E ora bisogna giocare di più

29 01 2008

di MAURIZIO ROVERI

L’ammissione dell’Italia nella pool A dei prossimi Campionati Europei (slittati al 2010) rende non più necessaria la partecipazione degli azzurri alla fase di qualificazione, purgatorio al quale la squadra azzurra pareva costretta – nel prossimo luglio – dopo il tragico settimo posto del settembre scorso a Barcellona. Gran bella notizia. Alla quale se ne può aggiungere un’altra (se verrà usato buon senso). A questo punto, infatti, diventa inutile la sosta del campionato di A1 che la Federazione – previdente – aveva calcolato quando cominciò a ipotizzare formula e calendario per la stagione 2008. Quello stop di due settimane, che avrebbe bruscamente interrotto il campionato di massima serie nella prima parte di luglio, fortunatamente non ha più ragione di esistere. E allora si apre – benedetto – uno spazio che va sfruttato. Ci sono le condizioni affinché aumenti il numero delle partite. Cosicché il campionato diventi più sostanzioso: insomma, una “vera” Italian Baseball League. Tutti coloro che conoscono bene il baseball sanno che questo sport – complesso, rigoroso, intelligente – richiede esperienza. E l’esperienza si acquisisce giocando. Nel baseball più si gioca, più si migliora. E’ matematico.
La FIBS ora effettuerà una ricognizione: ascolterà le otto Società di A1 per capire i loro orientamenti. E conseguentemente, accogliendo le indicazioni dei Club, decidere se e come intervenire per le variazioni riguardanti la formula del campionato e le date.
Si possono fare varie ipotesi. Ma c’è una sola soluzione logica, giusta e intelligente. E noi di Doubleplay lo diciamo forte, anzi lo gridiamo: si sfruttino quelle due settimane di “sosta mancata” per aggiungere altre partite. Solo così si farà del bene al baseball.
Ma ho un tremendo timore: che qualcuno ne approfitti per far terminare anche quest’anno il campionato a ferragosto o poco oltre. Sarebbe pura follia.
Nel 2007 fu inevitabile chiudere a ferragosto, a causa di quei maledetti Campionati Europei che qualche buontempone decise di piazzare agli inizi di settembre (roba assurda, che non dovrà più ripetersi…). Ma quest’anno non c’è nulla che coinvolga la Nazionale. Eppure la FIBS aveva già “battezzato” di far terminare il campionato – cioè la serie per lo scudetto – entro la prima settimana di settembre. Tagliando così tre settimane a quello che io considero il “mese ideale” per il baseball. Ideale per il pubblico, ideale per il clima, ideale per tradizione.
Sono sbucate fuori, da agosto 2007, strane motivazioni. All’improvviso si è scoperto – dopo quasi sessant’anni – che il baseball dev’essere lo sport dei ragazzini. E che pertanto la sua massima espressione (cioè il campionato di A1) non deve più andare in scena quando riaprono le scuole. Ma che discorsi sono? Allora, per questo principio, il baseball non dovrebbe giocare neppure ad aprile, a maggio e parzialmente a giugno.
Occorre ben altra riflessione. Primo punto: si faccia (Federazione e società) tutto quel che si deve veramente fare per portare i ragazzini ai campi di baseball, dentro gli stadi della serie A1. Ho la sensazione che, sotto questo aspetto, andrebbe fatto molto di più. Ne vedo pochi, troppo pochi, di giovanissimi ad assistere alle partite dell’Italian Baseball League. In qualunque mese. Si cominci davvero a coinvolgere in maniera massiccia i ragazzi delle scuole. Hanno tre mesi, durante le vacanze, per “godersi” un sacco di partite di baseball. E allora… non muore nessuno se alla fine dovessero perdere due o tre partite del secondo week end di settembre!
Un’altra considerazione, per me incomprensibile, sostiene che il baseball deve finire entro la prima settimana di settembre (o addirittura ad agosto) per evitare la concorrenza di altri sport. Segno di debolezza, innanzitutto, un ragionamento di questo tipo. E poi, scusate, ad aprile, maggio e giugno non c’è la concomitanza con il calcio, con il basket, con il volley?
Ma qualcuno evidentemente ce l’ha con il mese di settembre…
La formula. Va modificata, oppure leggermente corretta (ovviamente se c’è la volontà di aggiungere delle partite, come logica suggerisce).
La proposta della Federazione prevedeva ovviamente quelle due settimane di sosta in luglio per l’eventuale torneo di qualificazione degli azzurri: presentava una regular season e poi una poule di semifinale a quattro squadre. Un gironcino di “sola andata”, tutte le quattro interpreti dei playoff s’incontravano: le prime due classificate della regular season avrebbero avuto maggiormente il vantaggio del fattore-campo. Successivamente, la serie finale per il titolo. Ebbene, si può tranquillamente mantenere questa formula semplicemente allungando la poule di semifinale con il girone di ritorno. Laddove adesso è di sola andata. Occorrono tre settimane in più? Due sono quelle della sosta che non c’è più. E per l’altra ci si allunga – com’è giusto che sia – cosicché l’ultimissimo atto del campionato arriverà al massimo al 13 settembre. Dov’è il problema?
C’è anche un’altra proposta che meriterebbe d’essere presa in considerazione. L’ha lanciata – già tempo fa – Marco Macchiavelli presidente della Fortitudo Bologna. Vale a dire: playoff a 6 squadre, cioè le prime sei della regular season. Le altre due (la settima e l’ottava del campionato di A1) si sfideranno in una serie per la salvezza, in modo da dare anche a loro l’opportunità di giocare di più. Macchiavelli immagina una formula di playoff al meglio delle 5 partite, con questi incroci: la prima classificata della regular season contro la sesta, la seconda contro la quinta; la terza contro la quarta. Ovviamente si qualificano in tre. Ci vuole una quarta squadra. Che sarà ripescata attraverso una wild card, assegnata alla squadra – fra le escluse – con il miglior piazzamento in regular season.
Qualunque sarà la formula che la FIBS sceglierà – dopo avere ascoltato i Club – l’importante è aggiungere delle partite. Visto che i tempi lo permettono. Si può. E allora si deve.
Chi pensa (non essendoci più quelle due settimane di sosta) di accorciare la durata del campionato di massima serie (la vetrina di questo sport) facendolo terminare ad agosto, non ha capito niente di come va proposto il prodotto baseball.

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3 responses

29 01 2008
Micio

Concordo pienamente con il fatto che si debba giocare di più, ma questi sembrano dirlo tutti tranne “uno”, pardon “due” (Fraccari e Schiroli).
E’ importante che comunque si inizi a dirlo a voce alta come ha fatto lei prendendo una posizione ufficiale e decisa, complimenti per il sito.
Sarebbe altrettanto importante che non solo le prime 4 giocassero di più, ma che venisse fatta anche una poule retrocessione fra le ultime 4, facendola con andata e ritorno, quindi 18 partite, anche la quinta e sesta di A1 sarebbero maggiormente tutelate, non avrebbe gran senso infatti che 4 squadre della IBL finissero la stagione al termine della regula season (ovvero in luglio).
Premetto di non essere favorevole a questa “poule retrocessione”, per cui ben vengano soluzioni alternative, ma fatte in modo che a giocare di più siano tutte lesquadre della IBL, che già sono poche e non solo 4.
Sull’alternativa proposta da Macchiavelli ci sarebbe un piccolo errore (che per la mentalità Italiana, diventa grandissimo), la prima classificata di regular, indipendentemente dal risultato di play-off contro la sesta, sarebbe comunque qualificata per le semifinali.
Sarebbe giusto che la prima qualificata del campionato regolare avesse dei vantaggi, ma assegnando una wild card in questo modo vorrebbe dire assicurargli il posto di semifinale indipendentemente dal risultato dello scontro con la sesta, e data la nostra mentalità, non giocherebbe di certo alla morte.
Purtroppo come lei, credo che siano parole al vento, alla fine si sceglierà la formula compatta con finale a ferragosto, ma se non altro finalmente trovare gente che tenti di far aprire gli occhi è già qualcosa.

29 01 2008
Massimo Casorati

Quale che sia il metodo che verrà scelto (se lo sarà) per aumentare il numero delle partite, dovrà incidere sulla struttura della regular season, possibilmente coprendo le due settimane scoperte di luglio ed allungandola alla fine di settembre. Questo è il “dovrebbe”, la cui differenza dallo “è” costituisce il problema. Caro Roveri, non accadrà, non si avrà un campionato di durata logica, così come la A2, dal 2009, avrà un campionato di 28 gare, checché si dica a proposito di formule che, a dispetto delle 8 squadre per girone, potranno dare più di 28 partite: non ci credo finché non lo vedo! Non so quali siano gli interessi che portano verso questa politica del giocare meno, lascio ad altri le ipotesi, voglio solo ribadire che non può essere una scelta razionale, tecnica o anche solamente logica.

30 01 2008
Stefano

Ciao, a tutti. Bello questo sito dove si commenta di baseball.
Giocare di più, giocare di più.Tutti lo dicono, lo vorrebbero, se ne sentono di proposte, anche assurde,tipo qella di mettere ai playoff le prime sei,perchè non addirittura le prime otto? Otto squadre in massima serie sono un numero ridicolo e allora tutte ai play off!! Andata,ritorno,andata e ritorno, non andrebbe bene? Si vedrebbe,alla fine,chi ce li ha e chi no. Play off fra le prime 2,tanto con otto squadre dove vai? Però i play off sono un affare, questo è vero, ma è anche vero che è solo baseball italiano. Nella Mlb su 30 squadre solo otto fanno le finali, quasi come in Italia!

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