E’ utile collaborare con i tecnici stranieri

31 01 2008

di FRANCO LUDOVISI

Nel precedente articolo avevo cercato di illustrare, in base anche alla mia esperienza, quali erano i pro e i contro dell’ingaggio di un tecnico straniero.
Non ho la pretesa di aver sviscerato l’intero argomento.
E’ corretto, in aggiunta a quanto da me scritto, ciò che dice Casorati nel primo commento al mio pezzo: per quanto riguarda i tecnici cubani, l’interesse economico non è solo dei tecnici stessi come da me affermato, ma anche delle Società che li “ricevono”.
E dico le Società che li” ricevono” perché non sono sicuramente le Società che li “ingaggiano.”
Se una Società è in gamba va sul mercato dei tecnici e sceglie in base alle proprie disponibilità, alla capacità di conoscere il mercato stesso, agli obiettivi che si è prefissa e che ritiene possano essere raggiunti da un allenatore anzichè da un altro.
Quando ottieni un cubano di quei settantacinque previsti quest’anno in Italia, devi avere solo la disponibilità di pagarlo: ed il costo non è eccessivo a confronto di quanto richiesto da un tecnico americano o da quanto pretende un italiano.
La conoscenza del mercato è inutile: altri hanno scelto al posto tuo, non solo i settantacinque, ma anche chi dei settantacinque allenerà per te. E qui, come dice ancora Casorati, può intervenire il fattore politico: per cui più sei in sintonia con la Federazione, più bravo potrebbe risultare il tuo tecnico, ad esempio. E’ già successo per gli “oriundi” quando la Federazione di Bruno Beneck, che aveva entrature nel mercato americano, li distribuiva a piacimento.
Un terzo punto trattato nel citato primo commento, auspica che allenatori stranieri di scuola Usa vengano impiegati come istruttori degli allenatori italiani; questo è bello e già accade nelle nostre Convention annuali dove ottimi relatori americani ci insegnano fondamentali e comportamenti.
Ma a mio parere questo non basta per fare un effettivo salto di qualità: a metà degli anni ottanta, a Modena, ero “allenatore capo” con alle mie dipendenze Greg Zunino, forte battitore e ottimo preparatore  e affidai a lui la preparazione e la conduzione del Modena, invertendo di fatto i ruoli;
collaborai osservando e annotando per due intere annate metodi e modi di insegnamento del baseball a me poco consueti: e di conseguenza sono stato certo di conoscere e saper applicare le tecniche di quel momento. Sorrido quando qualcuno parla di tecniche del passato (remoto) come se fossero del momento. Sarei presuntuoso anch’io se pensassi ancora attuale la mia esperienza con Zunino che risale a ben venti anni fa.
Credo che queste ultime considerazioni siano indicative di come la penso sugli allenatori stranieri;
e questo per far sapere se sono in piedi o seduto.

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One response

1 02 2008
franco

Comprendo il suo finale, dove si riferisce a una mia annotazione.
E comprendo la sua posizione.

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