Gli scandali della Hall of Fame americana

16 01 2008

di ROBERTO CARAMELLI

Cari amici, dò a voi e a me stesso il benvenuto su questo blog, nella speranza che qualcuno sia interessato a quello che ci si scrive. Fuori stagione, ma forse dovrei dire in generale, non è che qui da noi abbondino i ragionamenti sul vecchio gioco. A parte i forum, ovviamente, ma vi confesso che piuttosto dei forum, mi beccherei anche ulteriori dosi di racconti del cronista auto-itinerante. Peccato che adesso si sia dato alla fantascienza.

Non ho la possibilità di dare garanzie sulla frequenza dei miei post, ma ogni volta che ci riesco, sarà un piacere dare il mio contributo. Sono quasi certo che resterà circoscritto al baseball americano, perchè il baseball italiano è uno sport un po’ troppo difficile per me, non lo capisco molto bene.

Essendo New York la prima città americana che ho visitato, tengo per tutte le squadre di lì (Giants nel football, Knicks nel basket). Ed essendo lo Yankee Stadium il teatro della mia prima partita di MLB (11 agosto 1980, fuoricampo n. 400 di Reggie Jackson!), tengo per gli Yankees. E non crediate che sia stato sempre tutto rose e fiori. A metà degli anni ’80 facevano letteralmente schifo, e quando ero là andavo allo stadio a vedere delle robe invereconde.

Sono rimasto un po’ in dubbio sull’argomento di questo mio primo intervento. Alla fine, dopo aver considerato

  1. a) il rapporto Mitchell e le implicazioni per Roger Clemens (purtroppo non credo alla sua innocenza, e poi chi se ne frega tanto non gioca più),
  2. b) le trattative per Johan Santana (lasciatelo dov’è, che i Twins lo svendono all’All Star Game), o addirittura
  3. c) una rivisitazione della vicenda di Alex Rodriguez detto il figliuol prodigo, che prima ha scelto la free agency e poi è tornato all’ovile,

ho scelto di parlare della Hall Of Fame, il cui unico nominato per quest’anno è Rich Gossage, grande closer ante litteram. “Goose” si presenterà all cerimonia con il berretto degli Yankees. E’ vero che ha lanciato per nove squadre, ma i suoi sei anni (78-83) nella squadra di Reggie Jacskon, Ron Guidry, Lou Piniella e Willie Randolph (e Bucky Dent, cari amici con i calzettoni rossi) sono indimenticabili.

Ho sentito obiezioni sulla presenza dei rilievi nella Hall Of Fame, ma non le condivido. Per parlare dei nostri tempi, per esempio, non mi viene in mente un giocatore più rappresentativo di Mariano Rivera nei successi di fine anni ’90 degli Yankees. Il closer ha un’importanza enorme per una squadra. Non riesco a immaginare che non venga eletto quando sarà il momento.

E a proposito di calzettoni rossi, per l’ennesima volta (ma ci va sempre più vicino…) è rimasto fuori Jim Rice. Io non credo che si possa valutare la grandezza di un giocatore solo guardando i numeri, trascurando il contesto in cui quei numeri si sono concretizzati. I 73 fuoricampo di Barry Bonds, per esempio, sono il manifesto dell’epoca degli steroidi, e non valgono certo i 54 di Babe Ruth nel 1920 (il record precedente, suo dell’anno prima, era di 29, e lui invece degli steroidi si sparava quintali di patate fritte, fumava e si sbronzava…). Il mio ricordo di Jim Rice, che ha giocato dal 74 all’89, è quello di un assoluto fuoriclasse della sua epoca. MVP nel 78, cinque volte All Star, media vita 298, Rice giocava in un’epoca in cui se battevi costantemente 20 fuoricampo e 80 RBI eri un grande. Guardarlo con i numeri di adesso non gli rende giustizia. Ma secondo me il problema è un altro: Rice aveva un pessimo rapporto con i media. Era spesso insofferente alle domande banali o stupide, e non faceva niente per nasconderlo. Mi ricordo un’intervista sul campo di Fenway fatta da quel pirla di Marv Albert, era talmente fastidioso che a un certo punto Rice gli ha detto che ne aveva abbastanza, ha girato le spalle alla telecamera e se n’è andato. Queste cose si pagano, soprattutto in America, dove i media dettano legge. Affermo che Jim Rice era un battitore almeno al livello di Eddie Murray, che è un’istituzione del baseball, mentre Rice non è nemmeno nella HOF.

Un altro che io ricordo come un fenomeno, tra l’altro autore del più impressionante out in terza dall’esterno destro che io abbia mai visto, era Andre Dawson. 21 anni di carriera meravigliosa. Vittima, tra l’altro, dell’epoca della collusione fra i proprietari, che lo costrinse ad accettare un’offerta da un milione di dollari della sua squadra perchè nessuno offriva di più, quando il suo valore di mercato era almeno tre volte tanto. Anche per lui il tempo utile per l’elezione non è ancora scaduto, ma ho poca fiducia.

Ho poca fiducia perché la Hall Of Fame, che ho visitato con gran piacere nel 1989, è un’istituzione gestita in modo che a me appare discutibile. L’istituzione in sè è fantastica, ovviamente, ma ultimamente è diventata una specie di tribunale a cui tocca di occuparsi di un sacco di cose oltre al valore mostrato in campo dai candidati. E quel che è peggio è che non è sempre stato così, tanto è vero che uno dei grandi della Hall Of Fame è Ty Cobb, un delinquente comune che però giocava a baseball da dio.

Vi propongo tre scandali, giocatori che nella mia opinione dovrebbero sicuramente essere nella Hall Of Fame e non ci sono:

SCANDALO 1: SHOELESS JOE JACKSON

Squalificato a vita, era solo un povero contadino ignorante preso in mezzo da dei malavitosi. Nelle World Series del 1919, che avrebbe venduto, fu il miglior battitore della sua squadra, 375 di media e nemmeno un errore all’esterno. Però firmò una confessione con una croce, e fu la sua condanna. Comunque, sostengo che la squalifica a vita è scaduta quando è morto. Ricordo le campagne per la sua elezione negli anni ‘80, sempre capeggiate da Ted Williams finchè è stato vivo.

SCANDALO 2: PETE ROSE

Avete difficoltà a visualizzare l’immagine di un imbecille? Pensate a Pete Rose e ci sarete andati molto vicino. Questo, sapendo che era stravietato, ha scommesso sulla vittoria della squadra che allenava ed è stato incastrato da un malavitoso che frequentava e che lo ha infamato. Però, ragazzi, una carriera di 24 anni con 4256 valide come fa a star fuori dalla Hall?

SCANDALO 3: JIM ABBOTT

Allora davvero non ho capito a cosa serve la Hall Of Fame, se non a consegnare alla storia i migliori ambasciatori del gioco del baseball. Questo è nato senza la mano destra e ha lanciato 10 anni in Major League, inclusa una no hitter allo Yankee Stadium contro gli Indians nel ‘93! Scusate se insisto, ma in quel lineup c’erano Albert Belle, Manny Ramirez, Jim Thome, Kenny Lofton e Carlos Baerga… L’ho sempre seguito non solo per la particolarità della sua storia, ma anche perchè ho una pallina col suo autografo che mi ha fatto quando venne a giocare al Falchi con gli USA a fine anni ‘80. Quando è stato il momento di votarlo, è stato così trascurato che non è nemmeno più eleggibile per ulteriori votazioni, almeno finchè non subentra il Veteran Commitee, che non fa altro che eleggere dei neri di cui nessuno sa le vere statistiche ma di cui si dice fossero dei grandi circa cent’anni fa.

A questo punto, in ogni blog che si rispetti, si sollecitano i commenti eccetera. Io però non so ancora come funziona, spero che lo sappiate voi, e comunque mal che vada ci vediamo sui campi da baseball.

Rupert


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6 responses

16 01 2008
Giuseppe Botti

A volte si legge un articolo e si prova quella sensazione di “ma questo io l’ho sempre pensato” … ecco come mi sono trovato di fronte agli “Scandali della Hall of Fame Americana”!
Sono tifoso dei Red Sox da tempi non sospetti … sarà anche un caso sventurato, ma la prima gara che ho visto risale al 1986 … World Series … lasciamo perdere :o)) e per noi (Red Sox Nation) il nome di Rice incarna il vero mito, colui che ha legato in maniera indissolubile il proprio nome a quello della squadra di Boston.
Vederlo ancora una volta fuori dalla Hall of Fame fa male … a memoria il prossimo anno sarà l’ultimo di eleggibilità … e il sospetto che il peso dei media sia influente a tal punto viene effettivamente.
Che dire di Joe Jackson?
Un’altra vergogna che andrebbe sanata.
Jim Abbott … parole sagge le tue … come diavolo si fa a lasciare fuori uno che ha dimostrato come il baseball sia il più bel gioco del mondo, il gioco più leale e onesto, il gioco che ti permette grazie all’abnegazione, alla passione, alla tenacia di emergere al pari di tutti gli altri? Me lo chiedo e me lo sono chiesto spesso.
Su Pete Rose i sentimenti sono contrastanti … hai ancora una volta ragione a definirlo come il prototipo dell’imbecille … per quello che ha fatto ha pagato e sta ancora pagando, ma detto fuori dai denti 4256 valide chi diavolo le ha mai fatte?
Per dare l’idea di questo record basti pensare che Ty Cobb è dietro di 67 battute … ma dopo si scatena l’abisso con il terzo (Hank Aaron … mica Topolino) a 485 valide di distanza! Pete Rose non può stare fuori!

16 01 2008
wg

di pete rose ho l’autografo, per me è un mito; shoeless joe sappiamo tutti chi è; jim abbott lo sentiamo anche un po’ nostro perché ha giocato i mondiali 88 in italia..
chi se ne frega se pete rose 20 anni fa ha fatto quello che ha fatto…escludere lui, shoeless joe, jim abbott è uno scandalo.

i support pete rose!

17 01 2008
Prof Pepper

Scandalo 1.
E’ indubbia la qualifica per prestazioni di Jackson, ma Jackson è bandito dal baseball. Non è fuori per aver venduto, dato che la giustizia ordinaria assolse tutti gli 8 Black Sox. Gli “otto uomini fuori” furono banditi dal Commissioner Landis perché erano a conoscenza di possibili trame da parte di scommettitori e non hanno mai avvertito chi di dovere (proprietà della squadra, presidenza della lega). Ribadisco: Jackson non è fuori per aver venduto, quindi è inutile giustificarlo sulla base della sua media in quelle maledette World Series.
Sarà interessante capire come ci si comperterà sulla questione steroidi. In fondo anche in questo caso c’è gente che ha visto compagni pomparsi, ha visto il fenomeno crescere, ed ha taciuto.

Scandalo 2.
Pete Rose ha scommesso sul baseball, e sapeva del trattamento riservato a Jackson & Co. Al mondo si sbaglia, chiunque sbaglia, ma la Hall of Fame non è la chiesa, non è obbligata a perdonare.

Scandalo 3.
Abbott disse “Non voglio essere il nuovo Pete Gray, voglio essere il nuovo Nolan Ryan”. Penso sia sufficiente a spiegare perché i giornalisti non potevano metterlo dentro.
I pionieri e gli ambasciatori entrano con il voto del Veterans Committee, i writers si basano sulle prestazioni e Abbott non ha una carriera da Hall of Famer. Se si riterrà che il suo impegno abbia dato tanto al baseball, i Veterani lo metteranno dentro. Pete Gray, che con un braccio solo giocava esterno e faceva valida, è fuori.

Il Veterans Committee non mette dentro solo Negro Leaguers (compiendo ricerche storiche straordinarie, altro che “di cui si dice fossero dei grandi circa..”); alcuni nomi: Cepeda, Sam “Whaoo” Crawford, Nellie Fox, Lefty Gomez, Waite Hoyt, Tony Lazzeri, Bill Mazeroski, Phil Rizzuto e Hack Wilson.

17 01 2008
alberto gallusi

pete rose è stato un grande, “charly l’irruente” condannato giustamente perchè ha mentito a tutti gli stati uniti, è stato un traditore che ha negato le sue colpe fino all’ultimo, hanno fatto bene………………..
a me ha sempre ispirato il suo modo di giocare, e sul campo nessuno ha mai negato i suoi meriti, sono i fatti extrasportivi che hanno determinato la radiazione(giustissima).

scommetteva sulla sua squadra, anche se è provato che scommetteva sulla vittoria e non sulla sconfitta.

18 01 2008
Giuseppe Botti

Ma la Hall of Fame è una istituzione di giudizio morale o di valutazione su ciò che i giocatori hanno fatto?
Allora nella Hall of Fame ci dovrebbero entrare solo i giocatori-chierichetto?
Magari ce n’è uno che non batte nemmeno con l’asse da stiro … ma è tanto un bravo ragazzo!

18 01 2008
Prof Pepper

Giuseppe, probabilmente si tratta di un difficile compromesso tra le due.
Già il fatto che si proponga di includere (da parte di Rupert) o di escludere (da parte mia) contemporaneamente Rose e Abbott è indice di quanto sia difficile stabilire una linea.
Se si dovesse essere bravi nel baseball e nella vita, forse sarebbe dentro solo Lou Gehrig.

La mia opinione è che vada bene così, per quei tre casi; la tua e quella di Rupert è opposta. Credo siano sostenibili entrambe. Solo tenevo a fare qualche precisazione storica.

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