di MAURIZIO ROVERI
Tecnicamente, la supersfida dello “Jannella” vive sul confronto fra la produttività del Grosseto nel box di battuta e la solidità del Nettuno sul monte di lancio. Cioè il contrario di quanto si fosse indotti ad immaginare alla vigilia del campionato allorché la squadra laziale diretta da Ruggero Bagialemani veniva considerata la “banda dei bombers”, il lineup più esplosivo. Sì, il Nettuno ha confermato la potenza dei suoi battitori da extrabase (Peppe Mazzanti, Andrea Castrì, Ramon Tavarez, Juan Camilo, Renato Imperiali, anche Carlos Duran che pare essersi svegliato dopo la defezione di Frank Menechino), ha confezionato 15 fuoricampo in 24 partite (soltanto la Fortitudo Bologna, capolista della IBL, ha saputo fare meglio…). Eppure, sul piano della regolarità, della continuità, dell’equilibrio del lineup e della sua efficacia, il Montepaschi Grosseto è risultato fino ad ora più produttivo del team nettunese. Non differenze evidenti, sia chiaro. Ma ci sono.