffidenti sulle scelte che la FIBS sta compiendo.

13 02 2008
domenico micheli

Io con la mia squadra di bambini inizio a giocare a febbraio, faccio la winter league, sbrigo la formalità campionato, partecipo a vari tornei, faccio la coppa Lazio e qualche altro torneo: insomma disputo alla fine, più o meno, dalle 50 alle 70 partite più o meno ufficiali, sto in campo per 8 mesi e altri 4 li trascorro in palestra.
Mi sembrava di aver compreso da 40 anni di esperienza che giocare è fondamentale…
Mi sbagliavo!?!?
Forse è meglio che i bambini impieghino il proprio tempo con i giochi da tavolo o ancora meglio che cambino sport.
Credo che si sia persa completamente la rotta .

14 02 2008
oldfly

Mimmo, forse non ci siamo compresi, parlo di attività ufficale compresa nel periodo aprile – settembre (sei mesi). Chiaramente marzo come preparazione ed attività pre-campionato, e ottobre (fin che il tempo “tiene”) l’attività “non ufficiale” (e dventano 8 mesi).
Preparazione in palestra e tornei indoor (per le giovanili) penso le facciano tutti.

14 02 2008
massimo casorati

Caro Domenico, quello che fai tu è quello che fa la maggior parte di coloro i quali si occupano del baseball di base, a livello giovanile, ed è giusto che facciano così. Tu e gli altri come te (mi ci metterei anch’io se fossi un tecnico) fate fare ai ragazzi quello che si deve fare, quello che dovrebbero fare tutti i giocatori di baseball, di qualsiasi età, ma non si può.
Non si può per un motivo solo che sia plausibile: soldi. Quei soldi che pagano i giocatori, per la maggior parte ingaggiati all’estero, soldi che sono meno se si smette di pagarli il 30 di Agosto, piuttosto che il 30 di Settembre.
Ci si scandalizza se gli stranieri del Nettuno sono attesi in sede per il 30 di Marzo: perché farli arrivare prima, per pagarli per non giocare? Questo vale anche per molti altre società, questo spiega perché nel baseball si giochi tantissimo da piccolissimi, tanto da piccoli e poi sempre di meno, fino ad arrivare alla A1 che gioca la regular season fra il 17 di Aprile ed il 26 di Luglio (inclusa una sosta). Bisognerebbe invocare il principio di sussidiarietà e creare un ulteriore campionato, dove la federazione non fosse in grado di fornire più di quei pochi mesi di gioco che fornisce attualmente. Credo che chiunque si presentasse candidato alle elezioni del prossimo CF, con un programma che preveda l’ampliamento della durata dei campionati, avrebbe il plauso del popolo del baseball: il problema è che non sarà la maggioranza rumorosa a votare, ma proprio quelli che per la maggior parte cercano di far quadrare i conti, magari risparmiando su un paio di mesi di ingaggi.

14 02 2008
Bob_21

Quoto da B&B (M.C.)

http://famigliabb.forumfree.net/?t=23143084&view=getlastpost#lastpost

“Si definisce “principio di sussidiarietà” l’intervento di un ente superiore, nel caso un ente di livello gerarchico inferiore non riuscisse a svolgere il compito di sua competenza.
In questo caso, l’invocare campionati extra federali, si attaglia perfettamente al principio di sussidiarietà, dal momento che la federazione non è in grado di fornire quello che i suoi amministrati chiedono (giocare di più e più a lungo), sarà l’ente superiore, cioè chi sta al di sopra della federazione, cioè quello che si potrebbe definire “il popolo del baseball” ad intervenire per fornire il servizio richiesto e che la federazione non è in grado di offrire.
E’ chiaro che questo è un esercizio di ironia applicata alla polemica, ma, a parte qualche sparuto tifoso, non trovo nessuno che voglia smettere di giocare alla fine di Agosto, sarebbe molto più semplice organizzare campionati più lunghi, senza ricorrere a mezzucci ed alchimie tipo poule semifinali, coppette del nonno o altro, magari anche rendendosi conto del fatto che non c’è il professionismo, quindi varrebbe magari la pena di tornare alle due partite alla settimana, piuttosto che smettere di giocare il 26 luglio.”

Quindi facendo riferimento alla mia di lunedi scorso:

O interessiamo il CONI e lo mettiamo davanti all’evidenza dell’annullamento ed al depauperamento della attivita’ sportiva, facendo valutare la realta’ del movimento per poi arrivare ad una assemblea federale che possa organizzare veramente il rilancio,
oppure troviamo il modo di riunire le persone intelligenti e non (dipende da chi giudica) ,che amano questo sport e creiamo una Lega parallela.
Non c’e’ una Lega Baseball ufficiale, perche’ le societa’ continuano a giocare, piu’ o meno costrette, nel loro cortile e non trovano la strada comune (la sensazione e’ che non ci pensino neanche piu’) ed allora proviamo a creare una Lega ufficiale professionale e magari la MLB viene veramente a cercarci.
Credetemi , nel nostro mondo di gente che sarebbe aperta a questa ultima soluzione ce n’e’ piu’ di quanto si pensi, piu’ o meno simpatici, piu’ o meno graditi, ma gente che sa agire in maniera professionale e con l’occhio lungo e che magari ora e’ fuori dal circuito (le ragioni le sappiamo) o giocano come gia’ detto , malvolentieri , nel loro cortile.

15 02 2008
Marco Borri

Per la verità, Bob 21, mi stupisco che ancora non sia sorta – se in giro c’è così tanta voglia e capacità come tu sostieni – almeno una lega giovanile separata dalla Fibs. In verità non credo proprio ci sia così tanto personale qualificato e con le idee chiare: a tante, troppe persone sta bene aprire i battenti il 1° di Aprile e chiuderli il 30 di giugno. D’altra parte l’input dal vertice (Communicator docet) è questo, c’è poco da arrampicarsi sugli specchi.

15 02 2008
Riccardo Schiroli

I miei interventi in questa discussione riguardano solo il torneo di vertice di baseball, la Italian Baseball League. E’ assolutamente fuori luogo dedurre che ci possa essere una volontà della FIBS di legare tutta l’attività alla stagionalità.
Esprimendomi anche a livello di pura opinione personale, non ho mai nemmeno pensato che ci possa essere una logica ad imporre vincoli ai calendari dei campionati dalla A2 in giù o, peggio, ai campionati giovanili.
La FIBS ha, non a caso, varato i “campionati nazionali” giovanili.

Non è comunque mia intenzione iniziare una discussione parallela, ma solo ribadire che tutto quanto ho affermato qui riguarda la Serie A1 baseball.

15 02 2008
massimo casorati

Campionato nazionale Under 21, sulla base di 14 doubleheader, cioè dal 17 Aprile al 26 Luglio (Regular season), seguito dalla minaccia mai smentita di passare nel 2009 alla A2 su 28 gare, ci si è limitati a dire che non necessariamente 16 squadre giocano 28 partite, ma che ci possono essere formule diverse. Avrei voluto sentir dire che ci sono formule diverse che verranno applicate.

16 02 2008
Riccardo Schiroli

Forse non ci si ricorda tanto bene com’era il campionato Under 21 ( e prima ancora il campionato juniores), se l’attuale Under 21 nazionale desta dubbi.
Sulla ‘A2’ prossima ventura non è ancora stata iniziata la discussione dal Consiglio Federale. Potrei al massimo dire quello che farei io. Ma non mi sembra troppo rilevante.

16 02 2008
Micio

Signor Schiroli, non so se il suo parere su qualsiasi argomento sia rilevante o meno: ciò che la dovrebbe far pensare, non tanto in forma personale, ma come rappresentante della Fibs, è che non c’è nessun parere esterno che per la Federazione possa considerarsi rilevante. Questo alla faccia dei tanto sbandierati “confronto e condivisione” da parte del consiglio federale.

16 02 2008
massimo casorati

Perché mai, sig. Schiroli, il suo parere non dovrebbe essere rilevante? A mio modo di vedere sarebbe rilevante come quello di tutti coloro i quali abbiano voglia di esprimerlo e condividerlo, non fosse altro che per sapere quanti siano di un’opinione e quanto no, perlomeno fra quelli che un’opinione esprimono. Immagino che da responsabile della comunicazione federale non possa esprimere un parere difforme dal pensiero della federazione stessa, certo è che il fatto che non voglia dire quello che lei farebbe può solo significare due cose: o che la federazione non abbia ancora deciso, oppure che quello che farebbe lei è diverso da quanto già deciso. Oltretutto, mi pare di ricordare che il mandato del CF in carica scada nel 2008, perciò non so se sarà questo CF a dover discutere il campionato 2009, oppure quello che verrà eletto quest’anno, un’illuminazione sui tempi e metodi mi farebbe comunque piacere dato che forse mi sbaglio sui tempi indicati.

17 02 2008
D G Grosseto

Ricordo a Fabio che la finale 2006 fra Grosseto e Rimini si è giocata ad Ottobre
e mentre a Grosseto c’era un folto pubblico ma non straripante come con il
Nettuno perchè mancava totalmente la componente riminese, a Rimini ci saranno state circa trecento persone,compreso un centinaio di grossetani.

Quindi non è questione di altre attrazioni dell’estate riminese,non è una questione tecnica perchè la squadra aveva raggiunto il massimo risultato
ottenibile.I motivi della disaffezione del pubblico riminese devono essere
trovati dalla dirigenza dei Pirati e credo che alla fine nelle scelte FIBS contino
anche queste constatazioni.

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