TECNICA: quando il bunt vince le partite

20 01 2008

di MARCELLO PERICH

Vi siete mai chiesti perché una partita di baseball è così affascinante?
Perché si dipana in un modo tutto suo, sinuoso e deduttivo, regalando ogni momento magìa, mistero, meraviglia ed è bellissimo lasciarsi rapire da tutte queste seduzioni, fino a sperare che la partita non finisca mai.
Ma la partita finisce, come tutte le cose, e siccome è sempre meglio vincere che perdere, inoltriamoci nella scoperta… dell’acqua calda, esaminando alcuni dettagli che potrebbero aiutare a vincere di più.
Nessuno sport è legato ai particolari come il baseball e questo la dice lunga sulla difficoltà di questo magnifico sport.
Assistendo a tutte le partite della Fortitudo Bologna, nella stagione scorsa, ho osservato che i lanciatori della squadra di Marco Nanni NON DIFENDONO.
Nessuno pretende che rischino la vita su quei raggi laser che attraversano il diamante, ma le battute “normali” che passano un po’ a destra o un po’ a sinistra del lanciatore devono essere giocate da lui, perché, altrimenti diventano battute valide. E la conseguenza è che il lanciatore deve affrontare un battitore in più.
Pensiamo che un lanciatore iniziale che tiri 6/7 innings si trova a gestire questa situazione una ventina di volte.
Provate a togliere venti valide dal record stagionale di un lanciatore e probabilmente la sua media PGL calerebbe di un punto percentuale.
So bene che i lanciatori hanno una piccola deformazione mentale per cui si sentono un po’ “i re della montagna”, ma sarebbe bene che si degnassero di occuparsi di faccende noiose come le rimbalzanti nei loro paraggi. Nel campionato 2007 sono rimasto sorpreso nel vedere perfino un grande pitcher come Jesus Matos scansarsi in un paio di occasioni su battute verso di lui, lasciando così passare palline innocue ad un passo sulla sua sinistra.
Non voglio insegnare niente a nessuno, ma un modo per risolvere il problema è fare molto pepper, in modo molto tirato, così che tutto diventi automatico anche in partita.
Sempre nella passata stagione Fortitudo Italeri ha perduto diverse partite con lo scarto di un punto e, nel corso di queste gare, ci si è trovati con il punto del pareggio in terza e meno di due eliminati.
Il Sacro Libro dice solo una cosa: “Squeeze play”.
Ma bisogna saper fare il bunt!
Troppe volte ho visto tentativi di bunt trasformarsi in sprizzate o pop, molto raramente ho visto bunts eseguiti bene.
E, amici, i bunts sono uno di quei particolari che vincono le partite.
Come sempre, per risolvere il problema, bisogna lavorarci e si deve cominciare ricordando che per un’oscura legge fisica, se si tiene la mazza in diagonale si ottiene una sprizzata.
Tenendo la mazza orizzontale quasi sempre si ottiene un bunt efficace.
Allenarsi sul bunt è importantissimo e bisogna farlo con i lanciatori che tirano come in partita, non come per il batting practice.
Se tutti i giocatori arriveranno a fare SEMPRE buoni bunts, daranno al loro manager un’altra arma per vincere.
Secondo me vale la pena di provarci.
Il terzo dettaglio di questa analisi riguarda il fatto che troppe volte i battitori vanno strike-out guardando il terzo strike.
Che gusto c’è, mi chiedo, a farsi chiamare out dall’arbitro?
Con gli arbitri che ci ritroviamo non si può giocare di fino. Se la palla è nei paraggi, bisogna provarci. Mal che vada si spizzerà la palla e si avrà un’altra occasione.
Bene, per oggi il nostro viaggio alla scoperta dell’acqua calda si chiude qui, sperando di non aver offeso la sensibilità di nessuno e anche che, messi in pratica, questi consigli facciano vedere un baseball più tecnico e dinamico.

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11 responses

20 01 2008
Ballfour

Aiuto.

20 01 2008
franco

“se si tiene la mazza in diagonale si ottiene una spizzata.
Tenendo la mazza orizzontale quasi sempre si ottiene un bunt efficace.”

Stiamo scherzando? E’ il contrario.

23 01 2008
emilio

Franco, non sono d’accordo, mi ritrovo pienamente con le osservazioni contenute nell’articolo. Insegnando ai bambini della categoria ragazzi, da sempre ero controcorrente su quest’argomento, finalmente trovo un punto di vista diverso e (almeno qui da noi) innovativo.

24 01 2008
Roberto

Dal libro “Baseball” di un certo Joe Di Maggio, pubblicato in Italia nel 1952: “tenere la mazza molle e, nel momento in cui il lanciatore fa il lancio, portare la mazza PARALLELA al terreno….”.
Personalmente ho sempre cercato di seguire il consiglio sia nella posizione di giocatore che di istruttore di giovani giocatori e, per quel che può valere la mia esperienza, mi è sembrato un giusto insegnamento.
A proposito del bunt eseguito per l’effettuazione di uno squeeze play, mi par di ricordare di aver udito da un allenatore americano, mi pare fosse un certo Tom Lasorda, il seguente suggerimento: in occasione di uno squeeze play il compito fondamentale del battitore è quello di mettere la palla a terra in territorio buono. Un tentativo nel quale si abbia una sprizzata foul o una palla che rotola dal territorio buono in foul, è un tentativo fallito e una grande e forse irripetibile occasione per rimettere in parità o vincere una partita. Detto questo il battitore deve evitare in ogni modo che ciò accada e quindi dovrà evitare di cercare di indirizzare la palla lungo le linee di foul anzi sarà preferibile indirizzarla verso il lanciatore; in questa giocata è responsabilità del corridore essere a casa base prima che un difensore, incluso il lanciatore, possa giocare la palla per ottenere l’eliminazione.

24 01 2008
Massimo Casorati

Cito dall’articolo:

E, amici, i bunts sono uno di quei particolari che vincono le partite.

E’ per questo che nella MLB (American League) lo si vede usare spessissimo, addirittura anche una volta ogni 4 partite.

25 01 2008
Roberto Buganè

Desidero scusarmi per lo sciocco anonimato, Roberto, con il quale ho inserito il mio commento.

28 01 2008
Marcello Perich

Vorrei chiarire un punto che non ho approfondito nel mio intervento sul “bunt che vince le partite”.
Personalmente non sono un fanatico del bunt, non almeno del bunt inflazionato come sta accadendo negli ultimi anni.
Fare il bunt per mandare un uomo in seconda mi sembra uno spreco. Si regala un eliminato e, sia pure togliendo il pericolo del doppio gioco, mi sembra che non ne valga la pena.
E’ chiaro però, che, se un manager dispone di un ordine di battuta come quello della Fortitudo 2003, dove tutti battevano come fabbri, può anche trascurare le sottigliezze del gioco, mentre se si trova a gestire un lineup anemico, deve aggrapparsi a tutto.
Ultima cosa per chiarire: è stato Jimmy Strong ad insegnarmi che, quando si fa il bunt, la mazza va tenuta parallela al terreno

30 01 2008
Massimo Casorati

Comunque sia, per trovare delle indicazioni tecniche sul bunt dagli USA bisogna usare il lanternino e la lente di ingrandimento, solitamente questa azione di gioco, ancorché rarissima a vedersi, non viene quasi neppure commentata: vorrà dire qualche cosa? Da noi se ne parla con una frequenza a dir poco inquietante, definendolo addirittura come quel particolare che fa vincere le partite, quando anche questa definizione a mio avviso è sbagliata. Il bunt ti può far pareggiare se sei indietro, e può (a mio avviso il suo miglior uso) consolidare il vantaggio già acquisito.

31 01 2008
LUDOVISI fRANCO

Aggiungerei per completezza all’ultima frase di Casorati “usandolo solo nelle ultime riprese”.

13 02 2008
firuzzella

Tenere la mazza “orizzontale” è quello che si insegna ai ragazzi. Il giocatore esperto la tiene in “diagonale”.

9 01 2009
Willy

Vorrei dire qualcosa a proposito della “smorzata”. Non è, come asserisce Perich, uno spreco; è invece una ottima azione che se attuata nel momento opportuno può risultare determinante ai fini della vittoria. E’ chiaro che quando e soprattutto come attuarla dipenderà dal Manager che avrà fatto le opportune valutazioni riguardo la difesa avversaria, il o i corridori, il battitore, la situazione di gioco e altro ancora. Essa può essere richiesta dal primo agli extra innings. E non serve solo a fare avanzare di una base il o i corridori bensi di portarlo dalla prima in terza o,addirittura , dalla seconda a punto. Certo questo non accade nelle serie maggiori. Nelle leghe minori, nelle giovanili questo accade e si vincono le partite. Un bravo allenatore, credo, sia colui il quale sappia applicare le strategie di gioco in base alle caratteristiche dei suoi giocatori. E ricordiamoci che la smorzata fa parte del gioco del baseball.

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