Intervista a Manuel Cortina, il “professore” che costruisce i lanciatori, parlando di Cuba, del baseball italiano, dei tecnici cubani e della Seleccion di Pacheco
5 06 2008di STEFANO ARCOBELLI
Metti una mattina al Kennedy, a parlare di baseball un pitching coach e un giornalista, davanti a una partita del campionato cadetti tra Milano e Codogno. Ne vien fuori una chiacchierata così coinvolgente da interessare i massimi sistemi (la Major League americana) e i piccoli movimenti (come in questo caso del baseball lombardo). Il pitching coach in questione è Manuel Cortina, per anni in nazionale azzurra, sia nello staff del compianto Silvano Ambrosioni che in quello di Giampiero Faraone. Ora Manuel lavora per il Codogno, e si vede: lui fa parte di quei 73 coach cubani che ogni anno arrivano in Italia attraverso l’accordo tra federbaseball e ministero dello sport dell’isola caraibica.
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