Diamo baseball a chi lo vuole acquistare

16 01 2008

di RICCARDO SCHIROLI

In qualità di responsabile per la comunicazione della FIBS, accolgo con notevole soddisfazione la nascita di un nuovo luogo virtuale dedicato al nostro sport preferito. Anche perché ho avuto l’onore di essere citato (seppur indirettamente) già in 2 dei primi 6 interventi. Gran nutrimento, per il mio smisurato ego. Al riguardo, mi preme comunque chiarire qualche concetto.
Io credo nel rispetto dei ruoli. Il mio è quello di gestire la comunicazione della FIBS. Quello dei giornalisti di baseball (specie che in Italia, sfortunatamente, appare in via di estinzione) è informare gli appassionati di baseball. E’ auspicabile che si trovi un punto di equilibrio soddisfacente tra chi fa informazione “timbrata” (cioè noi) e chi di questa informazione “timbrata” è utente (cioè i giornalisti di baseball). Ma può anche non succedere, con tutta una serie di conseguenze.
Discutere fa parte dei rispettivi ruoli, ma essere in disaccordo non significa necessariamente passare la propria vita a fare le pulci al lavoro altrui.
Se posso permettermi una raccomandazione a chi collaborerà con Maurizio Roveri, dico di pensare ad un pubblico un po’ più grande rispetto agli abituali vicini di posto dello stadio. Il baseball italiano non ha bisogno di perdere tempo su beghe da cortile che interessano 44 gatti (in fila per 3, col resto di 2), ma di altre giornate come quella che ha fatto seguito alla vittoria sugli Stati Uniti dello scorso mese di novembre.
Se la specie dei giornalisti di baseball appare in via d’estinzione, va però detto che è in grande crescita la genia di coloro che avrebbero tante cose da dire, pur non essendo necessariamente giornalisti. C’è chi continuerà a preferire l’anonimato dei “forum” (l’anonimato permette pur sempre l’esercizio di salire sul carro del vincitore, non si sa mai), ma per chi ha argomenti da esporre, questa è una bella occasione. Tenendo sempre presente che non si scrive per sé stessi (o per i vicini di posto allo stadio) e che lo scopo di un articolo è, oltre che informare, anche intrattenere.
Il “Diario di un cronista itinerante”, citato dal mio quasi amico Roberto Caramelli (il p.a. announcer più bravo, ma anche la peggior lingua che si possa incontrare su un campo da baseball), aveva proprio questo scopo: rivolgersi ad un pubblico più variegato, rispetto a “noi del baseball”. E a proposito di ruoli, quello dei lettori è leggere e giudicare. Tenendo conto che un giudizio negativo ferisce l’amor proprio, ma l’indifferenza è indice che quel che si è scritto è stata fatica sprecata. La peggior offesa che potete fare ad uno scrittore non è dirgli che il suo lavoro fa schifo, ma che non siete riusciti ad arrivarci in fondo.
Lasciatemi indossare la giacca federale in conclusione. Ho apprezzato il tono con cui Maurizio Roveri ha accennato al lavoro di questa Federazione, ma sinceramente faccio fatica a capire i dubbi sul campionato “compresso” della scorsa stagione. Certo, una ‘regular season’ di 42 partite non è una soluzione ottimale (e, d’altra parte, l’attuale formula è solo una transizione verso la Italian Baseball League che verrà), ma è necessario capire che oggi il baseball ha bisogno di rivolgersi al pubblico quando il pubblico è disponibile ad acquistare baseball. Ovvero in estate, quando le scuole sono chiuse e, in generale, c’è più propensione a “farsi intrattenere” da spettacoli di 3 ore o più.
Inoltre, il baseball ha bisogno di televisione. Ne ha bisogno per valorizzare i marchi delle aziende che permettono al movimento di vivere. E, dal punto di vista delle emittenti televisive, il baseball non è una prima scelta. Giocare quando non c’è concorrenza, quindi, aiuta. Eccome.
Dico poi che, se non vi ho convinto a parole, vi invito a pensare ai numeri. I ‘play off’ 2007 sono stati quelli con più presenze dell’ultimo decennio.
Come dite? Che Grosseto e Nettuno sono città di mare? Beh, Parma no. Ve lo garantisco perché ci abito da quando sono nato. E Parma, dal 2004 ad oggi, i suoi migliori incassi li ha fatti in pieno agosto. Numeri alla mano

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16 responses

17 01 2008
Enrico Luschi

Gentile Sig. Schiroli,

trovo le sue parole molto interessanti e sono molto felice anche io per la nascita di questo sito. Finalmente uno spazio dove parlare tutti insieme.
Spero che la sua sia un presenza costante, un filo diretto con la Federazione, ma su un canale alternativo.

Dicevo che ho letto con molto interesse le sue preziose parole.

E’ interessante sapere che secondo Lei i giornalisti devono informare.

Alle volte, effettivamente, viene da chiedersi come mai ciò non venga fatto.
Ad esempio sul “caso Banchi”: in una off-season interminabile mi sembrava una notizia eclatante. Quasi epocale. Eppure nessuno ha seguito il caso.

Nemmeno Mangini, premiato come Miglior Giornalista dal sito di Rosini.

Peccato, a mio avviso era un qualcosa sul quale battere il martello a lungo, visto che Claudio Banchi è anche un Consigliere Federale e uno dei “saggi” dell’Accademia, da sempre fiore all’occhiello di questa dirigenza Fibs.

E’ poi interessante sapere che Lei trovi la formula della IBL “non ottimale”.
Sono d’accordo con lei. Mi chiedevo infatti come mai fosse stata confermata anche per il 2008.

Ci fossero i giornalisti ad informare, a fare domande, esprimere pareri chissà che bel dibattito verrebbe fuori.
E sa quante persone troverebbe che la pensano come Lei, Sig. Schiroli?

Oltre ai 44 gatti del forum (la causa di tutti i mali, concordo con Lei), ad esempio, anche Igor Schiavetti, interbase del Nettuno ed ex atleta azzurro: http://famigliabb.forumfree.net/?t=23333200

Nella stessa intervista, tra le altre cose, si legge una dichiarazione di Schiavetti che si dice amareggiato di aver trovato l’Europeo di Parma vuoto per le semifinali (in Agosto) dei play-off.

Semifinale Nettuno-Parma, stadio vuoto, ci dice Schiavetti, che era in campo. Lei ci dice che, “numeri alla mano”, Parma in Agosto attira gente allo stadio baseball.

Beh, non saprei, sono nato in Maremma.
Comunque è un peccato che Agosto duri solo 31 giorni: fosse più lungo potrebbe migliorare la media degli spettatori presenti all’Europeo.
La media, calcolata sul numero di spettatori riportato dai play-by-play della Federazione, parla di ben 348 spettatori durante la stagione regolare.

Propongo di giocare solo ad Agosto, ma tutti i giorni, come fanno in America: si fanno 31 partite (quasi quante quelle preventivate con l’attuale formula) e gli incassi saranno elevati.

In ogni caso mi sembra strano che Lei difenda questa strategia della stagione corta e poi, poco sotto, affermi che la formula non è “ottimale” e che, con l’arrivo della IBL (una data?), la formula sarà cambiata.
Non si capisce allora la logica della difesa della mini stagione, su quali argomenti si basi la sua convinzione.

Colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti sia a Lei che al Sig. Roveri, ringaziandolo della possibilità data al mondo del baseball Italiano.

Enrico Luschi

17 01 2008
lollo

Grande enrico!!E grande Maurizio,vero giornalista innamorato di questo magnifico sport

17 01 2008
Stefano

No!
Scusate l’omissione di convenevoli, ma il dissenso deve essere netto:

“Diamo il baseball a chi lo vuole giocare!”

è la sola via praticabile. Guardate la pallavolo, con una base estesa di praticanti è poi riuscita a bucare il video grazie alle dirette della RAI e solo quando è diventata commerciabile, l’immagine, è stata rilevata da SKY e ora vola alta con ali proprie in un circuito virtuoso fra pratica e visibilità e questo in una Nazione che dipende dal calcio e dagli insani interessi che ci girano attorno.

Quindi prima la pratica, la base vera, strutturata e diffusa , come ora certo non è, poi la strategia di vendita dell’immagine.

Si può vendere tutto, e suscitare interesse sugli sport meno probabili (guardare il caso Coppa America di vela propinata a un pubblico non praticante e perfettamente ignorante in materia), ma se vogliamo che rimanga qualcosa bisogna cominciare dalle fondamenta, pensiamo alla promozione del baseball, non alla sua commerciabilità!

C’è poi da dire che la voce del baseball non sembra così forte e chiara: la storica vittoria sugli USA ad esempio, meritava l’apertura sui notiziari sportivi invece….l’unica traccia su RaiNews24.

Il baseball come “intrattenimento” venga dopo e solo come logica conseguenza del baseball come “sport”. E poi non mi sembra il caso di instradarsi sulla via americana: “fateci dopare come ci pare, noi siamo intrattenitori” dicono – sostanzialmente – i giocatori…

I miei ringraziamenti per questo spazio di discussione e i miei più cordiali saluti a voi e a tutto il movimento.

17 01 2008
alberto gallusi

purtroppo non è così
“diamo al baseball a chi lo vuole acquistare”
ma chi lo vuole comprare? non si è pagato noi per andare sulla rai?
non si è pagato noi per avere delle pagine sui quotidiani sportivi?
gratuitamente abbiamo avuto solo articoli pesantissimi sulla nostra immagine
“martedi 31 agosto 2004” pagina 21 sottotitolo “un disastro la mega spedizione del baseball” così si scriveva.
“sabato 9 luglio 2005” titolo di una pagina intera “baseball e softball fuoricampo” sottotitolo ” il batti e corri escluso dai giochi”.

prima pagina della gazzetta dello sport per lo scandalo della mazza truccata di un battitore dei chicago cubs (sammy sosa), una pagina intera sul doping di bonds.
purtroppo la strada è veramente in salita, sarebbe davvero opportuna cercare altre vie ma sappiamo tutti che non sarà così, mai visto un mea culpa in questi anni terribili per la nostra immagine. Un esempio per essere costruttivi: smettere di protestare e di prendersela con gli arbitri, quasi aggrediti ai mondiali di taiwan dopo la sconfitta con i padroni di casa, l’abbiamo vista tutti in rete quella figuraccia.

17 01 2008
franco

I 44 gatti erano in fila per 6. Non per 3.
Dio Mio! Almeno questa…

17 01 2008
Marco Landi

In merito a quanto indicato da Alberto Gallusi vorrei fare qualche precisazione. La vittoria sugli Stati Uniti a Taiwan ha prodotto una rassegna stampa positiva (la notizia dal sito fibs.it) in termini di toni e di millimetri quadrati (che sono poi in denaro quantificabili) che hanno pochi precedenti in tempi recenti. Praticamente tutta la stampa nazionale ha dedicato spazio, anche mezze pagine, alla storica vittoria e non mi pare di avere visto altrettanto clamore attorno alla figuraccia che nessuno di noi avrebbe voluto vedere (qui sono pienamente d’accordo) di un arbitro che poi è stato allontanato dalla competizione e che mi è parso tutt’altro che aggredito in campo.
Voglio dire che, quando la notizia c’è davvero la stampa si ricorda molto bene di noi.
Certo, perché il campionato nazionale abbia il medesimo interesse deve richiamare pubblico negli impianti come è successo nelle series 2007 e per questo non credo ci si possa permettere di smettere di investire (tutti: federazione e club).
Nè in visibilità per il vertice, nè in promozione e reclutamento per la base, che sono due facce di un medesimo sistema, che deve fare cultura per fare soldi e deve investire soldi per fare cultura.
Concordo nel danno che certe situazioni che vengono da Oltreoceano possono provocare, ma è anche vero che tutto va ridimensionato alla proposta concreta che siamo in grado di offrire ai nostri potenziali ‘utenti’ (aziende, pubblico, famiglie che portano i ragazzi e le ragazze a giocare).
Altrimenti oggi, in Italia, non dovrebbe più esserci nemmeno una bicicletta.

17 01 2008
Riccardo Schiroli

Signor Luschi, chiunque può dialogare con me scrivendomi all’indirizzo riccardo.schiroli@fibs.it.
Per quel che riguarda la formula del campionato, io credo che l’ottimo sia giocare più partite, ma non allungando i tempi della stagione e nemmeno aggiungendo squadre. Credo che arrivare a 4 partite a settimana sarebbe il vero passo da compiere. E anche uscire dalla logica del calendario “andata e ritorno” modello calcio. Ma si tratta di un’opinione personale, che in nessuna maniera va interpretata come una volontà della FIBS.
Ho letto l’intervista a Schiavetti che lei segnala. Mi è piaciuto molto il buon senso di Igor che traspare dall’intervista, ma lo stadio di Parma non è mai stato pieno negli ultimi 15 anni come durante le gare di play off con il Nettuno. Certo, il colpo d’occhio non era come quello di Grosseto o Nettuno per la finale, ma in gara 6 col Nettuno a Parma c’erano oltre 1600 persone (dato di un conta persone utilizzato dal cassiere del Parma baseball), il top delle presenze dell’intera stagione 2007. E le ripeto: i migliori incassi Parma negli ultimi anni li ha fatti ad agosto: Italia-Cuba 2004 (oltre 4000 biglietti), Italia-Cuba 2005 (oltre 3000 biglietti), Italia-Cuba 2007 (credo 1500 biglietti). Gara 6 Parma-Nettuno 2007 arriva al quarto posto, con un migliaio di biglietti e 1600 presenze.

17 01 2008
Ballfour

Beh, Sig. Schiroli, io, con quei numeri alla mano, mi chiederei piuttosto come mai, per la stessa partita (Italia-Cuba), nell’arco di tre anni si siano persi per la strada 2500 spettatori (4000 nel 2004, 3000 nel 2005 e 1500, Lei crede, nel 2007).

Si sa che il pubblico del baseball (quel poco che è rimasto) è alquanto abitudinario.

E allora? Forse c’è qualcosa che non va.

Come c’è qualcosa che non va anche nel fatto che una gara6 di semifinale tra due squadre storiche del baseball italiano sia vista solo da 1600 persone.

Che poi, le dimensioni del “successone” di gara6 ce le forniscono gli stessi dati che Lei cita: su 1600 persone, pagano solo in 1000. Le altre 600, come è un pò in tutte le società, sono parenti dei tesserati, collaboratori delle società, accreditati di varia stirpe e rango, oltre a qualche assessore presente su invito, magari per convincerlo a riverniciare le ringhiere come succede nella nostra disgraziata realtà (Grosseto).

Quindi, se non erro, il pubblico presumibilmente “occasionale” è stato, in gara6, il 62,5%.

Oppure, per voler vedere anche l’altra faccia della medaglia, il 37,5% dello stadio era popolato da non paganti, o comunque da addetti ai lavori di vario tipo.

Io non sarei così entusiasta.

17 01 2008
Enrico

Signor Schiroli, io sono dell’opinione che l’offerta del baseball vada ampliata. Mi spiego meglio, se ci riesco: al momento attuale si vede baseball, in ogni weekend di campionato, in sole 4 città.

Un po’ pochine.

Credo che per vendere un prodotto questo vada presentato il più possibile, quindi vedrei favorevolmente un cospicuo allargamento del numero delle partecipanti alla Serie A1.
Tornare, come minimo, alle 12 auspicate da Fraccari.

Comunque anche questa è una mia miserrima opinione personale.

Sarebbe interessante sapere quale è l’opinione della Fibs: in un vecchio articolo Fraccari esprimeva il desiderio di arrivare quanto prima ad una A1 di 12 formazioni, poi siamo passati a 10 (spesso 9) per poi finire ad 8.
Sarebbe interessante sapere quale sarà il prossimo passo.

Torneremo ad aumentare il numero delle formazioni nella massima serie o resteranno le attuali 8? Di che transizione parlava, nel suo articolo iniziale?

1600 persone, per una Gara 6 tra due regine storiche del Campionato Italiano come Parma e Nettuno, mi sembrano un dato incredibilmente negativo, non andrei a sbandierarlo come un successo.

Ancora più grottesco è il fatto che 1600 persone siano il record stagionale di affluenza sulle tribune dell’Europeo.

Mi domando anche io, come l’utente Ballfour, se perdere 2500 spettatori in poco più di 3 anni debba essere considerato normale.

17 01 2008
Giorgio Pavarani

Egr. Sig. Schiroli, i suoi ragionamenti potrebbero anche avere una logica, se non si basassero su fondamenta sbagliate (almeno secondo me).
Dire che a Parma i migliori incassi ci sono stati in Agosto potrebbe infatti essere corretto. Si tratta però di un insieme di contingenze che hanno permesso di ottenere singoli risultati “eccezionali”.

A Parma, fatta eccezione per l’ultima stagione, negli ultimi anni la squadra ha agonizzato (almeno rispetto ai risultati a cui aveva abituato i tifosi) fuori dai playoff (in un’occasione si è pure sfiorata la retrocesione). Se si considera che alcuni attori sono stati i vari Coppola, Bellinato, Forelli, Loyal e compagnia, si può facilmente capire la “fame” di baseball che regnasse in città.

Infatti al primo evento di un certo livello organizzato dopo anni (Italia – Cuba 2004) la città ha risposto alla grande. Anche io ero presente. Le assicuro che sono intervenute una miriade di persone che all’Europeo non avevano mai messo piede (frequenti le domande ma dopo 2 strike non si è eliminato?, ma il lanciatore è contro il ricevitore? ecc.).
Le 4000 presenze con un evento del genere in un contesto del genere si sarebbero raggiunte anche in dicembre.
Lo dimostra il fatto che lo stesso evento organizzato negli anni successivi ha ottenuto un risultato con un trend in discesa per quanto riguarda le presenze.
Senza dimenticare che si tratta appunto di “eventi”, e non di partite di regular season.

Per quanto riguarda la semifinale con Nettuno, il pubblico l’ha richiamato non il fatto di essere in agosto, ma il fatto di essere finalmente tornati a giocarsi i playoff dopo parecchi anni. Anche in questo caso presenti molti spettatori che con il baseball c’entrano poco. Presenti per “l’evento”. C’era gente vestita a sera, evidentemente ignara delle condizioni dello stadio Europeo.

Porto qualche esempio:
Parma-Modena, giocata il 05/08/2005 ore 21.00 quanti spettatori?
Parma-Modena, giocata il 06/08/2005 ore 21.00 quanti spettatori?
Parma-Bologna, giocata il 19/08/2005 ore 21.00 quanti spettatori?
Parma-Bologna, giocata il 20/08/2005 ore 21.00 quanti spettatori?

Per cui è senz’altro vero che ad agosto a Parma ci sono state soddisfazioni per il botteghino della società, ma spiegarle con il periodo in cui si sono giocate non è corretto, e potrebbe portare a conclusioni errate e pericolose (anche per le entrate, già non faraoniche, delle società).

Questo discorso guardando semplicemente un aspetto economico.
Guardando invece l’aspetto della crescita dei giocatori e del livello di gioco (che dovrebbe essere uno degli obiettivi della federazione) che soluzione sarebbe migliore? Più o meno partite?

18 01 2008
Salvatore

il Baseball, ( mio sport preferito ) , con le regole odierne , personalmente penso che abbia ragione di esistere solo in America.
Sono anni che seguo le partite di una squadra di un paese vicino, MATINO , provincia di Lecce , serie B , e sono anni che per sapere il risultato finale della gara devo chiamare un amico giocatore.
Questo perche’ la maggior parte delle volte , dopo aver seguito la partita per 3-4 ore , la famiglia chiama perche’ la domenica bisogna pur mangiare. E vi assicuro che dei 100/150 spettatori presenti , a fine partita ne rimangono spesso 5/10.
Penso che il Nostro sia l’unico sport che sai quando entri allo stadio ma non sai quando esci, questa la causa principale del perche’ la televisione ci snobba per non parlare del publico italiano ( eccetto le finali ).
La pallavolo ha cambiato le regole e penso che abbiano dato benefici al movimento , vedi i palazzetti pieni.
Negli ultimi mondiali a Taiwan gli stadi erano quasi sempre semivuoti , escluso le partite della squadra di casa.
In America e’ diverso , parliamo di citta’ con milioni di abitanti , si possono permettere adirittura 2 partite di 3-4 ore l’una in un giono con lo stadio pieno , ma e’ un altra mentalita’.
Io son sicuro che se ci fossero delle regole che permettessero a una partita di Baseball di durare 2 ore , ci sarebbe un aumento di spettatori , piu’ visibilita’ televisiva , si potrebbe giocare piu’ giorni alla settimana , ci sarebbe piu’ entusiasmo e molti altri vantaggi.
L’america ha inventato il Baseball e noi inventeremo il Baseball del 3000.
Non e’ solo la mia opinione , ma se continua cosi’ penso che si vivra’ sempre
in una nicchia ristretta di pochi appasionati ( come me ).
CAMBIARE PER AVERE UNO SPORT VINCENTE

18 01 2008
Enrico Luschi

@ Salvatore: non mi sembra una grande idea quella proponi.

Il baseball, come si gioca in America, ha sfondato in Repubblica Dominicana, Venezuela, Messico, Cuba, Panama, Australia, Giappone, Korea, Olanda e via dicendo.

Mi sembra una proposta assurda: il baseball è quello e quello dobbiamo giocare.

Se poi il baseball non sfonda significa che chi è preposto a tale scopo fallisce le sue stratgie. Non possiamo adattare il baseball all’Italia.
Semmai è l’Italia che deve adattarsi al baseball.

Comunque solo a titolo informativo: potresti trarre beneficio dal baseball giovanile estivo. Si giocano partite a tempo.

Per altre cose, non voglio inquinare questo ambiente con eventuali “polemiche sterili”, le faccio altrove: http://famigliabb.forumfree.net/?t=24043560&view=getlastpost#lastpost

18 01 2008
Riccardo Schiroli

Colgo lo spunto del signor Pavarani.
Premetto che sono abituato, in qualsiasi attività che svolgo, a fare i conti con la realtà. E la realtà è che i 1600 spettatori di gara 6 tra Parma e Nettuno sono il miglior pubblico avuto da Parma in campionato dal 1991 ad oggi. Quindi quella partita rappresenta un successo, rispetto ai 16 precedenti anni di attività. Certo, a vedere Germal-Nicols di Haarlem nel 1977 c’era più gente. Ma parliamo di 3 decenni fa.
La verità, inconfutabile, è che i play off 2007 sono stati i play off di maggior successo della storia del baseball italiano. Lo scrissi allora sul sito FIBS
http://www.fibs.it/news.asp?id_notizia=6899
e oggi lo ribadisco.
I dati di pubblico sono indiscutibili. E per questo vi rimando ancora al sito FIBS
http://www.fibs.it/news.asp?id_notizia=6998

Parlando del futuro, è chiaro che (per l’evoluzione tecnica) è importante giocare di più. Ma io aggiungo che la cosa veramente fondamentale è giocare ad intensità diversa. In questo senso il doppio incontro del sabato è veramente deleterio. L’abolizione del ‘double header’ (da utilizzare solo in caso di recuperi) sarebbe un passo fondamentale per il baseball italiano di vertice. Purtroppo, anche in questo caso, dobbiamo fare i conti con la realtà e prendere atto del fatto che non tutte le serie di campionato possono essere sviluppate su 3 giornate di gara. A questa soluzione bisogna arrivare per gradi.
Personalmente, vedrei un campionato con 4 incontri settimanali. Ma mi rendo conto che i tempi non sono maturi per questo.
Intanto, con la stagione 2008, avremo finalmente la ‘Under 21′ d’Elite. Non possiamo sapere oggi che livello esprimerà, ma di certo possiamo intuire che metterà uno di fronte all’altro i migliori prospetti.
Il varo di questo campionato chiude un po’ il cerchio di una serie di iniziative federali volte, dal 2002 ad oggi, alla creazione di una “scuola italiana”: progetto Verde Azzurro e Verde Rosa, Accademia e Progetto Quantità.

Chiudo raccomandando a tutti, quando si azzardano paragoni, di non dimenticare che basket e volley in Italia propongono “livelli assoluti”, mentre il baseball che si gioca da noi dal livello assoluto è ancora abbastanza lontano.
Non riesco pienamente a capire, infine, perchè nessuno nota che in tutto il mondo i campionati di baseball di alto livello sono formati da poche squadre che giocano molto tra di loro. In questo senso la Italian Baseball League a 8 squadre, con calendario compattato, è perfettamente in linea.

18 01 2008
cesare baratta

Finalmente, una finestra anche per tutti noi
che amiamo il Baseball. Bravi davvero e vi auguro un 2008
pieno di soddisfazioni.
Vorrei lanciare l’idea di poter aprire una stanza,
anche per tutti quelli che come me, per l’età ovviamente, si
divertono come bambini giocando in ambito amatoriale.
quindi sia slow che fast. Sarebbe bello un piccola piazza
anche per noi.. grazie

19 01 2008
Enrico

Schiroli, sulla questione del pubblico di Parma, credo che nessuno metta in dubbio le sue parole, tutti abbiamo visto che lo Jannella ed il Borghese erano pieni. Al massimo si possono avere dubbi su Parma e Bologna.
Solo che fa pensare il fatto che lo stesso evento (Italia-Cuba) porti allo stadio 2500 persone in meno. Un dramma, anche considerando il fatto che più di una volta il Presidente Fraccari ha ribadito l’importanza di una Nazionale in grado di trainare il movimento.

Fa pensare il fatto che una partita di semifinale (Gara 6), tra due grandi del Campionanto, con condizioni metereologiche perfette per il baseball, porti allo stadio solo “un migliaio” di paganti.
Mi sembra sia una fotografia impietosa delle condizioni nelle quali ci troviamo.

Sulle altre questioni: Lei parla come se l’attuale dirigenza Fibs si fosse appena insediata. Voglio dire: tutti questi anni di tempo non sono stati sufficienti a portare avanti i programmi? 2 mandati non sono sufficienti, ad esempio, a trovare una soluzione per eliminare il doppio incontro?

Per quanto riguarda la fomula della Serie A io condivido le sue opinioni, espresse nei commenti precedenti.
Anche secondo me la formula non è ottimale ed andrebbe cambiata, possibilmente anche prima dell’arrivo delle Majors. Tempo ce n’è.
Lei stesso infatti dice che il baseball Italiano non è di alto livello, come può poi fare il paragone con leghe professionistiche (quindi, in linea teorica, di alto livello) sulla struttura del campionato?

20 01 2008
Riccardo Schiroli

Caro Enrico, cercherò di spiegarmi meglio.
1) Il pubblico di Parma. Forse 1600 persone non sono tante, ma sono il massimo che Parma ha espresso negli ultimi 16 anni in campionato. Quindi giocare ad agosto ha permesso a Parma di fare il miglior incasso da 3 lustri a questa parte. Secondo me, significa che ad agosto ci sono buone condizioni per andare allo stadio. Che poi a Parma ci sia stato un calo di interesse, è probabile. Ma l’analisi si farebbe a questo punto troppo complessa e lunga per questo spazio.
2) Italia-Cuba. Tra il 2004 e il 2005 il calo di spettatori è stato fisiologico (nel 2004 Cuba mancava da Parma da 6 anni, nel 2005 da 1…) e dovuto anche al fatto che l’evento del 2004 era l’unica sfida tra Italia (che avrebbe di lì a poco giocato le Olimpiadi) e Cuba nel nord Italia. Nel 2005 era in programma una sfida a Bologna (poi purtroppo cancellata dalla pioggia).
Nel 2007 Cuba si è presentata con una selezione ‘B’ che forse ha smorzato qualche entusiasmo.
Ma, scusate se mi ripeto, in relativo le 3 sfide tra Italia e Cuba sono state i 3 migliori incassi fatti a Parma dal 1991 a oggi.
3) Il livello del baseball italiano è lontano dai valori “assoluti” (non è la MLB, insomma), mentre il basket e il volley esprimono questi livelli. Anche il rugby vive il nostro stesso problema: la nazionale gioca a livelli assoluti (e perde piuttosto spesso, infatti) e il campionato no.
Però il livello espresso dalle prime 4 nei play off è certamente paragonabile ad una Independent League o ad un Singolo A americano.
4) L’attuale dirigenza federale si è insediata all’inizio del 2002. Il 2001 è stato forse l’anno più tragico della storia del baseball italiano come presenza di pubblico, al culmine di una picchiata iniziata nel 1999. Credo che aver avuto i risultati di pubblico ottenuti negli ultimi play off non sia davvero una cosa infima.
5) La formula. Il Presidente Fraccari ha scelto la strada della condivisione con le società di vertice e questa sta seguendo.

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