Alexander alla Telemarket Rimini: confermata la nostra anticipazione

5 02 2008

di MAURIZIO ROVERI

Ancora una volta Doubleplay è arrivato per primo su una notizia di mercato. Domenica pomeriggio avevamo annunciato il “colpo grosso” che la Telemarket Rimini stava realizzando: l’accordo per portare in Romagna un personaggio di prestigio e di vastissima esperienza come Manny Alexander, dominicano, interbase, 11 anni in Major League, buon interprete in mezzo alle “grandi stelle”. Ed ecco, il giorno dopo, il comunicato ufficiale della società di “Rino” Zangheri: Manny Alexander è della Telemarket. Indosserà la casacca dei Pirati.
Classe 1971, nato a San Pedro de Macoris, Alexander è entrato nel magico mondo della MLB quand’era appena ventunenne, voluto dai Baltimore Orioles nel 1992. In undici stagioni ha giocato 594 partite nelle Grandi Leghe americane (Baltimore Orioles, Chicago Cubs, New York Mets, Boston Red Sox, Texas Rangers e San Diego Padres). E 1259 sono state le partite giocate nei quattordici anni in Minor League.
Complimenti alla società di Rimini per aver messo a segno questo colpaccio. A me concedetemi la soddisfazione personale – da giornalista – di avere annunciato in anteprima nel blog che gestisco questa importante notizia. Come avevo già fatto il 22 gennaio comunicando l’acquisto di Selwin Langaigne da parte del Nettuno, e successivamente informando i lettori di Doubleplay sulla vicenda-Matos. Siamo stati i primi a far sapere che il lanciatore dominicano della Fortitudo Bologna aveva ricevuto una sostanziosa proposta dagli Arizona Diamondbacks per andare a giocare in Triplo A nella Lega professionale messicana, con i Vaqueros Laguna. Il collega Mino Prati (Il Resto del Carlino) ha sollevato qualche perplessità su questa notizia. Posso assicurare l’amico Mino che è tutto estremamente vero, come dimostra anche il testo in lingua originale del quotidiano “El Siglo de Torreon” che ho pubblicato. Matos presumibilmente avrebbe avuto un ingaggio di circa 9000 dollari al mese, ma… non è certo che il contratto fosse un “garantito”. Questo non lo sappiamo. Ma sappiamo che se non hai un garantito, puoi essere “tagliato” in qualunque momento della stagione e dopo non vedi più un dollaro. Metteteci poi la differenza fra dollaro ed euro. Metteteci anche il fatto che, forse, là in Messico il pitcher dominicano avrebbe dovuto pagarsi le spese (abitazione, auto, alimentazione) mentre a Bologna in questi anni è sempre stato spesato di tutto.
E allora Jesus, riflettendoci sopra con calma, s’è reso conto che il Triplo A in Messico (seppure grande opportunità dal punto di vista tecnico) poteva non essere poi così conveniente dal punto di vista economico. Ha fatto due conti, ha chiamato in Fortitudo, probabilmente è riuscito a “strappare” qualcosina più degli anni scorsi: ipotizziamo 3500 o 4000 EURO al mese, più i benefit (ad esempio i premi-partita per ogni sua vittoria sul monte di lancio) e ha capito che vale la pena non abbandonare la vecchia strada. Anche perché qui il contratto è garantito.
Matos s’è dichiarato disponibile a tornare. Quando ha comunicato la sua decisione al capo-scout degli Arizona Diamondbacks per l’America Latina, pare che questi (un personaggio importante) non abbia minimamente gradito. E si sia alquanto arrabbiato.
La Fortitudo a questo punto ha provveduto a riconfermare Matos. Mossa-chiave. Ciò significa che Jesus, in Italia, potrà giocare soltanto per Bologna.
Chiaro che esiste ancora il pericolo di un rilancio (ma sembra improbabile) di Arizona Diamondbacks. In ogni caso se Matos dovesse cominciare la stagione in Messico (o da qualunque altra parte) e poi tornare nel campionato italiano, potrebbe essere tesserato soltanto dalla Fortitudo.

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One response

5 02 2008
Davide

Sono senza parole davanti a un fuoriclasse che farebbe rabbrividire qualsiasi specialista di calciomercato. Le “bombe” di Roveri spesso pure si avverano, diversamente da altre lanciate da giornalisti che seguono sport piu’ blasonati). Strepitose pure le note riguardanti i giocatori di baseball nati a San Pedro de Macoris, dati che neppure l’assessorato allo sport della citta’ dominicana – qualora esista – sarebbe in grado di fornire a chicchessia.
Chapeu a Maurizio Roveri, che tenta disperatamente di tener vivo in Italia l’interesse per questo sport, dimostrando di esserne un profondo amante.
Davide

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